Omicidio di Ascoli:
la 28enne seviziata e sgozzata

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Sul luogo del ritrovamento del corpo di Carmela “Melania” Rea è atteso per oggi l’arrivo dei carabinieri del Ris per una serie di rilievi che si annunciano abbastanza complessi. L’area è boscosa, vicino alla strada provinciale 53 che collega la provincia di Teramo a quella di Ascoli, e a una località chiamata Casermette e sulla quale si svolgono esercitazioni militari di tiro.
Il luogo del ritrovamento è abbastanza nascosto e poco conosciuto, anche se vi è un’area attrezzata per il picnic. Stamani è prevista una riunione in Procura a Teramo tra il sostituto procuratore Greta Aloisi, che coordina le indagini, e gli investigatori, per fare il punto su quanto emerso in queste ore e stabilire un programma di indagini. I carabinieri stanno vagliando ogni voce o segnalazione nella speranza di poter acquisire elementi.
Sono stati ascoltati sommariamente i parenti della vittima, arrivati ieri sera dal Napoletano: il padre Gennaro, che aveva parlato al telefono con la figlia tre ore prima della scomparsa e che l’aveva trovata “serena e felice” per la scampagnata; il fratello Gennaro, che ha effettuato il riconoscimento e che a caldo aveva commentato: “E’ inspiegabile, inspiegabile…”, e la madre Vittoria.
Una delle voci riguarda un’auto con alcune persone, vista il pomeriggio del 18 aprile nel punto in cui si sarebbero perse le tracce di Carmela Rea. Un lavoro difficile anche perchè con il passare delle ore aumentano le segnalazioni sulle quali occorre comunque lavorare per stabilirne l’attendibilità, dato che, al momento, non sembrano esserci zone grigie nella vita della coppia o in quella della vittima e che i segni, oltre alle ferite mortali, trovati sul suo corpo nudo non si sa se siano legati a particolari riti oppure se siano stati fatti dall’assassino o dagli assassini per depistare le indagini.

Il cadavere della giovane mamma intanto è all’obitorio dell’ospedale di Teramo. Per il momento le indagini vengono svolte dagli inquirenti teramani, in attesa che si riesca a chiarire se Carmela sia stata uccisa nel luogo in cui è stato trovato il corpo o altrove e poi trasportata in Abruzzo. In quest’ultimo caso la competenza territoriale sarebbe della Procura di Ascoli. Importante, anche a questo fine, l’esito dell’autopsia, il cui afidamento è stato fissato per oggi, che dovrà fornire elementi per stabilire la data e le cause della morte.

La vittima ha la gola squarciata, lividi e segni di percosse sul resto del corpo, una svastica incisa sul collo e due siringhe conficcate: una al collo, l’altra al pube. Non ci sarebbero segni di violenza sessuale.

Carmela è scomparsa mentre faceva una scampagnata sul pianoro di Colle San Marco, vicino ad Ascoli, insieme al marito – Salvatore Perolisi, caporalmaggiore dell’esercito in servizio presso il 235° Reggimento Piceno – e alla loro bambina di 18 mesi. Alle 15 si era allontanata dicendo di dover andare in bagno, ma sembra che non sia mai arrivata a un chiosco lì vicino. Dopo una ventina di minuti il marito, non vedendola tornare, aveva dato l’allarme ed erano cominciate le ricerche. Secondo i familiari, la vita di Carmela-Melania non aveva ombre. Da due anni aveva raggiunto il marito, anch’egli campano, a Folignano. (Ansa)


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