Macerata e Civitanova allo stesso tavolo
per la gestione dei servizi pubblici

Da sinistra Stefano Mastrovincenzo, Alessandro Luchetti, Marco Ferracuti, Antonio Canzian, Romano Carancini e Claudio Morresi
di Alessandra Pierini
Ci voleva il decreto Ronchi e l’imposizione agli enti locali di cedere entro il 31dicembre il 40% delle quote delle proprie partecipate, per far sedere allo stesso tavolo, alla ricerca di una possibile soluzione i comuni di Macerata e Civitanova Marche dopo che anni di campanilismi e differenti visioni li hanno tenuti lontani. Ad annunciarlo sono stati Romano Carancini, Sindaco di Macerata e Claudio Morresi, vicesindaco di Civitanova Marche, durante la tavola rotonda “La riforma dei servizi pubblici locali, rischi e opportunità per la gestione di acqua rifiuti e gas” proposta da Cisl Macerata. «Noi crediamo che il 31 dicembre – ha detto Carancini- non sia la fine del mondo ma per affrontare questa scadenza serve un confronto al quale non ci vogliamo sottrarre. Per questo proprio 20 giorni fa abbiamo avuto un incontro preliminare con i rappresentanti politici delle società di Macerata, Civitanova, Tolentino e Recanati. Abbiamo trovato una convergenza esi puòanche pensare di aprire un tavolo con un soggetto terzo per mettere in campo tutti i servizi pubblici». Carancini ha affrontato anche la vicenda della cessione delle quote Smea al Cosmari e ha lanciato un accorato appello agli interlocutori del Comune di Macerata nella vicenda: «Macerata ha tratto giovamento dall’esperienza Smea, ora c’è un’opportunità che vi chiedo di sfruttare e c’è un nuovo sindaco, non migliore ma diverso perciò lasciamo da parte il passato e gli orgogli personali. Vedo che Stefano Monachesi (amministratore della Smea ndr) è seduto vicino a Giuseppe Giampaoli di Cosmari e spero che si siano accordati. In questi mesi abbiamo lavorato molto, oggi siamo disposti a sederci ad un tavolo ma non possiamo ritirare il ricorso al Tar. Ritengo che intersecare il ricorso al Tar con la vicenda Smea Cosmari non sia serio sotto il profilo amministrativo».
Ha confermato Claudio Morresi: «Fino a 4 o 5 anni fa non ci saremmo mai seduti allo stesso tavolo oggi invece cistiamo confrontando su temi importanti».
L’assessore regionale Antonio Canzian ha sottolineato quali sono gli obiettivi del decreto Ronchi e le ripercussioni sul territorio confermando così anche le preoccupazioni della Cisl che ha promosso l’incontro: «Il decreto sottintende la liberalizzazione dei beni pubblici e la Regione deve agire in maniera molto prudente. Credo che il successo del prossimo referendum potrebbe cambiare le cose. Il pesarese ha già preso una posizione seria e temo che il centro sud delle Marche rischia seriamente di essere messo da parte perché non attrezzato ad affrontare questo momento».
