Parentopoli civitanovese,
Costamagna lancia la fase due
di Laura Boccanera
Prende il via la “fase 2” così come è stata ribattezza dai partiti della sinistra la battaglia per l’ “operazione trasparenza” nelle aziende partecipate del Comune. Dopo aver raccolto 500 firme per la richiesta di istituzione di una commissione d’indagine sulla gestione delle partecipate Ivo Costamagna raccoglie attorno a sé l’adesione di Rifondazione, Verdi, Socialisti, Radicali, Cittàverde, Cultura Legalità e progresso, Sinistra e Libertà. <<Non è più la battaglia di Costamagna, ma un’azione politica nei confronti di un tema etico che deve aggregare le forze di sinistra – ha detto questa mattina il segretario provinciale del Psi al termine di una riunione con le forze politiche “alleate” – Cercheremo di coinvolgere il consiglio comunale, qualora non fosse possibile passeremo alla fase 2. E’ l’ultima battaglia che faccio per riconsegnare questa città al centrosinistra, affinchè i cittadini siano al corrente di cosa accade nel prossimo appuntamento elettorale>>. Un’accelerazione che era già stata anticipata nella prima conferenza stampa, quando Costamagna fece nomi, cognomi e incarichi pubblici di alcuni familiari di appartenenti alla vita politica cittadina, preannunciando che si trattava solo della punta dell’iceberg. E la fase 2 consisterebbe proprio nel portare alla luce altri nomi e incarichi “poco trasparenti” sempre afferenti la sfera pubblica. Nel frattempo dopo la denuncia presentata da Troiani nei confronti di Costamagna arriva anche quella di Antonio Carusone dell’Udc che ha presentato ricorso secondo l’articolo 700 del codice di procedura civile nei confronti dei vertici regionali, provinciali e cittadini del Psi. Carusone chiede mediante il suo avvocato Arzilli Pacioni di Macerata di ritirare i manifesti pubblicati in città con i nomi della parentopoli, l’oscuramento del sito del Psi in cui compaiono, l’interdizione della raccolta firme e un risarcimento pari a 50mila euro per danni morali. <<Perchè invece delle azioni legali non si chiede il diritto di replica? – chiede Costamagna – sono mesi che li invitiamo a fare chiarezza. Ora basta il Pd se c’è deve battere un colpo e anche il centrodestra dovrebbe interrogarsi>>.
