Dolce di more
La ricetta della settimana
Vi sarà capitato ad agosto di girare per le campagne e di trovare rovi stracolmi di more. Io da bambina ne facevo manbassa, passavo insieme agli amici (o alle carissime cugine Katia e Stefania che essendo più grandi arrivavano più in alto) i pomeriggi a raccoglierle – arrampicandosi l’uno sulle spalle dell’altro, perché quelle più belle erano sempre troppo in alto! – per poi condirle con zucchero e limone e mangiarle a merenda. Se però le more erano particolarmente corpose e ben turgide, mia nonna ci preparava questa torta con “ripieno” di more e crema. Una bontà indimenticabile!
INGREDIENTI per 8 persone:
farina e burro per la teglia da forno liquore dolce e zucchero a velo
more per il condimento del pan di Spagna
Per il pan di Spagna:
150 grammi di farina 00 una bustina di lievito
6 uova un pizzico di sale
150 grammi di zucchero
Per la crema:
4 tuorli 75 grammi di farina 00
150 grammi di zucchero 0,5 litri di latte
Per preparare il pan di Spagna dividete i tuorli dal bianco, lavorate lo zucchero con i rossi fino ad ottenere un composto omogeneo che verrà mescolato pian piano alla farina. A parte montare a neve gli albumi con un pizzico di sale; unite i due composti e aggiungete in ultimo il lievito. Versate il tutto in una tortiera imburrata e infarinata e ponete a cuocere a 180 gradi. Nel frattempo fate la crema ponendo in una terrina i tuorli con lo zucchero, mescolate accuratamente e unite la farina e il latte. Versate tutto in una casseruola e portate a cottura la crema senza farla bollire. Lasciatela raffreddare. Infine componete il dolce: mettete il pan di Spagna su un piatto da portata, tagliatelo a metà togliendo la parte della mollica, bagnatelo con del liquore dolce e stendeteci sopra la crema. Disponete qua e là le more lavate e asciugate e lasciate riposare in frigo per circa un’ora. Servite con un po’ di zucchero a velo sopra e qualche mora accanto alla fetta di torta come decorazione.
Il vino consigliato in abbinamento è senza alcun dubbio un Lacrima di Morro Passito come l’Amaranto del Pozzo Buono di Vicari.

….questi sì, che sono articoli degni di nota….slurp..!!!