Polemica sui Teatri di Civitanova
Di Lupidio: “Dal 2006 numeri sempre positivi”
di Laura Boccanera
Dopo il voto sul bilancio (leggi l’articolo) del Comune di Civitanova ieri sera è stato approvato anche il bilancio preventivo ed il piano programma 2011-2013 dell’azienda speciale TDC al centro delle osservazioni dell’opposizione. Un consiglio in seconda convocazione durato circa 4 ore che ha visto un po’ di agitazione tra i banchi dell’opposizione specie per quanto riguarda la procedura di delibera e indirizzo per il festival Popsophia. Già lunedì scorso il neo assessore provinciale Giorgio Palombini che siede tra i banchi dell’opposizione civitanovese aveva definito “illegittima” la procedura attraverso la quale si era arrivati a ideare il festival senza passare per l’approvazione del consiglio. Fatto rimarcato anche ieri da Sergio Cognigni che ha presentato 3 emendamenti per chiedere una modifica dello statuto dell’azienda speciale tale da restituire al consiglio comunale (e non alla sola delibera di giunta) il potere decisionale di controllo e proposta sulle attività dell’azienda teatri.
Di tutt’altro avviso invece il direttore dei Teatri Alfredo Di Lupidio che oggi nel corso di una conferenza stampa ha illustrato numeri e giurisprudenza: “l’azienda ha dal 2006 numeri positivi e produce utili che verranno reinvestiti per l’adeguamento tecnologico di una sala cinematografica digitale. Un tesoretto accumulato in anni di buona gestione e che permette di fare investimenti”. Per quanto riguarda invece la questione Popsophia Di Lupidio è categorico: “Il festival viene prodotto con il budget che il comune stanzia ogni anno per l’azienda e che per il 2011 è di 1milione 290mila euro. All’interno di questa budget organizziamo una serie di attività, non solo Popsophia, ma Civitanova Danza, Vita vita, Civitanova classica, il teatro per ragazzi, CivitanovArte, i concerti e la programmazione cinematografica. Il festival costa 350mila euro, di cui 80mila provengono da sponsor privati, quindi il Comune non ha speso cifre esorbitanti come si vuol far credere, ma tutto rientra all’interno di una flessibilità di organizzazione dell’azienda Teatri che gestisce in autonomia il bilancio”. Sulla questione emendamenti Di Lupidio ribatte: “lo statuto parla chiaro e non lo dico io, al consiglio comunale spetta il potere di indirizzo e può avere ad oggetto determinazioni di carattere generale, mentre per le singole attività, l’azienda gode di autonomia organizzativa, finanziaria ed economica nei limiti del rispetto del bilancio”.

solita roba….
Ma Di Lupidio, che è il direttore dei teatri, è diventato il nuovo assessore alla Cultura ?
Evidentemente SI, data l’inesistenza di Mobili. Di Lupidio, da vero assessore, fa quello che vuole e tiene le conferenze stampa mentre Mobili fa solo la presenza !
Come siamo messi male !