Tutti i mali dello Sferisterio

Si accumulano ritardi nelle decisioni indispensabili per il 2012 e la stagione rischia sempre di più
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flebo-sferisteriodi Alessandra Pierini

La stagione lirica dello Sferisterio è in coma farmacologico. Continua la ricerca del luminare che possa rimetterlo in salute. Intanto il quadro clinico si aggrava di giorno in giorno.
Innanzitutto i tour operator stranieri stanno ultimando la preparazione dei pacchetti da proporre ai loro clienti, appassionati di lirica che si muovono in tutta Italia alla ricerca di spettacoli musicali di qualità. A ottobre, saranno definitivamente chiusi e gli operatori, dopo aver chiesto più volte ragguagli sul da farsi, sono pronti a proporre un’alternativa allo Sferisterio di Macerata che, in passato proponeva un cartellone alla fine della stagione, in ritardo rispetto agli altri teatri che lo presentano contestualmente alla stagione. Questo vuol dire che nel 2012 si rischia un enorme calo delle presenze straniere che sarà poi difficile recuperare in futuro, oltre all’incommensurabile danno di immagine. Quindi il primo sintomo della grave malattia è la mancanza di un cartellone. Bisogna però dire anche che il cartellone della stagione deve essere votato e approvato dal Consiglio di Amministrazione dell’associazione Sferisterio che al momento è composto da otto dimissionari, oltre al sindaco di Macerata Romano Carancini, al presidente della Provincia Tonino Pettinari e al rappresentante della Società Civile – Eredi dei Cento Consorti Walfrido Cicconi e va rinnovato con una certa urgenza. Deve essere vagliato dal Cda anche il bilancio preventivo che incontra perciò le medesime difficoltà del cartellone.
Passiamo ad analizzare il problema dei contributi che negli ultimi anni hanno tenuto in vita lo Sferisterio Opera Festival. Sospendere la stagione per un anno, soluzione proposta da molti, vuol dire perdere il diritto di accedere ai fondi ministeriali e regionali. Entro gennaio la richiesta ufficiale dovrà essere inoltrata al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, completa di cartellone e di bilancio che al momento sembrano essere lontani dall’essere definiti.

Tra l’altro la Regione Marche avrà a disposizione risorse molto ridotte rispetto al passato ma non ha ancora stabilito le modalità di redistribuzione. Certo il teatro Pergolesi Spontini di Jesi e la sua stagione lirica di tradizione meritano un posto d’onore in una ideale classifica, così anche lo Sferisterio, location unica al mondo e il Rossini Opera Festival di risonanza internazionale ma è anche vero che ci sono altre realtà regionali che si stanno affacciando sul mondo dell’opera, rispetto alle quali le tre realtà tradizionali non hanno alcuna forma di tutela. Anzi, proprio lo Sferisterio, unico teatro che giustifica un viaggio da lontano per assistere ad uno spettacolo, sta perdendo negli anni, la considerazione culturale e politica. In questo quadro già precario si aggiunge il braccio di ferro nella scelta del direttore artistico. Per l’eventuale dopo Pizzi si sta cercando un “salvatore della patria” o un guaritore, sulle spalle del quale accollare tutti i mali della stagione senza proporre alcuna soluzione, né un indirizzo da seguire, né un progetto da intraprendere. Continuano a rincorrersi i nomi di Giancarlo Del Monaco, figlio d’arte e direttore artistico del festival di Tenerife e del regista Renzo Giacchieri. Intanto per il prossimo 24 ottobre è previsto un convegno, organizzato da alcuni esponenti del Pd, al quale parteciperanno anche Pier Luigi Pizzi e Claudio Orazi in un estremo e forse tardivo tentativo di salvare il malato.
Secondo alcuni, la medicina, per placare almeno i sintomi della malattia, poteva essere il nuovo statuto redatto in maniera tale da managerializzare la stagione e far fare un passo indietro alla politica ma il documento doveva essere trasferito alla Provincia di Macerata e al momento non se ne hanno più notizie. Gli ultimi accenni di vita vengono dai lavoratori e tecnici che nel tempo hanno acquisito una professionalità di tutto rispetto che potrebbe essere impiegata, in futuro, come risorsa. D’altra parte però ci sono ancora i deficit delle due passate stagioni da ammortizzare e il bilancio 2011 è ancora tutto da analizzare.

In attesa della soluzione, potrebbe essere  il continuo rinvio di decisioni politiche importanti a dare alla stagione lirica dello Sferisterio il colpo mortale.



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