“E’ il momento
delle scelte coraggiose”
Mario Lattanzi (Pdl) sprona il suo partito
Mario Lattanzi, coordinatore provinciale del Pdl, interviene sulla manovra economica:
“Nei momenti di difficoltà, ogni comunità deve farsi carico delle proprie responsabilità ed affrontare con decisione eventuali sacrifici nel comune interesse. Primi fra tutti ad assumersi le responsabilità debbono però essere coloro i quali hanno l’onore di guidare e rappresentare una nazione perché investiti di una mandato popolare. E’ quanto dovrebbe avvenire in questo momento, ma sembra che ci si muova con incertezza sia da parte di chi governa che da parte delle opposizioni, quest’ultime forse più interessate a diminuire il patrimonio di uno solo che a definire una proposta organica a vantaggio di tutti.
Ma io sono del PDL e vorrei che questo mio partito, che vuole essere popolare e liberale, prenda dei provvedimenti seri, efficaci e giusti. Perché questo è il momento delle decisioni, degli interventi strutturali e della difesa dei ceti economicamente e socialmente più deboli. Si vota nel 2013. Per quelle elezioni è necessario ridurre in modo drastico il numero dei parlamentari: abolire il senato, dimezzarela Cameradei deputati ed adeguarne l’indennità alla media europea.
Quanto poi alle pensioni non si può pensare di mettere mano alle pensioni di lavoratori dipendenti ed autonomi senza eliminare la vergogna della pensioni dei parlamentari costruite non sullo stipendio ma sulla indennità. I parlamentari, se vorranno la pensione, dovranno affidarsi a quella garantita dal lavoro, se ne hanno uno, non dalla indennità per mandato politico. Come avviene per Sindaci ed assessori che per altro hanno pesanti responsabilità dirette e indirette. Nel caso i parlamentari fossero disoccupati prima dell’elezione, potranno costruirsi autonomamente a proprie spese una pensione e non sfruttare i versamenti degli altri.
Ci sono ex parlamentari che con un solo mandato intero (cinque anni) o anche parziale percepiscono una pensione tre volte superiore a quella di un lavoratore dipendente dopo quaranta anni di attività. Questa situazione è inaccettabile, perché immorale, in tempi normali, figuriamoci in tempi come questi. Come è inaccettabile che qualcuno percepisca più pensioni per decine di migliaia di euro al mese, frutto spesso dell’attività politica a più livelli. Bene, dal mio partito io mi spetto uno scatto di orgoglio ed un intervento serio in questo campo per fare vedere, una volta tanto, che si è diversi dagli altri partiti.
Se così non fosse non vedo motivo per invocare presunte diversità. Trovo difficoltà, in qualità di Sindaco, a capire ulteriori tagli ai Comuni che sono già strangolati dal patto di stabilità, come pure l’eliminazione dei piccoli comuni sotto mille abitanti. I Comuni sopravvivono, soprattutto i medio piccoli, ed i Sindaci hanno spesso l’ingrato compito di spiegare perché alcuni interventi anche assolutamente necessari, non sono possibili per i limiti di spesa. E lo debbono spiegare a cittadini che contestano magari il costo dei pasti nei ristoranti del Senato e della Camera! I piccoli Comuni hanno tutti un’identità ed una storia. Potrebbero trovare autonomamente un modo per mettersi insieme e per ridurre ancora quel poco che già spendono.
Ma prevederne l’accorpamento tout court mi pare una vera esagerazione. Penso che l’effetto sia più propagandistico che altro. Sarei per la eliminazione di un buon numero di provincie, molte delle quali create negli ultimi decenni più per meri interessi politici che per reale necessità. La razionalizzazione in questo campo porterebbe indubbi vantaggi. Nel caso non si voglia poi mettere mano alle Province, si abbia il coraggio di eliminare le Regioni. Nell’ambito dell’evasione in questi ultimi anni si è fatto molto, ma non è sufficiente. Purtroppo l’evasione aumenta in ragione del peso della imposizione fiscale. Una rimodulazione in questo campo è necessaria: la sola lotta all’evasione non basta, occorre renderla meno interessante. E se poi chi guadagna tanto, molto venisse chiamato, fatto salvo il reddito familiare, ad un contributo di solidarietà non è la fine del mondo. Sarebbe un modo per sdebitarsi nei confronti di una società spesso sciupona che pur di vedere la propria squadra di calcio vincere il campionato non bada proprio a spese (e neanche agli stipendi dei calciatori). Questo è il momento della serietà e non della furbizia. E’ il momento di scelte coraggiose che saranno osteggiate da pochi ma apprezzate da molti. E mi piacerebbe che il mio partito, il PDL, avesse il coraggio di farle”.
E’ il momento delel scelte coraggiose…..
Andate a casa, TUTTI
@ Cerasi
con priorità al comune maceratese… (TUTTO)
L’unica scelta coraggiosa è quella di abbandonare la barca che sta affondando… come sta facendo Capponi… o sbaglio??