Pistarelli (Pdl) presenta una mozione
sulla sanità maceratese
"La nostra provincia è stata penalizzata e i servizi impoveriti. Abbiamo diritto ad un'azienda ospedaliera che non sia succube diAncona"
Da FabioPistarelli, Consigliere del Comune di Macerata e vice coordinatore vicario provinciale del Pdl, riceviamo:
«La gestione regionale della Sanità penalizza Macerata e la politica non ne è estranea. Al di là dei tecnicismi vi è un infatti dietro ad ogni scelta programmatoria e “di sistema” una volontà ed un indirizzo politico che, in sanità, ha visto ormai da 16 anni ed ininterrottamente il PDS, poi DS ed ora PD fare la parte del gestore unico o quasi. Dai tempi dell’assessore Mascioni fino ad arrivare all’attuale Assessore Mezzolani è stata la sinistra, ed in particolare la sinistra anconetana e pesarese, a dettare scelte e strategie. I risultati ed i dati parlano chiaramente, confermati da associazioni di categoria e sindacati.
Vi è stata nel corso degli anni una forte penalizzazione del centro sud delle Marche e particolarmente toccata è stata ed è la nostra provincia di Macerata. La spesa pro capite per il servizio sanitario del territorio maceratese si attesta da lungo tempo a livelli nettamente inferiori rispetto alla media degli altri territori, arrivando agli attuali 180 € in meno a cittadino rispetto alla media regionale (6 milioni di € annui!). Ciò ha significato nel tempo un impoverimento degli investimenti e dei servizi, e di conseguenza della qualità dell’offerta. La causa di tutto ciò è semplice: per motivi esclusivamente politici non si sono di fatto toccate realtà che producevano disavanzo, confermando “spese storiche” anche se esse superavano di gran lunga la programmazione stabilita e i budget assegnati. Ci riferiamo in particolare ad Ancona, il cui peso in termini di deficit e debito è preponderante.
Macerata, al contrario, ha risparmiato ed è stata penalizzata, vedendo ritoccate in basso le sue programmazioni, compresi gli ultimi stralci (secondo e terzo) attualmente in discussione che di fatto escludono investimenti nuovi. Ciò significherà che per i prossimi anni non si farà altro che completare (forse) i lavori già avviati e nient’altro. Ma è soprattutto a livello di “sistema” regionale che si evidenzia la più forte penalizzazione. Pesaro ha da sempre una propria Azienda Ospedaliera che, con legge del 2009, si espanderà accorpando Fano. Per Ascoli è in arrivo una nuova Azienda Ospedaliera con San Benedetto (protocolli siglati nel 2008-9). Ancona continua a fare la parte più rilevante con gli Ospedali riuniti di Torrette, l’INRCA e ora raddoppia con il nuovo Ospedale all’Aspio (ingenti risorse destinate già nella programmazione opere pubbliche 2010-2012). Chi rimane fuori da questo quadro, in cui non c’entrano nulla i soliti ritornelli sui tagli nazionali ma è tutto regionale e che non nasce ora, è Macerata (Fermo almeno ammoderna la struttura attuale). In questa chiara e allarmante situazione occorre chiedere con forza una inversione di tendenza.
Per questo è necessaria una mobilitazione: abbiamo predisposto una Mozione consiliare urgente che chiederemo di discutere al più presto nel consiglio comunale del capoluogo. I punti qualificanti del documento vertono sulla richiesta alla Regione di nuova programmazione con budget ridefiniti in grado di premiare i virtuosi, e di una nuova visione di sistema senza colonie. Anche Macerata ha diritto al riconoscimento di una propria Azienda Ospedaliera provinciale o quantomeno concorrere nell’offerta sanitaria alla pari delle altre aree vaste riconoscendo alle stesse la personalità giuridica, e uscendo da quel mostro giuridico e gestionale quale è la Azienda sanitaria unica che ci ha lasciato succubi di Ancona o addirittura di altri centri fuori regione, come dimostra la troppo alta mobilità passiva che hanno attualmente le strutture ospedaliere del nostro territorio. Alcune specialità sfiorano anche il 70%, e molte altre sono attestate oltre il 50% di ricoveri o prestazioni fuori provincia o fuori regione.
Sono queste le vere questioni, e riteniamo che su di esse debba esservi un pronunciamento delle amministrazioni che in conferenza dei sindaci sono parte dei soggetti che programmano la sanità e le sue scelte, in primis Macerata capoluogo. Vedremo quali saranno le vere volontà di una sinistra che dice una cosa a Macerata e ne fa un’altra da Ancona.»
