La “ragazza con la valigia”
inaugura il museo “Cinema a pennello”
La diva Claudia Cardinale ha stregato il centro storico di Montecosaro per il taglio del nastro a Palazzo Marinozzi: tantissimi autori, manifesti, ricordi e tanti oggetti di culto per una raccolta straordinaria. Poi la festa all'insegna della leggendaria follia di Montecò
di Maurizio Verdenelli
“Ero in teatro e mi dicono: sindaco, non ci prenda per matti ma ci é sembrato proprio di vedere Claudia Cardinale che passeggiava per Montecosaro in compagnia di Paolo Marinozzi. Non solo: cantava a squarciagola: Nel blu dipinto di blu…”. Al racconto di Stefano Cardinali, il sindaco, lei annuisce con un sorriso scintillante: “Sì, ero io e mi divertivo come una pazza!”. “E’ naturale, siamo a Montecosaro” conferma Marinozzi. Che poi attacca con Claudia un duetto dalle incerte fortune, colonna sonora del film di Valerio Zurlini “La ragazza con la valigia” (’62).
Il titolo? “Impazzivo per te”. Una canzone resa famosa dalla voce rock di Celentano ed ancora di più dall’interpretazione cinematografica della Cardinale che entrò nell’immaginario collettivo e fu per sempre “La ragazza con la valigia”. “Un momento, io ho fatto 120 films in tutte le parti del mondo” puntualizza lei. Ma ormai il dado è tratto: quando finalmente -ieri alle 18,30, uscendo avvolta in un completo nero da Palazzo Marinozzi a Montecosaro- si concede al bagno di folla, la diva tiene in mano una valigia degli anni 60.
Marinozzi, sia sincero: la valigia è quella proprio del film. “No, questa no”. La domanda è legittima se si pensa che Paolo nel 2005 presentò alla Spaak, allora sua ospite, la mitica Giulietta del ‘Sorpasso’ -dove Catherine era protagonista. E ieri all’ingresso del museo “Cinema a pennello”, (leggi l’articolo) inaugurato dalla stessa Cardinale, Marinozzi ha messo in mostra autentici cimeli. Nell’ordine il motocarro di Zampanò-Anthony Quinn del film cult “La strada” di Federico Fellini con Giulietta Masina; la bicicletta a motore del ‘maresciallo’ Vittorio De Sica; la moto di Steve Mc Queen (da lui stesso, esperto pilota, fatta modificare) del film “La grande fuga” e la ‘vespa’ di ‘Vacanze Romane’ con Gregory Peck ed Audery Hepburn. E pure una super vespa gigantesca prodotta in quegli anni dalla Piaggio.
“Ho conosciuto Claudia nel 2005 –dice Marinozzi- al teatro di Sant’Elpidio a mare dov’era impegnata in un tour che avrebbe toccato pure Fabriano con lo “Zoo di vetro” di T. Williams. Le ho chiesto se avrebbe un giorno accettato di fare da madrina al progetto che da 20 anni venivo man mano realizzando: un museo di tutta la grafica pubblicitaria cinematografica raccogliendo le opere dei tanti pittori che avevano dipinto i manifesti dei film”. E lei? “Mi scrisse su un bozzetto (dipinto dal fidardense Rodolfo Gasparri, padre dell’attore Franco) di ‘C’era una volta il West’: Auguri, Paolo! E’ stato il carburante giusto, la spinta per portare a termine il museo che dopo 6 anni Claudia, fedele al suo impegno, ha voluto inaugurare volando l’altro giorno da Parigi ad Ancona e da lì raggiungendo Montecosaro”.
La Cardinale è arrivata nelle Marche il pomeriggio di venerdì 24 visitando anche Civitanova Marche e ripartirà questa mattina dopo mezzogiorno, destinazione Parigi dove vive.
Dice l’attrice: “E’ stata un’esperienza meravigliosa. Montecosaro è un centro bellissimo, tra mare e montagna. Un paesaggio che incanta. I marchigiani sono nel mio cuore da sempre: mia figlia Claudia ha avuto una tata di Montefortino: Maria.Questo museo inoltre è davvero una cosa grande! Dei manifesti dei miei film mi è piaciuto moltissimo rivedere quello di ‘Una rosa per tutti’ girato a Rio de Janeiro (ero una sambista in scena). Il mondo è stato davvero il mio set…”.
“Certo! In Australia dove ho girato ‘Bello, onesto sposerebbe illibata’ (che in realtà poi era una prostituta) io ed Alberto Sordi siamo stati addirittura presi per ladri ed arrestati. Avevamo ancora addosso i vestiti di scena: io con una minigonna vertiginosa, lui con abiti un po’ buffoneschi, quando tornando in albergo con l’auto della produzione abbiamo deciso di fermarci in una gioielleria, per ammirare la merce e magari far compere. Siamo stati scambiati per ladri ed ammanettati! L’autista si è precipitato gridando che eravamo due attori italiani famosi: niente da fare! Poi l’equivoco fortunatamente si è risolto… Ricordo che nel cast c’era pure un attore jesino: Corrado Olmi”.
Il tempo stringe, la gente accorsa sotto palazzo Marinozzi la reclama, altro tempo per altre domande non c’è. Il taglio del nastro, l’apertura del museo davvero bello, davvero da visitare. Tantissimi autori, tantissimi manifesti, tanti oggetti di culto: tutto sapientemente illuminato dal tecnico delle luci, Alessandro Bacaloni. Ed ecco il costume di Batman, impressionante, i David di Donatello alla stessa Claudia Cardinale (“Il giorno della civetta”, ’68) e a Spencer Tracy (“Vincitori e vinti” , ’61), i vestiti di scena di Marisa Allasio (“Arrivederci Roma”), Catherine Spaak (“Adulterio all’italiana”); Ornella Muti (“Il grande Fausto”: lei era la dama Bianca ed alcune scene della fiction tv sono state girate a Palazzo Marinozzi); delle sorelle Kessler (“Giardino d’inverno”); di Abbe Lane. Poi insieme con gli oggetti usati sul set, anche i ricordi lasciati da chi ha preceduto C.C. in questi vent’anni di eventi: Liliana De Curtis (figlia di Totò), la giornalista Matilde Amorosi, Abbe Lane, Marisa Allasio, Gina Lollobrigida, Catherine Spaak, Sabrina Ferilli, Ornella Muti. E il ben noto “Le forbici di Paolino” a cura di Vincenzo Mollica e del disegnatore maceratese Mauro Cicarè. Chi è Paolino? Marinozzi, è chiaro.
Sul far della sera la memorabile giornata si è conclusa, come da tradizione, a “La Luma” della famiglia Bartolini. Intorno all’ospite d’onore, tanti altri ospiti d’onore: gli autori dei manifesti che sono da ieri custoditi nel museo “Cinema a pennello”. Tra questi il toscano Silvano Campeggi “Nano”, autore delle locandine dei film americani più famosi del dopoguerra a cominciare da “Via col vento” e “Ben Hur”. Lui ricorda con un po’ di nostalgia: “Erano gli anni della ricostruzione e gli italiani scoprivano il cinema. Io disegnavo e stampavo fino a quindicimila copie all’anno: si affiggeva dovunque, anche sulle rovine della case bombardate. Era anche un modo per coprire certi guasti, in attesa di tempi migliori. Si tornava a sperare e a sorridere grazie anche ai film e le locandine facevano sognare tutti grandi storie d’amore….”.
Poi la festa intorno a Paolo e Claudia . Lei al momento del taglio della torta, che innalza l’icona di Totò disegnato da Iaia (presente in sala) scherzosamente fa il gesto di …tagliare la gola al suo anfitrione con il coltello del dolce. Poi applausi, canzoni, telecamere e flashes. C’è anche posto per un bellissimo ritratto giovanile di Claudia, omaggio di Tino Avelli. Ed anche per il discorso del sindaco e il siparietto a tre di cui, all’inizio, abbiamo detto, “Montecosaro –dice Stefano Cardinali- è conosciuto nel mondo grazie a Marinozzi e al suo sogno che si è consolidato in un museo unico al mondo, e dunque eccellenza del territorio”.
Un sogno che vissuto ad occhi apertissimi a cominciare dal ’92 con ‘Totò a Montecò’ ha portato frutti copiosi a testimonianza che la leggendaria ‘follia di Montecosaro’ ha in realtà un metodo, una laboriosa perseveranza e la vocazione al successo.
(Foto di Guido Picchio e Mandino Tiburzi)
















Una grande dolcezza, queste foto di Claudia Cardinale, felicemente invecchiata senza artifici. C’è, nelle modifiche che il tempo arreca ai volti, una ricchezza incomparabile, carica di tutta una vita. E in grado – proprio per il tesoro che reca in sé – di saper guardare ancora avanti, sempre avanti. Brava, Claudia Cardinale! Grazie per il servigio altissimo che rechi alla nostra generazione con la bellezza carismatica che è più bella ancora di quella di allora, e certo ben più importante di una pur bella e indimenticabile pellicola.