Silenzi: “Basta coi piagnistei
Lo Sferisterio si apra al territorio”

SOF - La ricetta dell'ex presidente della Provincia: "Avevamo imboccato la strada giusta"

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di Alessandra Pierini

Poco più di una settimana fa, lo Sferisterio è stato il tema di un animato convegno che si è svolto nella Sala Guizzardi della Camera di Commercio di Macerata. Tra i tanti presenti per assistere al dibattito c’era anche Giulio Silenzi, presidente della Provincia di Macerata e vice-presidente dell’Associazione Sferisterio fino al 2008. Silenzi è intervenuto al termine della tavola rotonda e, nei tre minuti concessi dalla moderatrice per ogni intervento, ha richiamato l’attenzione su quanto avvenuto nell’ambito della sua legislatura.

Lei ha partecipato al convegno della Camera di Commercio. E’ d’accordo con quanto affermato da Franco Malgrande che ha denunciato le tante cose che non vanno allo Sferisterio?

«Il tempo si è fermato allo Sferisterio. Pensavo questo quando ho ascoltato interventi  che potevano essere validi venti, dieci anni fa: critiche impietose; un lamento generalizzato. Eppure recentemente nelle Stagioni Liriche 2007-2008-2009 è avvenuto qualcosa di virtuoso che non ha riscontro in nessun altro teatro lirico d’Italia. Nessuno però ne ha fatto minimamente cenno».

A che si riferisce?

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Giulio Silenzi allo Sferisterio con la famiglia (Foto Picchio)

«Mi riferisco al fatto che lo Sferisterio prima del 2004 veniva fuori da 10 miliardi di lire di disavanzi coperti per metà dalla Provincia e l’altra metà dal Comune. Cifre paurose. Poi nel 2005 la Stagione della Ricciarelli si era conclusa con 1 milione e 200 mila euro ( 2 miliardi e 400 milioni circa di lire ) di disavanzo che portò alle dimissioni del CdA. A quel punto le cose erano due: o si chiudeva o si voltava pagina aprendosi al territorio per mettere a posto i conti e trovando risorse per chiudere il bilancio in pareggio. Decidemmo per la seconda opzione:  rigore amministrativo, eliminazione di tutte quelle spese ininfluenti alla riuscita della Stagione Lirica,  rispetto tassativo dei  budget, incremento consistente delle entrate, un bilancio di previsione vero e realistico con un obiettivo inderogabile: chiudere il bilancio in pareggio. Nessuno credeva a questo sforzo, eravamo circondati da scetticismo e sarcasmo, eppure riuscimmo a centrare l’obiettivo. »

Quali sono stati gli elementi che vi hanno permesso di chiudere per anni il bilancio del Sof in pareggio o in attivo?

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Giulio Silenzi allo Sferisterio con il premio Oscar Dante Ferretti ed Enrico Bracalente della Nero Giardini, main sponsor all'epoca (Foto Picchio)

«Con il nuovo Consiglio di Amministrazione decidemmo di aprire lo Sferisterio al territorio con iniziative che i membri del CdA seguirono direttamente e grazie ad una nuova impostazione di attenzione verso le aziende, trovammo sponsor privati come tante realtà del territorio maceratese e regionali che  andarono ad affiancare gli sponsor tradizionali come Banca Marche o la Fondazione Carima. Facemmo una promozione i cui risultati furono davvero eccezionali. Nel 2008 ad esempio, le opere liriche allo Sferisterio fecero registrare il tutto esaurito e a questo si aggiunse il favore della stampa nazionale per la qualità e l’originalità delle sue rappresentazioni.  Insomma, si dette vita ad un festival che introdusse grandi novità culturali. C’è da dire che fummo l’unico teatro lirico in Italia a chiudere nel 2008 con un avanzo di gestione di 220 mila euro e nei tre anni dal 2006 al 2009 così come ricordato su Il Resto del Carlino, il Corriere Adriatico  e il  Messaggero dai membri del CdA, Gasparrini, Angeletti e Ferrari,  nominati dal Comune “furono conseguiti soddisfacenti risultati economici con un margine operativo lordo di complessivi 1 milione e 556 mila euro che, al netto degli oneri finanziari, ha consentito di realizzare un cash flow di 967 mila euro”. Giova ricordare che in quel Consiglio di Amministrazione per la Provincia erano presenti Fiorella Tombolini, Donato Caporalini e Masino Ercoli che furono protagonisti di quelle scelte. Grande merito va inoltre riconosciuto al maestro Pizzi che inventò il Festival e che impostò le Stagioni Liriche confermando sempre un elevato livello artistico senza mai sforare i budget stabiliti dopo confronti veri e a volte anche duri. Ebbene di tutto questo nel corso dell’incontro non è stata detta una parola,  non dico per elogiare il lavoro fatto, ma perché in quel lavoro vi erano le risposte per l’oggi e le linee per il futuro. Invece si è assistito ad interventi densi dei soliti luoghi comuni e al solito “piagnisteo” sullo Sferisterio. »

Quest’anno il bilancio ha un disavanzo di crica 500.000 euro. Quali sono secondo lei le ragioni di un  risultato tanto negativo?

« Dati precisi ancora non ce ne sono. Se fossero vere le informazioni che parlano di un disavanzo di 500 mila euro la cosa sarebbe grave e preoccupante. La verità è che l’amministrazione di centro destra della Provincia di Macerata ha voluto discontinuità con quello che era avvenuto allo Sferisterio. Così sono stati nominati nuovi membri che non si sono riferiti a quella esperienza. A dire il vero, ho trovato poco corretto che il Commissario Prefettizio abbia riconfermato le nomine politiche che erano state fatte. Su alcune scelte è prevalsa la logica politica della discontinuità  che ha portato ad una promozione del tutto insufficiente.  Le entrate sarebbero dovute essere più consistenti. E’ grave se si dovesse tornare al vecchio andazzo dei bilanci di previsione con un pareggio solo sulla carta. Se fossero veri i numeri forniti, i 500 mila euro di disavanzo chiamerebbero in causa le scelte del Consiglio di Amministrazione. La Provincia e il Comune dovrebbero tirare subito fuori a testa 250 mila euro e il  professor Calafati avrebbe ragione nel dire che “lo Sferisterio è un giocattolo che sta per rompersi”».

Qual è secondo lei la ricetta perché lo Sferisterio diventi una risorsa?

«E’ necessario ripercorrere l’esperienza di cui parlavo precedentemente e risolvere in maniera corretta il problema delle entrate. Altrimenti non si sfugge ai disavanzi che in un momento di crisi come questo non sono nemmeno ipotizzabili. E’ straordinario il fatto che di questi tempi la Regione non abbia tagliato risorse allo Sferisterio, ora vedremo cosa farà il Governo nazionale. E’ certo che se lo Sferisterio è quello che tutti noi diciamo e che ha dimostrato di essere, bisogna aprirsi di più al territorio, cercare nuovi sostenitori e non pensare che si possano risolvere i problemi finanziari affidandosi ad un’agenzia che con l’esperienza del 2010 abbiamo visto essere  solo un illusione.  Si tratta di un lavoro impegnativo e non ci sono scorciatoie».

Quali consigli darebbe al sindaco Carancini?

«Penso che Carancini non abbia bisogno di consigli. E’ da sempre, fin da quando era consigliere, un assertore del pareggio di bilancio per lo Sferisterio. Spero che sia messo nella condizione di realizzare questo obiettivo».


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