Non solo elezioni provinciali
Acquaroli parla di referendum
Il candidato presidente della sinistra, assieme all'onorevole Migliore, ha parlaro di acqua pubblica, nucleare e legittimo impedimento

Francesco Acquaroli
di Lucia Paciaroni
Francesco Acquaroli, candidato presidente della Provincia di Macerata, all’indomani dell’incontro sulla sanità e su quelle che sono le sue proposte, affronta ancora una volta i punti del suo programma. Oggi è stato il turno dell’acqua pubblica, in vista del referendum del 12 e 13 giugno. Presente anche l’onorevole Gennaro Migliore, della direzione nazionale Sel.
Acquaroli, sostenuto da Sel, Federazione della Sinistra e Democrazia e Legalità, ha espresso il suo no per il nucleare. Si invece all’acqua pubblica, così come dice si alla raccolta differenziata, alle energie pulite e all’agricoltura biologica.
“Vogliamo che l’acqua resti pubblica – ha detto – La Provincia di Macerata in materia di gestione del servizio idrico integrato è molto indietro. Proponiamo un unico gestore che consenta di risparmiare sulle tariffe. Un percorso possibile se vince il si al referendum. Da poco tempo è funzionale il primo tratto dell’acquedotto del Nera, arrivato a Tolentino e che presto arriverà anche a Macerata e negli altri paesi consorziati. L’acqua sarà di ottima qualità, ma ci chiediamo a quanto ammonteranno le perdite delle reti idriche”.

Esildo Candria e Gennaro Migliore
Acquaroli e la sua coalizione fanno notare che :“A quasi diciassette anni dall’entrata in vigore della legge che prevedeva la costituzione di un unico ente di gestione per ciascun ambito territoriale, la provincia presenta ancora troppe inadempienze e ritardi, dovuti ad ingiustificati localismi e resistenze da parte degli apparati burocratici. Una frammentazione che determinata l’aumento dei costi di gestione e il rischio di una perdurante inefficienza gestionale e lo sperpero della risorsa idrica, un bene comune da tutelare e salvaguardare da usi impropri e da sprechi”.
“Nonostante i tentativi di Berlusconi di disinformare le persone e la resistenza da parte delle forze di centro destra, il referendum ci sarà – ha sottolineato l’onorevole Migliore – Il 12 e il 13 giugno si andrà a votare, almeno sul legittimo impedimento, ma credo anche sull’acqua pubblica e sul nucleare. Quello del referendum è un argomento sul quale vorrei si pronunciassero tutte le forze politiche. Non voglio più accettare comportamenti omissivi da parte del centro sinistra. Il candidato fino a ieri era il vice presidente del centro destra (Antonio Pettinari), trovo difficile che ora sosterrà la necessità di far rimanere l’acqua pubblica. Acquaroli è il candidato più di centro sinistra che ci sia. Non siate troppo affezionati al personale voto di partenza, ma fate un bilancio sui programmi”. E si sofferma sulla questione rifiuti: “Sono di Napoli e conosco bene l’emergenza rifiuti, non pensate che Macerata ne sia immune. Bisogna porre l’attenzione su chi, nella sua amministrazione, fa dei rifiuti un punto essenziale”.

Gennaro Migliore
“Continuiamo ad essere la coalizione che concretamente parla con la gente di programma, a differenza della latitanza della altri parti politiche – ha evidenziato Esildo Candria, coordinatore provinciale Sel – La nostra campagna elettorale non finirà con le elezioni provinciali, ma con il referendum. Nessuna forza politica ne parla e in maniera scandalosa i partiti del centro destra stanno cercando di non far emergere il fatto che si voterà”.
Tra gli intervenuti anche Edoardo Mentrasti, coordinatore regionale Sel, che si è soffermato sullo sciopero generale di domani promosso dalla Cgil: “Qualche mese fa abbiamo depositato una proposta di legge regionale per l’istituzione del reddito sociale e domani parteciperemo allo sciopero anche per questo. E nel programma di Acquaroli c’è il richiamo alla necessità di un sostegno in questo senso per i giovani inoccupati o disoccupati”.
Fermo restando che Acquaroli e la sua coalizione sostengono che saranno loro ad andare al secondo turno, in caso contrario, il candidato presidente ha detto che “oggi parlare di apparentamento è impossibile, visto che le altre forze non parlano di programmi”. E Migliore ha aggiunto: “Sicuramente non daremo libertà di voto, non diremo mai di votare un candidato del centro destra, ma questo non vuol dire che ci “apparenteremo” con il centro sinistra perchè gli apparentamenti si devono meritare in base ad un accordo sul programma”.


Avrei chiesto a Gennaro Migliore cosa è successo nella sua Campania, dove SEL appoggia gente di destra come De Luca a Salerno o bassoliniani come Morcone contro De Magistris, con elezioni interne a SEL alquanto discutibili. E poi Torino, dove si sta con quel Fassino che “se fosse stato operaio avrebbe votato sì al referendum di mirafiori”? E Reggio Calabria, dove si appoggia il candidato dell’MPA? Insomma, gli avrei chiesto cosa è Sinistra Ecologia e Libertà, e gli avrei detto cosa penso debba essere la sinistra…
Comunque, contro Pettinari e Capponi, fratelli politici, sempre meglio Acquaroli. E soprattutto, sempre meglio lo sciopero di oggi (dov’era Pettinari?) i 4 SI al referendum, i percorsi di rEsistenza sul territorio…
Carissimo Stefano, mi unisco alle tue “domande”, punto punto. L’unica cosa che non abbraccio, è la prima delle tue valutazioni finali, perché per me non è più sostenibile, alla luce del devastamento che hanno prodotto intere generazioni politiche di ogni colore , basare il proprio voto su un concetto di ” meglio relativo” , di “medio-crità” . Ci dobbiamo davvero accontentare sempre per forza, di quel che passa il convento? No, non credo. E non credo neanche che sia giusto rifiutare la zuppa e basta. Penso sia diritto-dovere civile, entrare nelle cucine e mettere mano ai fornelli per apparecchiare diversamente . Ed è un compito oggi, che spetta specialmente alla tua generazione Stefano, a ragazzi come te di sani principi, coscienti, critici, orientati politicamente, preparati culturalmente, impegnati socialmente, sfondare le porte per entrare, perché siete voi i titolari del futuro, solo voi. O voi quindi, o nessuno lo farà mai al vostro posto, anzi vi usano e vi useranno sempre, se vi distaccate e vi arrendete fuori dei confini dei palazzi del potere.