Denunciati per stalking
due uomini e una donna
Querele in aumento
Ancora casi di stalking vengono segnalati ai Carabinieri della Compagnia di Civitanova Marche. Nelle prime tre settimane del 2011 due uomini, di Potenza Picena e Porto Recanati, ma anche una donna porto recanatese, sono stati denunciati per atti persecutori-stalking, a seguito delle querele presentate dalle vittime.
Le querele e gli accertamenti condotti dai carabinieri di Porto Recanati e Potenza Picena, circa gli ultimi tre episodi verificatisi negli ultimi mesi dello scorso anno, hanno tracciato le condotte persecutorie dei due uomini e della donna, di età compresa fra i 35 ed i 70 anni.
Persino una donna, quindi, scoperta a commettere le condotte tipiche dello stalking: una serie di molestie telefoniche, pedinamenti, irruzione nei luoghi di lavoro, nei confronti dell’ex coniuge.
Gli scenari seguono un sorta di copione comune. Separazioni mal digerite, convivenze degenerate, liti per la contesa nell’affidamento dei figli minori, gelosie per gli ex partner che provano a ricostruirsi una vita. E le forme della persecuzione rendono la vita delle vittime difficile. Anche in questi ultimi casi le vittime costrette a cambiare numero telefonico, a variare gli itinerari da e verso i luoghi di lavoro, a mutare sostanzialmente le proprie abitudini di vita.
Tuttavia molte vittime prendono coscienza e trovano il coraggio di denunciare. Merito di una norma che si sta rivelando efficace, con misure cautelari emesse dalla magistratura che frenano il degenerare di condotte persecutorie. E, come in uno di questi tre casi, c’è chi trova la forza di denunciare i comportamenti del coniuge, riferendo episodi dal 2005 ad oggi.
Nell’ultimo anno i carabinieri della costa, alle dipendenze della Compagnia di Civitanova, hanno denunciato 8 persone, fra cui una donna, da cui scaturivano i provvedimenti cautelari di divieto di avvicinare la vittima, e persino arrestato uno straniero lo scorso 20 aprile a Porto Recanati.
Una tendenza “a denunciare” rafforzata dalle conseguenze immediate di provvedimenti puntuali, nati sulla scorta delle richieste dei carabinieri che hanno svolto le indagini. Ci si rende conto che non è facile raccontare mesi, spesso anni, di angherie e persecuzioni ad un sottufficiale dell’Arma che, per quanto si proponga con tatto ed atteggiamento volto a generare fiducia della vittima nelle istituzioni, può generare spesso imbarazzo. Ma la concretezza delle conseguenze che produce ogni denuncia deve indurre a rompere quel muro di timidezza e ad affidarsi ai Carabinieri che li ricevono, assicurandone naturalmente la massima riservatezza ed anonimato.
