L’avvocato più famoso d’Italia
in prima fila al Palio di San Giovanni
Il noto penalista Franco Coppi trascorre da molti anni le vacanze a Porto Recanati e anche ieri ha assitito alla rievocazione della corsa degli "sciabicotti" vinta quest'anno da Montarice, seconda al traguardo ma con più pesce nelle coffe
di Maurizio Verdenelli
Quando la ‘sciabica’ di Castennou (Castelnuovo) bruciando Montarice, taglia per prima il traguardo, lui perde anche se solo per un istante il leggendario aplomb: in piedi applaude con un grande sorriso.
Tuttavia a sorpresa la ‘causa’ per il più celebre penalista italiano si rivela stavolta perdente. Lui è il professor Franco Coppi, ordinario di Diritto penale a La Sapienza di Roma, difensore di Giulio Andreotti nel processo per mafia a Palermo; di Francesco Cossiga; dell’ex ministro Gui (caso Lockheed); dell’ex governatore di Bankitalia, Antonio Fazio; in anni lontani, del collega Fabio Isman per aver dato alle stampe atti relativi ad inchieste sul terrorismo (perchè fosse rilasciato dal carcere, al ‘Messaggero’ diretto da
Vittorio Emiliani, pubblicammo per settimane la terza pagina in bianco) ed in giorni recenti, difensore di Sabrina Misseri, accusata della morte della cugina Sarah Scazzi ad Avetrana. Il prof. Coppi trascorre da sempre le ferie estive nella casa di famiglia a Porto Recanati, all’ombra del Castello Svevo, nel quartiere Castennou del quale è dunque sostenitore: “Ho assistito a numerosi palii di San Giovanni, ed è sempre una grande, bella festa”.
Soltanto gli oscuri vaticinii del sindaco Rosalba Ubaldi e del presidente della Provincia Antonio Pettinari, abituati da sempre a misurare intuitu oculi il ‘peso’ reale delle questioni che contano (in questo caso le coffe delle sciabiche) avevano suggerito indirettamente al prof. Coppi di attendere la ‘sentenza’ sui vincitori del 17. palio storico di San Giovanni, ai piedi della tribuna dove avevano preso posto i figuranti dell’Italia Risorgimentale. Per apprendere che per la ‘miseria’ di nemmeno diecimila lire (per il Palio, l’euro non è stato mai introdotto…) Montarice, secondo al traguardo, aveva consumato la sua vendetta, tremenda vendetta nei confronti del quartiere rivale che lo scorso anno li aveva beffatti sul filo di lana. Nello spazio di neppure un metro, uno dei suoi ‘sciabicotti’ imitando lo sfortunato Dorando Petri alle Olimpiadi di Londra, era infatti scivolato rovinosamente perdendo tutto il pescato e la vittoria finale ormai in tasca.
Così niente festeggiamenti per l’avvocato più famoso d’Italia e per i pur bravissimi atleti di Castennou che per circa 5 euro (valuta attuale) non ha potuto ripetere il bis del 2010 ed accrescere il suo impressionante score di plurivincitore.
Già, perchè il Palio portorecanatese non si vince in base ai tempi d’arrivo ma in base a quello che si realizza al …mercato. Non basta dunque arrivare primi se le coffe (due per trenta chili di pesce sughero: i classici ‘suri’) risultano poi piuttosto vuote perchè nella corsa la perdita è stata rilevante. Vince infatti chi realizza alla vendita un maggiore importo, pur conteggiando l’ordine di arrivo in base al quale chi è più veloce gode di un abbuono in dieci lire per ogni secondo conquistato.
Alla vendita Montarice, capitanata da Alessio Sampaolesi, ha realizzato la somma di 445,208 lire, rispetto alle 435,900 lire di Castennou. Al terzo posto il Centro Storico, al quarto Europa, al quinto Sammarì e Scossicci del Sole al sesto. I magnifici sette (quartieri) sono infatti ridotti a sei. Pur prendendo parte alla sfilata iniziale, per il secondo anno consecutivo Santa Maria in Potenza non è riuscito a mettere insieme una ‘ciurma’ per armare la propria sciabica. L’appello della presidente è stato accorato, sabato sera. La zona, eppure, è densamente abitata: circa tremila persone (Castennou, plurivincitore, di residenti ne fa solo 750) molte delle quali sono immigrati da altri Paesi che non sentono evidentemente il fascino del Palio. In questo senso il tentativo di integrazione, inserendo atleti immigrati, non ha dato i frutti sperati dopo un timido inizio. “Ma non desistiamo, faremo di tutto per rimettere ai nastri di partenza tutti i sette quartieri nel 2012” garantisce Antonio Sisti, presidente dell’Ente Palio.
La corsa -che gode anche del patrocinio del Senato della Repubblica- si svolge in un percorso ad anello che partendo da piazza Brancondi, all’altezza del Castello, s’immerge poi lungo il corso principale per sterzare sul lungomare: in tutto 5,800 km per cinque giri. Ad ognuno di questi c’è il cambio: la coppia di ‘sciabicotti’ sulle cui spalle poggia un palo al quale sono assicurate le due coffe, lascia il posto ad un’altra coppia. E’ una gara bella ed affascinante. “Una rievocazione veramente unica, fra le tante che si ispirano al tempo passato e trapassato” ha dichiarato l’assessore regionale al Turismo, Serenella Moroder presente tra gli ospiti insieme con il suo collega di giunta, Luca Marconi.
Molti i gonfaloni dei comuni. Tutti quelli rivieraschi della provincia: Porto Recanati, Civitanova Marche, Potenza Picena. Ed inoltre Loreto, Recanati, Matelica, Montecassiano, Mogliano, Montefano. Tra gli ospiti del sindaco Rosalba Ubaldi, oltre ai già citati Franco Coppi e il presidente della Provincia, Antonio Pettinari (“La sfida dell’organizzazione è stata vinta: questa una manifestazione che ci ricorda le nostre radici marinare, una grande identità del territorio”); il viceprefetto vicario, Tiziana Tombesi; il questore Oddo, i comandanti della Guardia Costiera e delle Forze dell’Ordine. Inoltre sindaci ed assessori. Tra questi, uno con doppia veste: Alessandro Biagiola, assessore provinciale e del comune di Recanati, che ha fatto le veci del sindaco Francesco Fiordomo in vacanza sulle Dolomiti per la sua seconda tranche di viaggio di nozze (“ma sempre col telefonino in mano…” assicura Biagiola).
Imponente e in tema con i 150° dell’unità d’Italia, la cornice del Palio. Aperto dall’Italia: una splendida ragazza di 23 anni, portorecanatese, studentessa universitaria, Martina Micucci, avvolta da un lungo peplo bianco, con fascia tricolore ed in braccio un fascio di rametti d’ulivo. A seguire un po’ di Risorgimento tratto dal Bignami, con venature femminili: Vittorio Emanuele II°, la contessa di Castiglione, Camillo Benso di Cavour, Giuseppe Mazzini, Goffredo Mameli, Giuseppe Verdi e la sua seconda moglie, Giuseppina Strepponi, Giuseppe ed Anita Garibaldi. Dietro a loro, preceduti da un plotone del battaglione garibaldino ‘Petronio7’ di Crevalcuore (che fa specifico addestramento per queste rievocazioni) un mini esercito di babies garibaldini e bersaglieri. Ed ancora un corteo nuziale che ha aperto la strada all’Italia dell’800/primo900: ragazze, ragazzi, signore e signori -uno somigliantissimo a Beniamino Gigli, che amava come noto, Montarice. A chiudere il ‘popolino’ con le mitiche ‘portannare’ e gli altrettanti mitici ‘sciabicotti’: i protagonisti del Palio che trae ispirazione dalla vita di umile lavoro di quest’ultimi, addetti al trasporto del pescato dalle ‘sciabiche’ al mercato ittico.
Il corteo si è concluso con una …’finta esecuzione’. Il plotone delle Camicie rosse di Crevalcuore, agli ordini del proprio ufficiale, si è schierato davanti alla fila delle poltroncine bianche, proprio dirimpetto a sindaci ed amministratori locali. Caricando i fucili a baionetta. Chi scrive ha ricordato per qualche lungo attimo con un sottile brivido un’analoga scena nel finale di una ‘Tosca’ in cui rimase ferito dalle schioppettate Cavaradossi-Armiliato, circa 3 lustri fa allo Sferisterio. E quando i fucili sono stati imbracciati qualcuno ha pensato pure ad una via molto garibaldina e risorgimentale… di tagli alla politica: ma gli spari, a salve, hanno sorvolato di molto la testa dei nostri politici, nell’apprensione non sottaciuta di una signora che sedeva anch’essa di fronte al plotone.
La serata, caldissima, ha accresciuto il suo appeal e la frescura, subito dopo, l’ha resa piacevolissima.
La gara è stata poi davvero all’altezza delle attese. I bianchi di Montarice, con il coltello tra i denti e desiderosi di rivincita, hanno fatto alla partenza il vuoto attorno a sé. Solo i rossi di Castennou hanno contenuto il distacco per avvicinarsi e ‘cambiare’ per primo al terzo giro. Poi la corsa è vissuta, come da tradizione, su questo testa a testa nel quale i vincitori uscenti hanno pagato un prezzo alto (perdendo molto pesce) per riuscire a tagliare per primi il traguardo dei cinque giri con un vantaggio su Montarice di tre secondi. Troppo esiguo per compesare i ‘suri’ perduti per via. Grande suspense fino alla proclamazione del vincitore dove, con la conduzione della ‘padrona di casa’, Rosalba Ubaldi, c’è stato posto anche per quegli ‘sciabicotti’ che hanno corso un gran numero di Palii: a loro la Stella d’oro.
Agli ospiti, il presidente Sisti ha donato il volume: “il mare nel cassetto” a cura di Nicola Gaetini. Una guida alla mostra permanente della civiltà marinara portorecanatese. Davvero da visitare.
Tanti gli spettatori, quelli dell’estate portorecanatese che ha visto sold out alberghi, campeggi, B&B, villaggi turistici e ristoranti. “Solo il mercato degli appartamenti in affitto -dice la sindaco- ha conosciuto una piccola flessione, ma ci sono prenotazioni anche per i week end ad indicare la predilezione per Porto Recanati da parte degli abitanti della provincia”. “Anche nelle Marche la stagione estiva sta andando bene, l’accoglienza poi si sta mostrando all’altezza della situazione” ha detto da parte sua, l’assessore regionale, Serenella Moroder.
Una bella serata, dove si è parlato inevitabilmente pure di politica locale. Ed Alessandro Biagiola come assessore provinciale ha elogiato lo spirito unitario “dove si ha modo di prendere decisioni comuni su tutto, nulla escluso”. La ‘new way’ indicata da Pettinari sarà dunque un esempio da seguire anche per le giunte locali prossime venture? Alla prospettiva la giovane e graziosa assessore di Porto Recanati (Pdl, quota An) ha guardato un po’ preoccupata la Ubaldi, mentre a Biagiola che segnalava in modo suggestivo l’ulteriore aumento della temperatura già africana, per la prossima settimana, Pettinari, un po’ padre ed un po’ presidente, non ha dato speranze: “Pur con il solleone, martedì giunta”.
LA CLASSIFICA DEL 17. PALIO DI SAN GIOVANNI.
1. Montarice, che ha realizzato alla vendita la somma di lire 445.208.
2. Castennou (435.900 lire)
3. Centro Storico (402.886 lire)
4. Europa (399.677 lire)
5. Sammarì (380.182)
6. Scossicci del Sole (378.386 lire).


Approfitto di questa occasione, per salutare l’ill.mo prof. Coppi avuto come controrelatore nella tesi di laurea discussa dal sottoscritto presso l’Università degli Studi di Perugia facoltà di Giurisprudenza nel lontano anno accademico 1974 – 1975. Relatore Prof. Fabio Dean controrelatore appunto, Prof. Franco Coppi.Tesi di laurea: ” Il Possesso nel Dirito Penale”. Certo, mi farebbe molto piacere vederlo per le vie di Porto Recanati per ossequiarlo e salutarlo doverosamente dato che non è possibile sapere (giustamente) dove alloggia.
@ Gaetano
Per quanto mi è dato sapere l’avv. Coppi risiede nell’unica villa urbana con accesso veicolare da piazza Brancondi, a due passi dal Castello Svevo e dalla caserma dei Carabinieri. L’accesso principale avviene da via Pastrengo. Si può incontrare l’avvocato all’edicola Matassini mentre acquista i quotidiani o al balneare Faro dove legge gli stessi.
@ Gabor Bonifazi
Gent.mo Sig. Bonifazi,la ringrazio immensamente della bella notizia datami tramite C.M. a proposito dell’alloggio a Porto Recanati del Prof. Coppi, farò tutto il possibile per ricontrarlo dopo tanti anni.