I veleni di Busi, la musica di Mollica
e “Lost” scaldano Popsophia
Show sopra le righe dello scrittore che è critico con la politica, i bigotti e gli ipocriti e celebra la libertà sessuale e di parola. Il week end si è chiuso con la filosofia di Sex and the City, le storie nascoste dietro le canzoni e la filosofiction di Regazzoni

di Laura Boccanera
Tre grandi protagonisti per il fine settimana dedicato alla Fiction. Tre personaggi assolutamente diversi, ma capaci di catalizzare l’attenzione del grande pubblico scatenando la riflessione e il ragionamento: non si può che partire da Aldo Busi, amato, temuto, odiato, venerato. Sabato in tanti lo hanno accolto (c’era chi addirittura veniva da Rimini) per ascoltarlo dopo la lunga assenza dalla televisione. E non ha deluso le aspettative: un Busi al veleno, critico con la classe politica “che non sa più governare ed è lontana dalle famiglie”, un Busi che arrivato in città venerdì ha passeggiato per il mercato facendosi riconoscere da commercianti e passanti e che ha ascoltato la lectio di Cacciari (leggi l’articolo) mimetizzato tra la folla. E caustico e diretto il riferimento a quell’incontro: “nessuna predica questa sera, nessun prete in abiti borghesi sul palco che sviscera la filologia e annuncia il futuro”. Ancora si assesta e prende posizione, si mette comodo, cattura la ribalta e nel farlo tesse le lodi della regione più esotica d’Italia, le Marche: “Avete più chiese che rotonde!”. Poi invita ad accendere le luci sul pubblico: “Le star siete voi, non io!”. Non sembra.
Nonostante dichiari di non voler parlare di politica, il suo discorso non tralascia Berlusconi e la classe dirigente:“Prima i topi stavano nelle fogne e i gatti sopra, ora è il contrario! Chi avrà il coraggio di saper cernere dal cesto le mele marce? Questo è il problema!”. E poi critico verso i bigotti e gli ipocriti celebra la libertà sessuale e di parola, condanna l’omofobia e biasima le donne che hanno perso la propria femminilità e che non si rendono utili alla società, capaci solo di “mettere lo smalto sulle unghie finte” scendendo spesso nella trivialità più boccaccesca e sguaiata, con un ricco formulario di oscenità che gela le prime file “bon ton” e borghesi e diverte invece le retroguardie di una risata liberatoria. E poi in chiusura l’invito a pensare con la testa di chi ti sta davanti e non solo con la propria: “Dovete tirar fuori l’Aldo Busi che è in voi!”
Ma la vera rockstar della filosofia capace di intrattenere per oltre 2 ore un pubblico attento e curioso è stato Simone Regazzoni, il docente cacciato dalla Cattolica nel 2010 dopo aver pubblicato Pornosofia e oggi uno dei più accreditati esponenti del filone popfilosofico. Regazzoni, agli oltre trecento spettatori del Chiostro di Sant’Agostino, ha spiegato il nesso fra il racconto scritto, il libro e quello televisivo, la fiction. “Se il libro tesse la sua trama costruendo quella finzione che si fa racconto, oggi la fiction assembla tasselli di contemporaneità a partire dalla realtà”. Ieri sera poi replica con la filosofia di Lost: Regazzoni introduce il suo naufragare tra i naufraghi precisando che la fiction, e questa in particolare, per dirla con Benjamin, ha la stessa dignità dell’opera d’arte nell’epoca della riproducibilità seriale. È arte in quanto messa in opera della verità. La fiction è narrazione utilizzata per strutturare la realtà e, dal momento che il nostro rapporto con il reale è sempre mediato da una forma di narrazione, la finzione è già nella verità che viviamo.
E poi a seguire Carola Barbero che traccia la filosofia di Sex and the city, accostando gli interrogativi di Carrie Bradshaw che aprono e chiudono le puntate della serie tv di Manhattan alle domande filosofiche della classicità. E poi ancora ieri spazio alla musica con Vincenzo Mollica. L’ideatore di Do Re Ciak Gulp ha intrattenuto sul palco con Leo Turrini ed Evio Hermas Ercoli una “conversazione musicale” accompagnata dai Pop Radio. Un viaggio nei ricordi alla scoperta degli aneddoti e delle storie nascoste dietro alle canzoni, da Vecchio Frac a Lucio Battisti. E alla domanda se domani ascolteremo ancora le canzoni di oggi, così come ricordiamo con piacere e nostalgia gli anni 60 e 70 Mollica risponde sicuro: “secondo me sì, ogni canzone racconta l’età che l’ha generata e secondo me è probabile che riascolteremo Vasco Rossi, Ligabue o Laura Pausini con la stessa nostalgia con cui oggi ascoltiamo Mina o Modugno”. E poi il giornalista e scrittore con la passione per i fumetti ha ringraziato il festival: “mi piace molto questo nome perchè unisce il Pop, il popolare, la sophia, cioè la sapienza e ricorda Sophia Loren che è la mia attrice preferita”. E a proposito di attori Mollica nel pomeriggio ha fatto visita anche al museo di Montecosaro dedicato alle star del cinema rimanendone affascinato. E poi la chiusura dell’incontro dal titolo “Viva l’italia” con due aforismi di Vito Riviello, un poeta ludico; un dono per Popsophia “da tenere come motto del festival – ha detto Mollica. “Paperino ha il dono dell’ubiquità ora Qui ora Quo ora Qua” e “Un campo di girasoli a Cortona in Arezzo, un paio di paraculi a Cortina d’Ampezzo”.
(foto di Luigi Gasparroni)










Vito Riviello, citato da Vincenzo Mollica, non tutti sanno che, oltre ad una lunga collaborazione con Paolo Conte, negli anni ’80 era di stanza molto di frequente a Macerata, dove aveva stretto una fortissima amicizia con Remo Pagnanelli. Ricordo con grande nostalgia alcune serate con Remo, Guido, lui (che era penna caustica e cuore dolcissimo), sua moglie e la sua bambina Lidia, che ho rintracciato un paio d’anni fa grazie a Massimo Gezzi. E che oggi è scrittrice anche lei, ma che – quanto a sensibilità e intelligenza – già si disvelava sin da allora.
Quando avvenne il fattaccio di Remo, Riviello non ebbe più la forza di tornare a Macerata. O meglio, ci tornò subito dopo e poi mai più. Lidia mi confermò che suo padre non aveva mai superato quel dolore, né aveva mai dimenticato Macerata, quelle serate tra noi di cui ricordava perfettamente ogni particolare.
L’avremmo voluto celebrare quest’estate, se avessimo avuto a disposizione un microfono. Purtroppo non è stato possibile.