In tanti per l’ultimo saluto a Battistelli
“Era l’uomo delle imprese impossibili”
Il funerale nella chiesa del Buon Pastore di Collevario
di Alessandra Pierini
La Chiesa del Buon Pastore a Collevario non è bastata a contenere quanti hanno voluto salutare per l’ultima volta Giovanni Battistelli, figura di spicco dell’associazionismo maceratese, e molti hanno atteso silenziosamente sotto la pioggia la fine della cerimonia.
Presenti i rappresentanti dell’associazionismo cittadino oltre al Prefetto di Ancona Paolo Orrei e l’ex vice Questore Andrea Innocenzi, il colonnello Patrizio Florio e il colonnello Tullio Palumbi in rappresentanza del Comando dei Carabinieri, il consigliere regionale Francesco Massi, l’ex presidente provinciale Franco Capponi, il sindaco di Sarnano Franco Cerescioli i consiglieri comunali di Macerata Massimiliano Bianchini, Riccardo Sacchi, Fabio Pistarelli, Deborah Pantana e Bruno Mandrelli. Non sono voluti mancare neanche Giulio Conti, Evio Hermas Ercoli e Piero Cesanelli.
E’toccato a Simonetta Torresi, autrice e studiosa, a leggere il commovente messaggio di commiato degli amici della Società Filarmonico Drammatica: «Il termine per definire la personalità di Battistelli – ha detto la Torresi, chiamandolo per cognome e dando la sensazione che usasse fare così quando era in vita– è amore, quello per la famiglia, per la moglie Maria, per la dolce Arianna, per il vulcanico Emanuele e per i nipoti Giulia e Giacomo. L’amore lo ha portato, da grande conoscitore di uomini a non essere indulgente con i difetti e talvolta anche con i nemici. Il suo amore investiva anche la città di Macerata. Soffriva a vederla in declino, gioiva a scoprirne le eccellenze. Gli hanno affidato la Società Filarmonico Drammatica quando era in declino e l’ha fatta rinascere, aprendo i suoi saloni alla città. A lui si deve di aver portato a Macerata il Musicultura Festival al quale ha aperto le stanze della società per le audizioni live. Era l’uomo delle imprese possibili così anche quando gli affidarono l’Aci che rischiava la chiusura ha detto sì e ha fatto rinascere le mura e gli scopi. Grazie per essere statoun uomo per bene, capace ed utile».
L’applauso di approvazione dei tanti presenti ha riempito la piccola chiesa e si è ripetuto con ancora più convinzione quando un componente della famiglia Cacchiarelli, molto vicina a Giovanni Battistelli, ha sottolineato: «E’ meraviglioso che quanto di buono hai fatto continui a germogliare qua e là».




Un uomo perbene
ASSOLUTAMENTE UN GENTLEMAN.