Luci e ombre sul Micam:
molta gente, pochi ordini

LE IMPRESE CALZATURIERE FANNO IL PUNTO - Soddisfatto Fabrizio Donnari: "siamo al quarto anno di crisi, ma continuiamo a resistere". Giacomo Tartufoli: "il vero problema è la mancanza di liquidità che condiziona la domanda"
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di Filippo Ciccarelli

(Foto-servizio di Guido Picchio)

Moderata soddisfazione: si potrebbe sintetizzare così il sentimento prevalente esternato da una fetta importante dell’imprenditoria calzaturiera locale, all’indomani del Micam,  la più importante fiera a livello italiano – ed internazionale – del settore calzaturiero. Nella conferenza stampa indetta dalla Confindustria maceratese, sono emersi aspetti positivi legati ad una possibile e futuribile ripresa, viste le presenze e l’interesse del pubblico, ma anche preoccupazione per la realtà attuale: i consumi non crescono, diminuiscono gli ordini dei clienti e, quindi, quelle delle imprese. La crisi continua a mordere ed in alcuni casi può venire accentuata, ad esempio dalle barriere commerciali e doganali imposte da stati come quello cinese, che rappresentano un mercato strategico ma ancora di difficile penetrazione.

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Giacomo Tartufoli e Fabrizio Donnari

L’introduzione, affidata a Fabrizio Donnari, responsabile della sezione calzature e componente del consiglio e della giunta di Confindustria Macerata e dell’Anci, ha riguardato le tante iniziative messe in campo dall’associazione degli industriali. In primis l’istituzione di corsi in collaborazione con lo IED, l’Istituto Europeo del Design, rivolti al calzaturiero ed anche ad altri settori.
“Abbiamo partecipato, ma siamo anche stati tra i promotori a livello nazionale – spiega Donnari – al primo ed unico corso ad indirizzo calzaturiero, realizzato in collaborazione con la formazione Its. Due sono gli indirizzi previsti: il primo è quello riferito alla produzione, in cui si formano figure manageriale ad hoc, il secondo, che di questi tempi mi  piace di più, riguarda il marketing ed il visual merchandise. Questo corso è promosso a Civitanova Alta, all’Istituto Tecnico Commerciale Filippo Corridoni, e ci tengo a ringraziare la preside dell’istituto per l’impegno che ha profuso. A Montegranaro abbiamo creato il corso d’alta gamma, in collaborazione con l’Istituto Professionale Ricci di Fermo ed abbiamo avuto modo di portare 100 studenti a visitare il Micam. E’ stato un piacere per noi incontrare quei ragazzi – conclude Donnari – e premiare la scuola Mestica e l’Istituto Bonifazi, per il lavoro che hanno svolto secondo il bando che avevamo istituito: alla fine al Micam ci sono stati molti più maceratesi di quanto si possa pensare”.

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Fabrizio Donnari e Salina Ferretti

Salina Ferretti, della Falc – Naturino, si dice soddisfatta per come è andato il Micam, ma sottolinea anche le difficoltà che affronta il settore calzaturiero, soprattutto quello delle scarpe per bambini: “Il Micam ha dato sicuramente segnali positivi, abbiamo visto aziende coraggiose, che fanno collezioni… è la fiera più importante al mondo. Ci sono stati tanti russi, mediorientali, ed ovviamente anche clienti europei. Resta il fatto che soprattutto per le calzature per bambini il momento non è semplice. Sulle calzature da bambino c’è una forte pressione sul prezzo, ed il mercato europeo ed italiano sicuramente non toglieranno pressione su questo fronte negli anni a venire.
Come Naturino abbiamo società commerciali in varie parti del mondo, produzioni in Italia ed all’estero, anche per essere vicini ai mercati dove andiamo a vendere. La sfida nei prossimi anni sarà quella di rimanere player importanti nel mercato anche verso concorrenti internazionali che sono molto forti: ci confrontiamo con aziende americane, tedesche, di tutto il mondo”.

Giacomo Tartufoli, del calzaturificio King di Civitanova Marche, vede invece il bicchiere un po’ meno pieno rispetto ai suoi colleghi imprenditori: “Al Micam abbiamo avuto molti clienti, la gente c’è stata, sembrerebbe che le cose siano andate bene, ma non è così. C’è stata una ripresa rispetto all’anno scorso, ma seguitano a mancare gli ordini. La colpa, per me, è della carenza estrema della liquidità. La voglia del Made in Italy c’è, bisogna vedere la potenzialità del cliente, se oggi come oggi riesce ancora ad acquistare, e questo è un problema che riguarda tutte le aziende, non solo quelle calzaturiere. L’accesso al credito è il vero problema economico e storico, perché continua ad essere difficile: l’impresa è l’ago dell’economia, se non ripartono i consumi credo che rimarremo in una situazione non salutare per il Paese. Serve una vicinanza concreta della politica”.

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Un momento della conferenza stampa in via Weiden

Lo stesso Fabrizio Donnari ha ammesso che gli ordini “non sono quelli di una volta”, ma si è detto comunque contento “perché siamo andati al Micam non con un ottimo spirito, certamente sappiamo di non poter sovvertire una congiuntura mondiale negativa di queste proporzioni. Però ci sono certi indicatori che fanno ben sperare: nelle Marche la cassa integrazione, ordinaria e straordinaria, è scesa del 39.4% nel periodo tra gennaio e giugno 2011, rispetto agli stessi mesi del 2010. Nel Lazio è aumentata del 1039%! Sorridiamo e siamo convinti di aver tenuto, nonostante sia il terzo-quarto anno di crisi: siamo riusciti a portare perfino i cinesi a comprare le nostre calzature, su 1600 espositori 1100 erano italiani.
Il Made in Italy è un brand che tira, il terzo più conosciuto al mondo, è l’ombrello dove tutti noi siamo. Chiaramente, ci sono situazioni con cui ci confrontiamo che sono impari: in India, oppure in Brasile, ci sono colossi come Nike, Adidas, Puma, gruppi stratosferici rispetto alle nostre realtà. In Cina l’accesso al mercato, nonostante quel Paese sia membro del Wto, è infestato da dazi, corruzione, ed ogni zona ha regole sue. Noi saremmo felici di riallocare la produzione nel  nostro territorio, specie quella di alta gamma, ma dobbiamo tenere anche conto della realtà del mercato. Noi dobbiamo rispettare regole rigorose, in materia di mercato, di conti in ordine e di bilanci a posto: i cinesi avranno i soldi, ma avete mai visto come redigono i bilanci? Vogliono essere trattati come un mercato libero senza rispettarne le regole”.
Carlo Cipriani ha esposto invece le strategie commerciali delle imprese maceratesi all’estero: “abbiamo due desk all’estero che possono fornire aiuto alle nostre aziende che ne abbiano bisogno. Uno è in India, l’altro in Cina, a Shangai. Puntiamo moltissimo sull’internazionalizzazione; con l’Università di Macerata abbiamo realizzato il progetto Incoming, che permette a 100 studenti provenienti da realtà estere, come quella indiana, russa, ed altre, di venire in Italia a vedere cosa producono le nostre imprese, così da avere dei contatti all’estero una volta che loro saranno tornati a casa, per imbastire azioni di carattere commerciale”.

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I numeri del sistema calzature, pelli e cuoio in provincia:

La realtà calzaturiera della provincia è costituita da circa 13.000 addetti  (il 10% degli occupati a livello nazionale nel settore) che lavorano in circa 1000 aziende 130 delle quali di tipo industriale e  associate a Confindustria Macerata. Il settore delle calzature rappresenta circa il 30% dell’intera economia provinciale, con più di 1.700 milioni di euro  di fatturato ed una quota relativa all’export che copre il 60% del totale del prodotto provinciale esportato. Sono oltre 130 aziende con circa 3.500 addetti le aziende che si occupano della produzione dei componenti   (suole, tacchi, tomaie accessori, ecc. ) ed un comparto della pelletteria nella zona di Tolentino con la presenza di oltre 100 aziende fra cui alcune importantissime concerie. Oltre  l’80 % della produzione locale viene esportata; le principali direttici di vendita all’estero interessano la Germania (10%), la Francia (12%), il Regno Unito (8%),  gli U.S.A. (5%), i Paesi Bassi (6%),  ecc. , i Paesi asiatici (Cina, HK, Giappone, ecc.) con il 12% e   il mercato Russo e paesi ex URSS con oltre il 14%  (l’80%  delle calzature italiane che vanno  in Russia  appartengono al distretto calzaturiero marchigiano)

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Oltre 100 studenti  e docenti maceratesi (delle scuole professionale  “Bonifazi” di Civitanova Marche sezione Moda e Design  e della Scuola Media “Mestica” di Cingoli) hanno visitato la Fiera Internazionale del Micam. Un momento importante di conoscenza del mondo produttivo e di orientamento  previsto nell’ambito delle attività del Progetto Scuola  e Internazionalizzazione promosso da Confindustria Macerata e finanziato dalla Camera di Commercio di Macerata. Gli studenti sono stati premiati  per i loro  progetti realizzati nell’ambito del concorso nazionale “La calzatura italiana: 150 anni di storie e di passioni”.

 



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