Sant’Angelo in Pontano
vota contro la “casta”

Il consiglio comunale si è espresso per la riduzione delle indennità degli amministratori regionali

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Il sindaco Eraldo Mosconi

Nell’ultimo Consiglio Comunale a Sant’Angelo in Pontano è stata posta in discussione la proposta da “La Destra” relativa al “contenimento dei costi della politica”.

“È quanto mai attuale l’argomento, specialmente alla luce delle proposte del Governo nazionale che proprio in questi giorni sta predisponendo una manovra finanziaria che prospetta una carneficina di Enti locali” afferma il sindaco Eraldo Mosconi “partendo dall’assunto sbagliato che ciò che è piccolo è anti economico.

Si parla da sempre della necessità di contenere i costi della politica e che tale esigenza è sentita oggi più che mai a causa della situazione di oggettiva difficoltà lavorativa, economica e sociale in cui si trovano tanti cittadini, ma si pensa sempre che debbano essere altri a percorrere strade di cambiamento.

La proposta nasce in considerazione di constatazioni oggettive che vedono attualmente le indennità di carica, di funzione, nonché i rimborsi spese degli amministratori regionali (consiglio e giunta) aggirarsi intorno ai 6.200 euro netti, quindi, seppur non tra i più alti d’Italia, possono comunque ritenersi molto elevati rispetto ad una retribuzione di un lavoratore qualificato che si aggira intorno ai 1.500 euro in piena occupazione e che vige attualmente nella nostra regione un sistema di vitalizio in favore degli ex amministratori che viene percepito al sessantesimo anno di età ed è cumulabile con altre pensioni da lavoro e con altri vitalizi da incarichi parlamentari.

Per tale vitalizio la Regione Marche eroga annualmente una cifra che si avvicina ai 4.000.000 di euro che significano all’incirca 20.000.000 di euro per una legislatura (5 anni) mentre i contributi versati raggiungono la cifra di circa 1.000.000 di euro annui e quindi 5.000.000 di euro in una legislatura (5 anni).

Va inoltre considerato che il restante disavanzo di circa 15.000.000 di euro per ogni quinquennio viene pagato con i soldi dei cittadini marchigiani e che il vitalizio non si basa sul sistema contributivo, come quello attualmente in vigore per tutti i lavoratori e che per di più è anche reversibile.

Nonostante le sollecitazioni che vengono da tutte le parti politiche ad oggi risulta essere giacente presso la Regione Marche una proposta di legge per l’abolizione del vitalizio ed appare giuridicamente infondato consentirne la concessione, non fosse altro che per il valore economico enormemente spropositato rispetto alla quota “contributiva” versata.

Per questi motivi il Consiglio Comunale di Sant’Angelo in Pontano, con l’astensione della minoranza che non ha voluto condividere tali propositi, ha approvato la proposta di ridurre gli alti costi della politica regionale ritenendo congrua la riduzione del 20% della voce emolumenti di carica dei consiglieri e della giunta a partire dall’attuale legislatura; l’abolizione del vitalizio a partire dall’attuale legislatura per gli ex amministratori; la ridistribuzione di almeno il 50% del risparmio così ottenuto ai Comuni ed alle Province per il sostegno alle politiche sociali”.

Su proposta ulteriore del Sindaco Eraldo Mosconi si è stabilito che i Consiglieri e tutti gli Amministratori del Comune di Sant’Angelo in Pontano si ridurranno l’indennità e i gettoni di presenza del 20% dopo che lo avranno fatto gli Amministratori regionali, cioè dopo che sarà stato recepito ed accettato integralmente dalla Regione Marche il documento proposto dal Consiglio Comunale di Sant’Angelo in Pontano.

Il Sindaco al termine della seduta ha dichiarato: “Una proposta che viene dal sentire comune dei cittadini che rappresentiamo deve essere ampiamente condivisa, il Comune di Sant’Angelo in Pontano ed i suoi Amministratori sono pronti a dare il loro contributo, ora aspettiamo chela Regione Marchefaccia la sua parte. L’unico rammarico viene dal fatto chela Minoranza consiliare non ha voluto votare la proposta. Credo che in questi casi acredini e distinzioni di parte debbano lasciare posto al buon senso.”


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