Hermès false fabbricate a Mogliano
e vendute in una boutique di Firenze
Operazione della Guardia di Finanza di Firenze e Macerata. Denunciate sei persone: quattro italiani, un cinese e un iraniano
Borse di Hermes contraffatte realizzate a Mogliano e vendute in una boutique del centro storico di Firenze. E’ stata cosi’ smantellata dalla Guardia di Finanza di Firenze un’intera filiera del falso: sequestri in un negozio, in un deposito e in quattro laboratori. Sei le persone denunciate: quattro italiani, un cinese e un iraniano. Una serie coordinata di operazioni, che hanno interessato la Provincia di Firenze e Macerata, hanno permesso di smantellare una vera e propria filiera del falso. Dai luoghi di produzione la merce contraffatta è affluita direttamente nella rete di vendita che ha avuto tra i punti nevralgici un negozio sito in un?area a intensa vocazione turistica come quella del centro storico di Firenze. Risalendo dall?ultimo segmento della commercializzazione, si è giunti ad un deposito di stoccaggio e a quattro laboratori di produzione ubicati tre nell’hinterland fiorentino e uno a Mogliano in provincia di Macerata gestito da un italiano. L’operazione svolta dalle fiamme gialle fiorentine ha portato al sequestro di 30.045 pezzi di merce contraffatta, tra borse finite, semilavorati, minuteria metallica, cartamodelli, foto e macchinari per la produzione di borse riproducenti il marchio Hermes. Le borse sequestrate ricalcavano fedelmente la forma di quelle prodotte dalla famosa griffe. Infatti, sulla base delle disposizioni del Codice di Proprietà Industriale, può costituire oggetto di registrazione anche la forma del prodotto. Nei laboratori sono state rinvenute vere e proprie linee di produzione di oggetti di ‘alto livello’ di pelletteria, principalmente del marchio Hermes. Riprodotti anche oggetti a marchio Louis Vuitton e Burberry. Le borse avevano un costo alla produzione che si aggirava su 100-150 euro a borsa. L’intermediario le rivendeva a 200-300 euro. Presso il negozio (vicino a Palazzo Vecchio) il prezzo di vendita al pubblico si aggirava intorno a 650-700 euro ed oltre, a seconda del tipo di materiale di produzione (1/4 – 1/5 del reale costo).
Le indagini proseguono al fine di ricostruire l’ammontare complessivo della produzione e commercializzazione dei prodotti contraffatti sino ad oggi effettuata dalle imprese coinvolte dalla loro costituzione sino ad oggi, utile a quantificare l’ammontare dell’evasione fiscale perpetrata.

Di solito chi commercializza borse griffate (o altri capi, cappelli, scarpe, ecc. esclusivi, griffati, elitari e costosi) non va dal primo grossista, che incontra per strada, a comprare, ma si rivolge a dei canali di vendita “ufficiali” poichè solo attraverso quelli si possono avere i prodotti.
A questo punto le ipotesi dovrebbero essere 2 (anzi per la precisione 2 e mezzo)
1) il rivenditore ufficiale vendeva anche la merce contraffatta
2) l’acquirente sapeva che aveva acquistato merce contraffatta e che quindi vendeva tarocchi
(o entrambe le cose, che è il caso che si verifica più spesso: i “veri falsi” descritti ne libro Gomorra)