“Come conservare la memoria
nell’era digitale”
al Rotary Matteo Ricci

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pigliapoco

Il Prof. Stefano Pigliapoco, Professore di Arhiviazione e Conservazione digitale presso l’Università degli Studi di Macerata e Direttore del Master in Conservazione Digitale tenuto dalla stessa Università ha tenuto una relazione dal tema” Conservare la memoria nell’era digitale”, nell’ambito del ciclo di iniziative dedicate all’”Arte della memoria” dal Rotary Club Macerata Matteo Ricci, presieduto da Renzo Tartuferi.
In un’epoca in cui i contenuti digitali aumentano in maniera esponenziale, le mail crescono ogni anno del 30-40%, la convergenza di tutti i sistemi di conservazione dei dati su piattaforma digitale è una realtà di fatto imprescindibile.
Le tecnologie disponibili rendono possibile la trasformazione degli archivi cartacei in archivi digitali.
Tali documenti “tradizionali” trasformati in digitale vanno integrati con quelli originariamente digitali.
La facilità nella produzione e duplicazione dei documenti digitali (si pensi semplicemente alle foto che ciascuno di noi scatta, o alle mail che invia o riceve) rende urgente l’esigenza di conservarli ed ordinarli, mediante un sistema che porta a coerenza i vari documenti, li rende accessibili, riconoscibili, leggibili. Diversamente, disporre di una mole enorme di dati senza poterli reperire o individuare impedisce di avere memoria di essi e dei fatti che rappresentano.
Il Prof. Pigliapoco ha poi sottolineato altri fattori che incidono negativamente nella conservazione del contento digitale, quali il deterioramento dei media e dei supporti (i supporti magnetici non assicurano una durata illimitata, i normali CD o DVD sono sottoposti a possibilità di lesione), l’obsolescenza tecnologica dell’hardware che può leggere tali supporti o dei programmi che consentono di leggere il file digitale in un dato formato, l’insicurezza fisica e logica.
Occorre pertanto – a sottolineato il Prof. Pigliapoco – tenere una agenda della conservazione che assicuri il riversamento dei dati dai supporti obsoleti a quelli di ultima generazione, utilizzando, per la formazione dei documenti, applicativi e formati aperti e riproducibili, ed attribuendo le relazioni (metadati) che legano i documenti.
Questi rischi e queste opportunità (in termini di accessibilità, economicità, fruibilità) valgono per qualsiasi archivio,da quello personale che ciascuno di noi accumula nella propria vita, a quelli di importanti organizzazioni ed istituzioni per i quali lo sviluppo della tecnica e della normativa di riferimento prevedono regole precise per favorire una efficace conservazione a vntaggio delle generazioni future.


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