L’Anpi di Tolentino:
“Dimenticato l’ex sindaco Paolo Pace”

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Paolo-Pace

Paolo Pace

Dall’Anpi di Tolentino:

Forse i più giovani non conoscono la figura poliedrica di Paolo Pace (1914-1961),  primo sindaco della città nel 1946 (fino al 1951) dopo la Liberazione a cui aveva partecipato come partigiano oltre che di stimato artista, se non in quanto intestatario di una via di Tolentino. Certamente, però, lo conoscono le autorità, l’elité culturale della città,che vanta la presenza di oltre cento associazioni. Pertanto dispiace all’ANPI di Tolentino che nessuno l’abbia ricordato per il suo impegno civile e politico lo scorso 23 aprile a cinquant’anni dalla morte anche per i legami affettivi del nipote Antonio con la città stessa, presente alle cerimonie del 61° Anniversario dell’Eccidio dei Martiri di Montalto celebrate lo scorso marzo.  Di lui sappiamo che dopo aver frequentato le scuole superiori, alla fine degli anni trenta si trasferì a Roma per approfondire gli studi artistici all’Accademia di Belle Arti, dove seguì i corsi di Pittura con le lezioni di Anatomia e la Scuola di Nudo. Una volta diplomatosi, svolse anche le funzioni di assistente a Cipriano Efisio Oppo, pittore vicino alla Scuola Romana, e Segretario del Sindacato Fascista Belle Arti. Tra il 1931 e il 1943, il giovane,  si avvicinò alle posizioni del Partito Comunista Italiano, a cui aderì durante la militanza partigiana. Nel giugno 1940 si arruolò e fu inviato in Albania con il grado di caporale dei Granatieri. Sofferente per il congelamento del piede destro e per il manifestarsi di disturbi cardiaci nel 1941 ottenne il congedo illimitato, anche se, a fine novembre, fu nuovamente richiamato e destinato al deposito di Viterbo del suo reggimento d’appartenenza, il 3° Granatieri di Sardegna. Gli impegni militari non gli impedirono però di perfezionare la sua esperienza incisoria, tanto che in quegli anni incise all’acquaforte un cospicuo numero di lastre e iniziò l’attività espositiva nel 1942 con la partecipazione alla X Mostra Sindacale Romana. Dopo l’8 settembre ritornò nelle Marche, dove fu internato nel campo di Sforzacosta  insieme a tanti altri conterranei nati tra il 1914 e il 1926, dal quale riuscì ad evadere unendosi alle prime formazioni partigiane. Il 12 marzo 1944 sfuggì alla fucilazione a Castel di Croce di Rotella, in provincia di Ascoli Piceno. Subito dopo,  divenne commissario politico e comandante di una formazione partigiana a Borgiano di Serrapetrona. Inoltre, diresse i dodici numeri del periodico dell’ANPI di Macerata, “Risorgimento Marchigiano” e nello stesso,1946 fu  eletto Sindaco di Tolentino tornando alla scadenza di mandato a Roma, città in cui poté compiere la sua carriera artistica. Purtroppo, a fine 1959 per gravi motivi di salute preferì tornare nella sua città natale. L’ANPI di Tolentino intende commemorare la sua figura con un’iniziativa concomitante alla presentazione della biografia di Nunzia Cavarischia, la più giovane partigiana d’Italia, che con Paolo visse momenti di libertà e di lotta”.


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