Siti nucleari nelle Marche,
la preoccupazione di Cavallaro (Pd)
dopo la risposta del sottosegretario Saglia

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Mario Cavallaro con Enrico Letta

Questa mattina nell’aula della Camera il sottosegretario Saglia ha risposto all’interrogazione dell’On. Mario Cavallaro, presentata per ottenere dal Ministro dell’Ambiente chiarimenti in merito alle ipotesi di localizzazione di siti nucleari, stante la notizia apparsa sulla stampa nazionale e locale dell’individuazione, in territorio marchigiano, di un’area idonea alla localizzazione delle scorie nucleari. Il parlamentare del Pd si è detto preoccupato dalle dichiarazioni odierne del sottosegretario, dato che non vi è stata una smentita di fronte a questa iniziativa che, sebbene di carattere istruttorio e, quindi, preliminare fornisce già un’indicazione che è nata senza alcuna preventiva concertazione con le parti interessate e senza valutazione. “Sappiamo per esperienza – continua  Cavallaro – che, quando poi si attiveranno le procedure formali sarà troppo tardi per un’interlocuzione preventiva, che è quella che più tende a costruire delle situazioni condivise.
La definizione stessa, che indora la pillola, di «parchi tecnologici» di questi siti nucleari, in quanto adibiti non solo allo stoccaggio provvisorio ma anche, come lo stesso sottosegretario ha confermato, allo stoccaggio definitivo dei rifiuti particolarmente attivi, sembra – secondo  Cavallaro – del tutto in contrasto con la natura del nostro territorio, la sua diffusa antropizzazione e il parere dell’ordine dei geologi delle Marche. A preoccupare l’onorevole marchigiano sono anche le modalità di attuazione di questo confuso piano nucleare perché, attraverso il richiamo a disposizione e parametri di carattere internazionale, vi è un evidente tentativo di collocare fuori dal Paese e dalle istituzioni la responsabilità dell’attuazione dello stesso, quasi che gli standard disposti dalle agenzia europee possano tranquillizzare di per sé stessi, o come se dovessimo fare intervenire El-Baradei a decidere dove collocare i siti di stoccaggio nucleare italiani.
Altra preoccupazione riguarda la quasi assenza di concertazione con le regioni, che nella stragrande maggioranza, hanno espresso contrarietà alla collocazione di questi siti e tuttavia sono portatrici di competenze dirette in materia energetica. La soluzione – continua Cavallaro- potrebbe essere quella di affermare il principio in base al quale quelle regioni che sono amministrate da coloro che in Aula hanno votato a favore del piano energetico basato sul nucleare, poi collochino nelle loro stesse regioni tali siti, e non nelle regioni che si mostrano ostili e contrarie”.



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