Massimo Torresi
racconta i Bluff

Viaggio nel mondo delle band maceratesi (sesta puntata)

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IMGP5684-300x199di Lucia Paciaroni

Dice di lui: “mi piace definirmi musicista e sono tra quelli che ha fatto della musica una ragione di vita”. Tanto innamorato della musica da percorrerne due strade: da una parte un gruppo, dall’altra una via da solista, che l’ha recentemente portato sul palco delle audizioni di Musicultura. Massimo Torresi, di Morrovalle, si divide tra il beat e il funky dei Bluff e le note più intime del suo percorso solista, ma, come ci racconta, “per il momento questa mia grandissima passione non mi permette un sostentamento economico sufficiente per vivere, quindi per riempire il carrello al supermercato faccio l’impiegato”.

Come mai la scelta di percorrere due strade diverse?

Ho sempre speso il mio tempo dedicandomi più alla composizione di brani inediti che ad una attività live vera e propria. Sento che lo studio di registrazione è il mio habitat naturale e l’ambiente dove posso rendere al meglio, soprattutto in questo periodo in cui mi sento prospero di idee da realizzare. La scelta di intraprendere un cammino da solista è dovuta al fatto che, dopo aver lavorato per anni cercando di seguire quella che è stata ed è tuttora la filosofia artistica dei Bluff, cioè comporre musica di un certo tipo, tra il “beat” e il “funky”, ovviamente arrangiata in chiave molto più “pop” e contemporanea, ho sentito la necessità di sperimentare nuove situazioni musicali, magari più cantautorati ed introspettive nei testi, per dare sfogo alle mie sensazioni più intime e personali.

Da solista hai partecipato alle ultime audizioni di Musicultura, cosa puoi dirci di questa esperienza e cosa hai presentato alla giuria?

La mia partecipazione alle ultime audizioni di Musicultura è stata tanto bella quanto inaspettata. Nella demo che ho inviato per l’iscrizione erano presenti i brani “Intorno alla vita” e “Il cuore in una mano”, due canzoni dal sapore molto intimista, così come la terza che ho suonato sul palco della Filarmonica e cioè “Sognarci addosso”. E’ stato anche abbastanza impegnativo confrontarsi con una realtà molto esigente come quella di Musicultura, soprattutto perché in quel momento ero “Massimo” e non “i Bluff”, come dire “da soli si è più soli”. In effetti ammetto che sul palco, nel rispondere alle fin troppo pertinenti domande della commissione, ho un po’ sudato. Direi che Musicultura mi ha lasciato delle buonissime sensazioni e ricordi divertenti al punto che in autunno invierò una nuova demo per le preselezioni con l’intento di rimettermi in gioco.

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Oltre al percorso da solista, fai parte di una band. Chi sono i Bluff?

I Bluff nascono nel 2005 come band di cinque elementi formata da Massimo Torresi (voce e chitarra), Ermanno Antonelli (chitarra), Paolo Gironacci (batteria) Jimmy Gironacci (basso) e Fabio Verdini (tastiere). Dopo un breve periodo di attività come cover band  di grandi artisti come David Bowie, Paul Weller, Beatles e altri, decidiamo di concretizzare idee originali. Nel 2009 entriamo nel Potemkin studio di Andrea Mei (ex Gang ed autore dei Nomadi) e registriamo il nostro primo lavoro in coproduzione con lo stesso Mei, dall’ironico titolo “Il Macabro Epilogo”. Le idee prendono così forma rispettando i gusti di ogni membro, anche se poi del progetto se ne fanno carico due elementi, il sottoscritto e Fabio Verdini, il quale è attivo in varie cover band, è attualmente tastierista dei Gang ed ha effettuato varie collaborazioni live e in studio con il gruppo di folk revival La Macina. Successivamente, causa l’abbandono della band di Jimmy Gironacci, subentra al basso un altro ottimo musicista, Riccardo Scarponi detto “Gaber”, chitarrista da sempre, ma intenzionato e determinato ad abbracciare il progetto Bluff e la nuova avventura al basso. Attualmente collaboriamo con l’etichetta Novunque di Milano al fine di promuovere il nostro primo album nonché concretizzare nuovo materiale già in cantiere.
L’album dei Bluff è uscito nel 2010, come è stata questa esperienza e dove vi ha portato?

Creare un album è un’esperienza magnifica per un musicista in quanto puoi prendere coscienza di come una labile idea, che sia compositiva o letteraria, possa evolversi continuamente fino a diventare reale. E’ un po’ per assurdo realizzare un sogno, per chi come noi percepisce la musica come sogno. Ovviamente bisogna parlare anche di cose pratiche ed è per questo che dico che il lavoro di studio è anche faticoso e stressante. Abbiamo pubblicato, in collaborazione con la “Novunque”, l’album nel maggio 2010, distribuendolo in molti negozi d’Italia (SELF distribuzioni) e nelle piattaforme digitali come “iTunes” e molte altre. Abbiamo fatto moltissime interviste nelle medio-piccole radio nazionali e alcuni concerti a Milano, anche in locali molto affermati come “La casa 139” e “Le scimmie”.

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Come solista quali sono i tuoi progetti? E quanto è lontana la musica che fai da solo rispetto a quella del gruppo?

Sto lavorando tantissimo alla realizzazione di quanti più brani riuscirò a produrre e potrebbe essere un’idea quella di proporli in veste di autore a qualche etichetta che ne necessita. Ho anche intenzione di pubblicare un mio album solista, forse in autunno, dato che gli ultimi brani composti si addicono di più al periodo invernale, contrariamente alla musica dei Bluff, sempre fresca e solare, che non a caso abbiamo pubblicato in primavera proprio perché il disco “suonava molto estivo”. Ecco, forse è questa la differenza tra la mia produzione e quella del gruppo.

Le Marche, e in particolare la provincia di Macerata, che tipo di terreno sono per la musica?

Credo che il nostro territorio, soprattutto il maceratese, sappia offrire molto a tutti quei musicisti che vedono la musica come un momento di evasione dalla quotidianità a volte statica della provincia. Sono molti i piccoli locali in cui ci si può esibire. Il problema del territorio semmai è il fatto che purtroppo non ci sono aziende discografiche, agenzie importanti, management altamente qualificati e questo ci fa inevitabilmente restare fuori dal grosso giro della musica italiana. Come tutti sanno i “giochi” si fanno nelle grandi città come Roma o Milano e quindi un artista che vorrebbe emergere non può far altro che trasferirsi altrove. E questo  non presuppone neppure di riuscire nei propri intenti, perchè più è grande l’ambiente più la concorrenza è elevata. Per questo il ruolo che Musicultura ricopre è importantissimo, in quanto è l’unica rassegna che riesce ad accendere i riflettori sul nostro territorio. I Bluff suoneranno il 23 giugno allo stabilmente balneare “Chalet Amici” di Porto Sant’Elpidio. Per saperne di più www.myspace.com/bluffrecordsband, www.myspace.com/massimotorresi. A giorni sarà disponibile su youtube un video dei Bluff girato al Groove di Potenza Picena.

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