Il sostegno a Musicultura
e il monumento
a Padre Matteo Ricci

GLI INTERVENTI
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Savi-Alessandro

Alessandro Savi in Consiglio comunale

Scrive Alessandro Savi, consigliere comunale dei Comunisti Italiani:

Musicultura rappresenta per Macerata un patrimonio di capitale importanza, soprattutto in una fase come questa in cui la lirica vive grosse difficoltà di bilancio e il SOF è costretto a scelte rivolte al contenimento delle spese. La delibera approvata ieri dal Consiglio Comunale di Macerata era un atto, per certi versi, obbligato: la convenzione, vecchia di cinque anni, era in
scadenza; c’era la necessità di dotare l’associazione di una sede dignitosa (e, anche in tal modo, il rapporto tra Musicultura e Macerata è stato reso più stretto); c’era la necessità di inserire nella convenzione tutto ciò che ruota attorno a Musicultura, la miriade di iniziative culturali che ad essa fanno riferimento. Ed è riduttivo – per non dire di peggio – un dibattito che, dentro
e fuori l’assise cittadina, si è soffermato quasi esclusivamente sui 100mila euro che, spalmati in un quadriennio, l’amministrazione comunale dovrà corrispondere all’associazione.

Peccato che si sia persa l’occasione per chiedere un incremento dei contributi anche ad altri enti (Provincia e Regione) o – come giustamente sostiene il collega ed ex assessore Massimiliano Bianchini – un inserimento di Musicultura all’interno delle manifestazioni finanziate dal Ministero per i Beni e Attività Culturali. Ha prevalso la preoccupazione – peraltro comprensibile in questa fase contrassegnata dai “tagli” – del mantenimento di altri eventi culturali rispetto all’orgoglio di ospitare in una sola stagione due “anime” tra le più alte della musica popolare: la lirica e la
canzone d’autore. Al di là dei botteghini, infatti, tanto il SOF quanto Musicultura collocano
Macerata ai vertici nazionali dell’offerta culturale e l’indotto – sia pur nettamente arricchibile – è ormai stratificato nel tessuto connettivo di questa città che, almeno una volta l’anno, sale alla ribalta delle cronache nazionali ricevendo in cambio prestigio e occasioni di sviluppo sia turistico che economico.
In un dibattito dalle “ali tarpate”, spicca per fastidio e per inopportunità l’ inserimento (o meglio l’ingerenza) di esponenti della Chiesa Cattolica i quali pongono paralleli disomogenei e che addirittura scadono nel populismo. Il
monumento a Matteo Ricci – grandioso simbolo della nostra città ed attualissimo
esempio di tolleranza e cosmopolitismo – è indubbiamente da inserire nell’ agenda politica. Ma non oggi e non “supinamente”. Non accogliendo, cioè, tempi, modi, addirittura persone dettati dal Vescovo o da qualsivoglia altro soggetto.
Sia chiaro: non per anticlericalismo (che nel 2010 permane solo nelle fantasie galoppanti di qualche politico avvezzo esclusivamente alla cultura paesana) ma per opportunità e – mi si perdoni lo “scatto d’orgoglio” – anche per rimarcar un confine che mai dovrebbero essere calpestato se non nel segno di una civile collaborazione e di una proficua sinergia: quello tra una pubblica amministrazione e chiesa cattolica.
Per coronare le manifestazioni ricciane con un simbolo stabile e permanente della grandezza del gesuita occorre tornare a pensare e a lavorare tutti insieme ma, nel contempo, rispettare i ruoli di ognuno e, soprattutto, abbandonando il clima di veleno, gli attacchi personali e la cultura del
sospetto proprie di chi, almeno in teoria, dovrebbe predicare e praticare altri valori.

Alessandro Savi
Presidente della Commissione Consiliare IV
(Cultura, Servizi Sociali, Sport)

***

Da Carlo Carelli, presidente dell’Associazione Le Casette, riceviamo una nota relativa alla polemica sul monumento  dedicato a Padre Matteo Ricci:

«Leggo con molto interesse la polemica sulla utilità o meno di costruire una statua per Padre Matteo Ricci. Secondo il nostro Vescovo è una occasione da non perdere perché dovrebbe dare lustro alla città. Secondo alcuni è una spesa insostenibile in un periodo di grave crisi come quello che stiamo attraversando. Secondo altri è un mancato rispetto verso la Chiesa. Partendo dal presupposto che con la religione la scelta di fare o di non fare non c’entra nulla,valutiamo le altre ipotesi.
E’ difficile concepire una spesa così elevata anche se a carico di Enti e versata a rate quando è necessario provvedere ad altri più urgenti bisogni da parte di soggetti indigenti.Perché si propone la cancellazione di Musicultura e della Stagione Lirica dello Sferisterio che hanno dato lustro alla città?
Perché non rispolveriamo la statua di Padre Matteo Ricci che era collocata in Piazza Strambi prima della guerra ed era collocata davanti all’ex-seminario (ora sede universitaria)? Il Vescovo si è risentito perché ha detto che “essere messi alla berlina da chi aveva condiviso il progetto lo trovo scorretto perché bisogna essere sempre rispettosi di quello che viene detto”. Ed è giusto! Purtroppo sono cambiati i tempi!
Bisogna però lasciare la parola anche ai cittadini i quali si sentono esclusi dall’idea di come spendere così tanti soldi.
Una reazione così violenta del Vescovo fa pensare: perché questa urgenza? Perché sostenere una spesa per un progetto che la città non ha mai conosciuto? Perché questo costo così elevato? Perché affidarci ad artisti sconosciuti quando anche a Macerata abbiamo dei bravi professionisti che avrebbero presentato le loro opere ad una commissione che avrebbe scelto la migliore? »

***

“Musicultura e le ipocrisie partitiche” è invece il titolo della nota inviata da Roberto Cherubini dell’Associazione Maceratiamo:

Assisto sbigottito alla querelle contro l’aumento del contributo a  Musicultura perché da anni seguo questo importante evento con grande trasporto. Musicultura ha portato a Macerata un nuovo pubblico e sta diffondendo la cultura musicale in maniera unica ed affascinante.

Curiosa l’alzata di scudi di tanti partiti, silenziosi in occasione delle polemiche sulla statua. Il motivo è molto semplice: sia in questo caso che nel precedente hanno scelto la “convenienza  elettorale”; sul caso della statua era più opportuno tacere o appoggiare la realizzazione della statua perché la Curia in città ha forte potere; in questo caso è molto conveniente appoggiare le tante associazioni maceratesi che ricevono contributi. Leggere poi che Don Taliani di Emmaus accosta Musicultura alla statua di P.M.Ricci dimostra che egli non ha mai assistito a Musicultura e come al solito ha una visione molto parziale della realtà.

Occore fare una precisazione esaustiva: in campagna elettorale la cittadinanza attiva ha più volte chiesto la razionalizzazione dei contributi comunali evitando i finanziamenti a pioggia e “centrando” quegli eventi che danno tanto alla città.

Ogni maceratese può dedicare qualche ora del suo tempo per accedere al sito del Comune, nella sezione delibere, per studiare i contributi erogati alle varie associazioni.

Noterà, con molto dispiacere, che ci sono centinaia di contributi modesti (sotto ai 500 euro) erogati alle manifestazioni più improbabili.

Tali contributi non danno aiuti “vitali” a quelle associazioni ma sono uno straordinario veicolo elettorale.

Per essere crudo e chiaro voglio dire che gli organizzatori della “sagra della sargiccia de fegatu” saranno molto propensi a dare il voto a quell’assessore che ha loro “regalato” qualche centinaio di euro, non andando neanche a presenziare all’evento.

L’altissimo numero di voti ricevuti da alcuni illustri esponenti della “partitocrazia” maceratese sono conseguenza di questa mercificazione dei contributi.

A mio parere l’attuale amministrazione facendo convergere il denaro su pochi progetti seri ed importanti fa quello che tutti noi desideriamo e cioè riconosce il merito a chi il merito ce l’ha.

La critica a tale scelta è quanto di più strumentale ci possa essere e mi sorprende che arrivi anche da chi in campagna elettorale parlava di evitare i contributi a pioggia.

Concludo con 1 domanda alla quale fornisco la mia risposta ed invito i maceratesi a dare la propria:

-se il Comune ha 100mila euro per la cultura è preferibile che eroghi 200 contributi da 500 euro o è preferibile che eroghi contributi più alti a poche associazioni molto attive?

La mia risposta: per i signori che vivono di politica è chiaramente preferibile la prima ipotesi (centinaia di voti sicuri) per noi cittadini è molto meglio avere eventi come Musicultura in città.



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