Il pattinaggio chiude in bellezza
Arianna Piazza vince la maratona

CAMPIONATI EUROPEI - Tutte le nazionali (tranne l'Austria) sono tornate in pista per la gara finale lungo le Mura di Macerata. L'Italia vince la competizione femminile, la Danimarca quella maschile

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di Beatrice Cammertoni

e Andrea Busiello

Si chiude nel migliore dei modi il campionato Europeo di Pattinaggio a rotelle che si è svolto questa settimana prima a Casette Verdini e poi a Macerata tra mille polemiche (leggi l’articolo) per il ritiro di nove nazionali che hanno giudicato pericoloso il tracciato dei Giardini Diaz nonostante l’ok della Federazione italiana e di quella Internazionale.

Per la prova odierna nel percorso intorno alle mura cittadine del centro storico di Macerata sono tornate in gara, sia nel maschile che nel femminile, tutte le nazionali presenti alla competizione, ad eccezione dell’Austria che era già partita nella giornata di ieri.

IMG_5780-300x200Nel giorno della maratona di 42 km  tutto è andato bene. A vincere nella competizione femminile è stata l’azzurra Arianna Piazza (atleta di Bellusco, provincia di Monza) che ha superato sul traguardo cittadino rispettivamente un’atleta belga ed una tedesca che si sono classificate al secondo e terzo posto. Per quanto riguarda la gara maschile a primeggiare è stato un atleta della Danimarca ed al secondo posto è arrivato un corridore ceco mentre un altro podio per l’Italia è arrivato con Matteo Melis (anche lui di Bellusco), classificatosi terzo. Dicevamo che la giornata è andata per il verso giusto ed alla fine della manifestazione le parole di Silvia Zamponi, presidente della Rotellistica Juvenilia Pollenza, società organizzatrice non potevano che essere di soddisfazione: “Ci siamo riscattati delle delusioni delle giornate precedenti chiudendo in bellezza. Noi siamo molto soddisfatti di aver ricevuto i complimenti da tutti e la Federazione Italiana ci ha chiesto di organizzare altre gare in futuro e questo ci rende davvero felici”.

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Mentre lungo le mura cominciava la maratona di 42 chilometri prevista per il primo pomeriggio di oggi e disputata nonostante l’acquazzone che aveva preoccupato partecipanti e promotori intorno alle 13, alcuni rappresentati delle squadre che si sono ritirate dalle competizioni degli scorsi giorni hanno voluto dire la loro sulle motivazioni del rifiuto e sulle dichiarazioni rilasciate dagli organizzatori. Danimarca, Finlandia, Svizzera, Germania, Olanda e Gran Bretagna hanno voluto mettere in chiaro un punto fondamentale: “Siamo stati benissimo, amiamo la città, ringraziamo Macerata e Pollenza e la perfetta organizzazione del campionato. Ma il percorso è troppo pericoloso.” Una conferenza stampa sui generis per la varietà delle provenienze dei protagonisti che scelgono l’inglese come lingua comune per esprimersi ed intervenire nella cronaca locale ma anche per il fatto che si è svolta davanti ai Cancelli con un occhio sulla pista in attesa del passaggio dei ragazzi in gara. La signora Karin Rigas, danese e madre di uno degli atleti entra subito nel merito della questione. “Dieci anni fa, le ruote erano più piccole e le velocità raggiunti erano meno sostenute, oggi invece hanno un diametro maggiore e si può arrivare addirittura ai 40 km/h: il rischio che a quella rapidità e con così tanti ragazzi potessero avvenire incidenti contro muro era veramente  alto.

P1040196-300x225La gara di oggi si disputa a velocità molto meno pericolose, per cui non ci sono problemi, ma per quel che riguarda i giorni scorsi sono state persone che correvano tanti anni fa a decidere che il percorso era sicuro. Io sono contenta di aver detto no a mio figlio e ai ragazzi di cui sono responsabile così come lo sarebbe qualsiasi madre italiana.” Interviene anche l’allenatore finlandese Jari Lepola: “E’ stato detto che si è trattato di una scelta politica, ma noi siamo genitori e allenatori, lavoriamo per mesi per preparare queste competizioni e portiamo fin qui i nostri atleti: ne loro ne noi possiamo dirci contenti di quanto è avvenuto, non siamo mostri. Avevo visto il percorso già 4 giorni prima dell’inizio delle gare rilevandone la pericolosità: è una pista troppo stretta e trattandosi di una gara si tende ad accelerare ed a superare gli avversari, se cade un ragazzo, cadono tutti. Certo, si tratta di uno sport pericoloso e ne siamo consapevoli. Mio figlio tempo fa si è ferito ad una spalla e non ha potuto gareggiare, ma senza pianti, fa parte della disciplina. Ma correre con così tanti rischi è un’altra cosa. Sto cercando di esprimermi pacatamente, ma se in Finlandia qualcuno commette degli errori lo ammette, qui si fa fatica. Non vogliamo grandi litigate, è chiaro, ma anche quando un allenatore inglese ha proposto il percorso alternativo dell’Autoscuola di Colbuccaro come soluzione migliore, l’amministrazione si è espressa negativamente a causa delle spese sostenute per la pista di Macerata.”  Continua la mamma danese: “Ci hanno detto che i provvedimenti presi dopo l’infortunio erano sufficienti e di continuare vedendo poi se si fossero verificati altri incidenti… Ma si tratta di mio figlio!”

Foto di Matteo Cicarilli

(GUARDA IL VIDEO)

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