Il Movimento Studenti di Macerata
allo sciopero di Ancona
Dal Movimento Studenti di Macerata riceviamo e pubblichiamo:
Da Macerata ad Ancona, gli universitari maceratesi alla manifestazione regionale Uniti Per Lo Sciopero. Ci chiedono di abituarci alla precarietà, di sottometterci al ricatto e alla competitività, di abbandonare i progetti a lungo termine per il nostro futuro, di accettare di investire tempo e denaro per una formazione sempre meno qualificata. Ci chiedono di evitare proteste, di subire in silenzio, di non avanzare richieste e non elaborare proposte. A noi la scelta: accettare o ribadire ancora una volta il nostro no! I tagli previsti dalla legge 133 e la legge Gelmini stanno gradualmente abbattendo il sistema universitario pubblico. L’offerta formativa dei singoli atenei e il sistema di diritto allo studio, già compromessi da decenni di politiche demolitrici in materia di istruzione e ricerca, subiscono il colpo mortale. Razionalizzazione delle risorse e agevolazioni per i più meritevoli, queste le parole giustificatorie dell’attuale classe dirigente. A Macerata alcuni corsi di laurea sono già stati soppressi, altri sono in via di smantellamento; per il prossimo Anno Accademico sono previsti un aumento delle tasse e una drastica riduzione delle borse di studio; sono diminuiti i fondi per le attività culturali organizzate dagli studenti ed è in forse il finanziamento che l’Università affida al progetto Erasmus Studio. Inoltre, con la riscrittura dello statuto d’Ateneo (anch’essa imposta dalla legge Gelmini) attualmente in corso, si prevede una riorganizzazione dell’intero sistema di divisione disciplinare che indebolirà ulteriormente l’offerta formativa e creerà nuove sacche di potere baronale. Fuori dal contesto universitario il quadro è ancor più drammatico. Dai ricatti di Marchionne fino alla proposta di privatizzare beni fondamentali come l’acqua, il modello di società che si prospetta all’orizzonte impone la precarietà come modus vivendi e condanna un’intera generazione all’insicurezza cronica.
– NO alla precarizzazione del sapere e del lavoro
– NO alla privatizzazione dei beni comuni
– NO all’intervento militare in Libia
– PER un reddito di cittadinanza
– PER l’autoformazione