Arsir: i sindaci di centrodestra
bocciano la proposta di istituzione

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Mario Lattanzi

Scrive Mario Lattanzi, coordinatore provinciale del Pdl e sindaco di Monte San Giusto, in rappresentanza dei sindaci del centrodestra:

La proposta di legge regionale sulla riorganizzazione del servizio idrico integrato e della gestione dei rifiuti sta creando malumori e prese di posizione da parte di soggetti politici ed amministratori che nella proposta della giunta regionale vedono un serio pericolo per le gestioni esistenti.

Nella serata del 19 novembre i Sindaci di centrodestra si sono riuniti per valutare insieme la proposta di legge. L’esame è stato  puntuale e meticoloso. Risultato: un giudizio assolutamente negativo motivato anche da una preoccupazione e da un sospetto.

La preoccupazione nasce dal fatto che  l’istituzione dell’agenzia regionale per il servizio idrico e la gestione dei rifiuti (ARSIR) avrà come reale conseguenza la soppressione dei consorzi e delle gestioni in house del servizio idrico e dello smaltimento dei rifiuti. L’art. 6 della proposta di legge è infatti esplicito: a far data dall’entrata in vigore della legge i consorzi obbligatori sono soppressi e l’ARSIR subentra in tutti i rapporti. Questo significa che COSMARI dovrà essere messo in liquidazione. L’automaticità della soppressione prevista dall’art.6 è uno dei punti più perversi della legge. Per la Provincia di Macerata ciò si tradurrebbe in un sostanziale ed irreparabile danno. Sarebbe la fine del COSMARI, una eccellenza nella gestione pubblica dei rifiuti invidiata da tutta Italia. Sarebbe anche la fine della gestione pubblica del servizio idrico che ha garantito qualità ed investimenti. In sostanza la privatizzazione della gestione dell’acqua e dei rifiuti alla quale ci porterà la legge regionale, che prevede una sola ATO regionale con conferenze territoriali d’Ambito, un direttore ed un revisore unico, questi ultimi nominati dalla Giunta regionale, renderà vano il grande lavoro svolto dai Comuni della Provincia di Macerata che nel COSMARI e nei consorzi idrici hanno individuato il sistema migliore, sia dal punto di organizzativo che qualitativo, della gestione dei servizi

L’ATO regionale, o  meglio il Direttore, avrà il potere di appaltare e controllare; di fare un po’ tutto. Nella sostanza attraverso un appalto unico regionale potrà eliminare realtà che da anni offrono eccellenti servizi, senza per altro essere in grado  di garantire servizi sostitutivi di qualità. Cosa si potrà dire ai Comuni ed ai cittadini che si stanno impegnando nella raccolta porta a porta? La provincia di Macerata viaggia su una media di differenziata  del 64%. Cosa dire ai Comuni che da quasi   un secolo hanno creato consorzi volontari, ora s.p.a. a totale capitale pubblico,  per la gestione del sistema idrico?

Il richiamo al DL 152 del 2006 ed alla legge 191 del 2009 non giustifica un tale accentramento che trova un solo e preoccupante precedente nella  ASUR sulla quale non è qui il caso di esprimere giudizi.

I Sindaci ed i partiti  del centrodestra sono per il mantenimento della gestione pubblica dell’acqua e dei rifiuti e per trovare la possibilità, che le norme possono prevedere, dell’in house providing. In caso contrario sarebbe vano anche lo sforzo  del  COSMARI, e di conseguenza dei Comuni, per l’acquisto della SMEA.

Ma c’è anche un sospetto. Il sospetto è che si voglia favorire l’ingresso dei privati, o di un privato, nella gestione dei servizi senza cercare le ragioni o le possibilità dell’in house providing, almeno là dove è possibile e dove già funziona. Manifesti e proclami di chi si sente già gestore preoccupano ed indignano quanti hanno da sempre lavorato, con serietà e senza interessi di bottega, per l’erogazione di servizi di qualità a totale ed esclusivo vantaggio del cittadino. Non si è disposti ad accettare supinamente un’altra invasione dopo quella sanitaria. Le province che non si sono attivate per una gestione seria dei servizi  e che si trovano nella parte bassa della graduatoria regionale e nazionale, non possono e non debbono dettare indirizzi ed imporre scelte a chi da anni si è organizzato ed offre servizi eccellenti e si posiziona ai primi posti della stessa graduatoria.

Per i Sindaci di centrodestra  Mario Lattanzi


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