Lupo decapitato
“I Sibillini meritano ben altro”

Intervengono il sindaco di Visso Carlo Ballesi e il presidente di Legambiente Marche, Luigino Quarchioni
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Carlo Ballesi

“Un gesto esecrabile, da condannare, ma non lo vedo come un avvertimento o una minaccia, bensì come una richiesta d’intervento. Ma un sindaco cosa può fare?”. Così Carlo Ballesi, primo cittadino di Visso, commenta a CM il ritrovamento della testa mozzata di un lupo, appesa su un palo lungo la Statale Valnerina con un cartoncino al collo con scritto “Sig. Sindaco e Sig. Presidente…”  Una scena macabra, con ogni probabilità legata ai recenti attacchi ai greggi. “E’ chiaro – aggiunge Ballesi – che ci sia qualcuno che può essere esasperato dai danni procurati, causati però nella maggior parte dei casi dai cani selvatici e non dai lupi. Di sicuro episodi come questi non sono un bel biglietto da visita per il nostro territorio, che merita ben altro. Purtroppo nell’ultimo periodo abbiamo assistito ad altri fatti, penso agli speed check bruciati, agli escrementi nella scuola e anche al canile della vicina Ussita finito su Striscia”.

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“Un gesto inqualificabile che grava sull’intera comunità marchigiana”. È questo il commento del presidente di Legambiente Marche Luigino Quarchioni alla notizia del ritrovamento della testa di un lupo nei pressi del Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

“Un’azione vergognosa che non trova alcuna giustificazione e che ferisce profondamente l’intero mondo delle aree protette e tutti gli uomini e le donne che abitano e vivono in quei territori – continua Quarchioni -, che in questo momento così delicato si trovano a dover
gestire un immenso patrimonio ambientale, culturale ed economico non senza sacrifici. Legambiente condanna il gesto e rafforza la vicinanza al Presidente del Parco, Massimo Marcaccio, e al Sindaco di Visso Carlo Ballesi, confermando il sostegno dell’associazione
ambientalista alle buone pratiche del Parco Nazionale, nella ferma convinzione dell’importanza che le aree protette ricoprono per l’intero territorio”.

Se sul fronte marchigiano la cronaca segnala gesti ignobili, buone notizie arrivano dal Parco Nazionale della Majella. Grazie alle attività messe in campo nell’ambito del progetto europeo “Life”, è stato rimesso in libertà nei giorni scorsi un lupo che era rimasto bloccato nelle trappole posizionate lungo il cammino degli animali.

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“Un lupo che torna a correre tra i suoi boschi ci restituisce l’importanza di attivare le buone pratiche che servono, e che sono utili ai parchi naturali e a tutto il territorio – aggiunge Antonio
Nicoletti, responsabile nazionale Legambiente delle aree protette -. Il Parco Nazionale della Majella è il soggetto capofila del progetto “Life Wolf Net” che interessa l’intera area appenninica, del quale anche il parco dei Sibillini è sostenitore e che vede Legambiente impegnata in prima linea per la salvaguardia e valorizzazione del territorio e per garantire tutela alla fauna dell’area protetta. Legambiente mette a disposizione al Parco dei Sibillini e a tutte le aree protette questa esperienza per attivare iniziative per la tutela del lupo, specie simbolo dell’area dell’Appennino e dell’intero sistema dei parchi naturali”.



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