Il sindaco di Camerino pone interrogativi
sul futuro della montagna dopo la riforma sanitaria

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dario_conti3In merito alla riforma sanitaria da parte del sindaco di Camerino Dario Conti e del consigliere comunale delegato alla sanità Alberto Salvucci riceviamo:

Abbiamo appreso dalla stampa locale il progetto di riforma sanitaria che prevede la soppressione delle tredici zone e l’istituzione di cinque aree vaste; avremmo gradito un nostro coinvolgimento anche perché era in previsione la possibile istituzione di una sesta area vasta montana che avrebbe aiutato a risolvere i problemi dell’entroterra con un eventuale potenziamento delle strutture sanitarie, utile ad arginare la mobilità passiva verso l’Umbria ed il Lazio.

Abbiamo invece appreso che la zona vasta montana non verrà istituita e che la nostra zona territoriale verrà soppressa e confluirà nell’area vasta della provincia di Macerata.

A questo punto ci poniamo alcuni interrogativi sul futuro della nostra sanità. Quale sarà la sede dell’area vasta; avrà sede provinciale a Macerata? A Civitanova? O, perché no, a Camerino?

Quale sarà il futuro degli uffici amministrativi ASUR nelle zone che verranno soppresse? I livelli occupazionali saranno mantenuti? Il personale in pensionamento verrà sostituito?

Vi sarà nei poli montani un potenziamento delle strutture ospedaliere e sanitarie territoriali? Oppure si creerà, in futuro, come ipotizzato in alcuni organi di stampa, un unico presidio ospedaliero che penalizzerà, per l’ennesima volta, la montagna? Da tempo a Camerino, aspettiamo la sostituzione di personale medico come nel reparto di cardiologia UTIC in cui mancano un primario e un dirigente di primo livello.

E poi queste aree vaste hanno  personalità giuridica? Se si, non era forse meglio istituire, come nelle regioni a noi limitrofe, cinque o sei ASL, con  soppressione dell’ASUR, e conseguente maggiore efficienza e risparmio? Temiamo invece che con questa riforma, i servizi sanitari sul territorio saranno accentrati, lontani dalle necessità delle persone e dai  luoghi in cui vivono.

Infatti nella distribuzione dell’assetto ospedaliero notiamo che gli ospedali più grandi e strutturati sono localizzati lungo la costa: Pesaro- Fano (azienda ospedaliera), Ancona nord, Ancona sud, Ancona Torrette (azienda ospedaliera), Civitanova-Fermo, Ascoli-San Benedetto.

A questo punto ci poniamo la domanda: che fine faranno gli ospedali montani se, come nel nostro caso,  è in previsione la costruzione di un nuovo ospedale provinciale che servirà a compensare la mancata istituzione di un’azienda ospedaliera nel sud delle Marche?

Tutti questi interrogativi il sindaco e gli amministratori se li pongono in quanto, in qualità di rappresentanti della sanità nel proprio territorio, devono poter dare risposte ai propri cittadini residenti in una zona montana che è tutelata da leggi dello stato.

 


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