Chiude dal primo febbraio
la Rsa di Sarnano
La Cisl esprime la propria contrarietà

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Dalla Cisl Funzione Pubblica Macerata riceviamo:

I timori espressi dalla CISL Funzione Pubblica e dalla CISL Confederale nelle settimane scorse sulle probabili ricadute negative dei tagli alla sanità decisi dall’ASUR sono confermati da una serie di decisioni che la Direzione della Zona Territoriale n.9 di Macerata si appresta ad attuare.

Dal 1 febbraio la Residenza Sanitaria Assistenziale di Sarnano verrà chiusa e parte dei posti letto saranno accorpati alla RSA di San Ginesio. Il personale assistenziale verrà, secondo quando comunicato dal Direttore della Zona Territoriale Sanitaria n. 9 (Dott. E. Bordoni), ridistribuito, secondo criteri sconosciuti ai Sindacati, nelle diverse Unità Operative della Zona N.9. La chiusura, a differenza di quanto comunicato, temiamo che sarà definitiva.

La conseguenza di questa operazione di “razionamento” e non di razionalizzazione, come vorrebbe farla passare la Direzione della Zona e l’ASUR, sarà sola la prima di una lunga serie di accorpamenti previsti per l’immediato futuro. Ciò comporterà la perdita di posti di Residenza Sanitaria e di conseguenza la diminuzione di possibilità di assistenza a pazienti fragili non autosufficienti che necessitano ancora di cure sanitarie una volta dimessi dai posti per acuti degli ospedali del territorio.

A breve, risulta alla CISL FP, vi saranno altre “ammucchiate di posti” che dovrebbero interessare la Nefrologia, da accorpare a Geriatria e l’Urologia, da accorpare a Ortopedia. Con il risultato di avere pazienti con patologie molto diverse tra loro e quindi con necessità assistenziali peculiari e diversificate, che non potranno più fruire di un’assistenza personalizzata e specifica.

Quanto sopra, oltre ad essere socialmente inaccettabile perché non ha alla base un progetto di riorganizzazione e di miglioramento dell’assistenza, viene portato avanti senza alcun confronto sindacale e senza alcun rispetto dei lavoratori e della loro professionalità.

Le ammucchiate previste nascondono solo ed  esclusivamente dalla necessità, imposta dalla Regione Marche e dall’ASUR, di risparmiare milioni di euro tagliando solo sul personale, soprattutto del comparto ( infermieri ed Operatori Socio Sanitari) senza andare ad incidere su sprechi e balzelli di altro genere.

Chi ci rimetterà in tutto questo saranno i malati e gli anziani fragili, che sembrano interessare sempre meno a tutti.

La CISL FP di Macerata, torna a denunciare l’esclusione del Sindacato da un confronto serio con al Direzione e con L’Area Vasta su temi che interessano l’organizzazione del lavoro. Si assiste ad una sorta di “fuga” dal confronto sindacale, con il pretesto che al momento non vi sono le delegazioni, sia di parte pubblica chee sindacale individuate secondo la nuova Legge Regionale 17. Sono tutte scuse per poter effettuare, senza alcun disturbo, operazioni di razionamento, inaccettabili per i cittadini ed i lavoratori.

La CISL FP non può  che risollecitare, per l’ultima volta, la Direzione di Zona di Macerata a convocare il tavolo di concertazione per entrare nel merito di scelte difficili che non possono passare sopra i diritti di cittadini e lavoratori.

In assenza di tutto ciò, il Sindacato dovrà mettere in atto forme di protesta, anche plateali e pubbliche, che ricordino alla Direzione di Zona, all’ASUR e alla Regione Marche che i diritti dei lavoratori vanno sempre rispettati anche e soprattutto in tempi di crisi.


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