Gli tolgono la scorta
e Sgarbi si dimette da sindaco di Salemi
Gli tolgono la scorta e Sgarbi di dimette da sindaco di Salemi. L’ex sindaco di San Severino e curatore della recente mostra “Meraviglie del Barocco nelle Marche” ha reagito subito a questa decisione. «Non intendo espormi oltre» ha detto il critico d’arte dopo la revoca della Prefettura di Trapani. Una «protezione» che era stata assegnata, dopo che Sgarbi aveva denunciato di avere subito minacce e intimidazioni.
«È singolare il tempismo tra l’articolo sulle scorte pubblicato sull’ultimo numero del settimanale Espresso – lamenta – e questa decisione. Sono indignato per il pericolo a cui vengo sottoposto con questo atto». Oltre a lettere con insulti destinati a lui, nel giugno del 2009 fu ritrovata anche una testa di un maiale sezionata in due parti dentro un sacco in plastica per i rifiuti davanti agli uffici del comando municipale di Salemi. E su un foglio appeso al sacco c’era scritto a mano il nome di Sgarbi. «Trovo pericoloso dovere svolgere il mio ruolo di sindaco a Salemi senza garanzie. – osserva – La tutela viene facilmente assegnata a magistrati di cui spesso non si è apprezzata alcuna attività repressiva rispetto a comportamenti documentatamente criminosi e devastanti per il territorio: per questo annuncio le mie dimissioni».
A sostegno di Sgarbi si schiera il senatore Riccardo Villari del gruppo Misto: «In una Nazione che conta oltre 620mila auto blu – dice il parlamentare – appare ridicolo e insensato che l’unico taglio previsto sia quello a un personaggio di cultura, che si caratterizza anche per la sua vis polemica e che amministra una città del Sud con molti problemi».
