Souvenir del mare
Cozze ripiene di perle

PORTO RECANATI - E' stato Massimo Falaschini detto Sciampagnò, esperto nuotatore a trovare il piccolo tesoro
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Sciampagnò

 

di Gabor Bonifazi

Si può vivere immersi nel mito di una vita vissuta eroicamente, in maniera anticonformista, come quei grandi scrittori che cercarono il mito nel nuoto e nei tuffi senza minimamente rendersene conto. E’ il caso di alcuni pescatori di vongole del calibro di Mario Giri detto Sigarì capace di ricordare e raccontare la leggenda de el Cocco di Torre, quel fantasma che riempiva e contemporaneamente svuotava il sacco della sciabica. Leggenda poi motivata dallo storico Nicola Gaetini con un plausibile suicidio del cuoco del conte Luigi la Torre che aveva una casa sulla foce del Potenza. Così anche Massimo Falaschini detto Sciampagnò, per via del nonno che al ritorno dall’Argentina era particolarmente generoso con gli amici portolotti, è inconsapevolmente immerso nel mito dei grandi nuotatori che hanno scritto pagine e pagine di eccellente letteratura. Massimo è anche il Presidente della Cooperativa vongolari di Ancona e sa spiegarti come si riproducono le vongole: «Si formano delle schiume bianche in superficie che man mano diventano sempre più consistenti e lattiginose fino a flocculare sul fondale per formare colonie di vongole». Una volta svelato il mistero delle vongole Sciampagnò mi dà appuntamento al “Gatto e la volpe”, il bar del porto che non c’è mai stato, per parlarmi di una pesca miracolosa: il tesoro delle cozze. Massimo, per via del fisico bestiale, è riconosciuto da tutti essere un grande nuotatore, un sub che ha provato l’euforia e quindi uno dei più grandi pescatori di cozze della riviera. Massimo sa quando le cozze selvagge, frutti di mare particolarmente apprezzati come prodotti tipici, sono mature e pronte a finire in padella. Cozze che il padre Luigi detto Giggio e la mamma Vincenzina sanno pulire e preparare in tutte le salse e servire come cibo afrodisiaco: alla tarantina, al pomodoro, al pepe e qualche volta nelle nere valve ci mettono un pizzico di mozzarella e di follia.
Sciampagnò-in-bicicletta“Il gatto e la volpe” è un locale inconsueto, una piccola galleria di personaggi caratteristici. Infatti alle pareti sono esposte al pubblico ludibrio le foto di gente di mare o almeno con il cappello da marinaio come Sargolini, Zaccarelli, Cesarì, el Cucinierio e mi pare d’averci visto anche Cannò. Lasciati alle spalle i ritratti dei personaggi simpatici e davanti a una tazza di moretta, il caffè dei pescatori annegato nel rum, Sciampagnò ci racconta che qualche giorno fa era andato con il figlio Gian Marco a prendere tre chili di cozze sugli scogli naturali delle Due Sorelle, così come consentito dalla legge. Una volta portate a casa il babbo Giggio, mentre le preparava per farle in gratin, ha sentito che c’era qualcosa di duro e alla fine ha tirato fuori dai molluschi una mezza dozzina di perle. Naturalmente erano minuscole, grigie, ovalizzate e quindi prive di valore. « La più grossa poteva essere come la capocchia di un cerino». Ecco una bella storia di alcuni granelli di sabbia, raccontata a tutti gli amanti del mare da un pescatore di mitili. Ora le simil perline sono state rinchiuse nello scrigno, tra gli orecchini e la collana di coralli che Vincenzina aveva portato in dote di nozze insieme al corredo e la cassapanca.

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