Lavoro nero: sospesa l’attività
di un’azienda tessile di Colmurano
Operazione della Finanza e della Direzione Provinciale del Lavoro
I finanzieri della Compagnia di Macerata, unitamente ai funzionari della Direzione Provinciale del Lavoro, nel corso di un’ispezione ad un’azienda tessile di Colmurano hanno individuato 3 lavoratori completamente in nero. E’ scattata così la sospensione dell’attività per l’impresa. Al momento del blitz, infatti, i finanzieri e gli ispettori del lavoro hanno identificato prontamente gli operai e gli impiegati intenti a lavorare, accertando, dopo gli opportuni riscontri, che 3 dipendenti prestavano la propria opera completamente privi di un contratto di lavoro regolare e quindi “in nero”.
E’ cosi scattata la pesantissima sanzione della sospensione dell’attività ad opera degli ispettori della Direzione Provinciale del Lavoro, per il fatto che la forza lavoro in nero ha superato il 20% dei dipendenti regolarmente assunti.
Per la ripresa dell’attività, l’impresa ha dovuto versare 1.500 euro e procedere alla contestuale regolarizzazione dei lavoratori in nero anche con riferimento alla prevenzione antinfortunistica. Inoltre per ogni lavoratore non in regola verrà applicata la cosiddetta maxisanzione, che va da 1500 a 12000 euro, a cui si aggiungono ulteriori 150 euro per ogni giornata di lavoro di ciascun lavoratore in nero.
Proprio in queste ore, per individuare le giornate di presenza dei dipendenti in nero, i militari della Guardia di Finanza e gli Ispettori della Direzione Provinciale del Lavoro stanno analizzando la copiosa documentazione acquisita durante l’ispezione.
L’attività conferma l’attenzione su un fenomeno decisamente insidioso dal quale derivano, oltre la mancanza di diritti e tutele nei confronti degli stessi “irregolari”, la concorrenza sleale delle imprese che si pongono illecitamente sul mercato risparmiando sul costo del lavoro.
I notevoli risultati che si stanno raggiungendo in questo comparto non sono correlati ad una particolare virulenza del fenomeno nella provincia di Macerata, ma alla selezione accurata dei soggetti da controllare ed alla perfetta sinergia della Guardia di Finanza e dell’Ispettorato del Lavoro nell’esecuzione delle attività ispettive.

Sequestrare e confiscare tutto: scorte, macchinari e quant’altro…. Se dobbiamo colpire chi non paga le tasse, chi evade, chi fa il furbo, ecco che non merita che una pala, un sacco di grano e via a lavorare la terra……. Con pieno rispetto per il lavoro degli agricoltori, che hanno tanto bisogno di braccia!!!
Concordo: se scatta solo la sospensione e poi finisce tutto a tarallucci e vino (cioè multa, ricorsi, ecc.) non serve a nulla.
A Proposito dei controlli della Direzione Provinciale del Lavoro: il cantiere aperto vicino alla sede SNAI a Macerata (dietro al Liceo Classico) qualcuno è andato a controllare se chi ci lavora ha il casco di protezione, l’abbigliamentio regolare, le scarpe antinfortunistica, l’imbragatura quando salgono sui ponteggi???
Domanda:
TUTTI PRODUCONO IN CINA.TUTTO E’ IMPORTATO DALLA CINA. E’ LEGALE ACQUISTARE PRODOTTI MADE IN CINA DOVE I DIRITTI DEL LAVORO SONO A ZERO LE NORMATYIVE COMPLETAMENTE INESISTENTI.
NON SAREBBE ALLORA IL CASO DI FERMARE LE IMPORTAZIONI CINESI DATO CHE GLI OPERAI IN LOCO NON RISPETTANO LE NOSTRE STESSE LEGGI?
METTENDO COSI FINE A QUELLO STUPIDO CONCETTO ECONOMICO CHE SENTIAMO OGNI GIORNO IN TV?
CRISI.
GIOCARE A MONOPOLI E’ PIU SERIO.