Prosegue il dibattito
sul cavalcavia
Civitanova
di Laura Boccanera
Due corsie invece che quattro e lasciare inalterato il fosso Trabocco . Queste le ultime novità sul cavalcavia che la giunta ha deliberato questa mattina. Un coup de theatre che cambia quanto fino ad oggi sul tavolo della discussione: <<non è un’inversione di rotta – commenta Mobili – ma solo un’ulteriore specificazione rispetto a quanto deliberato dal consiglio comunale>>. Attorno alle 14 infatti a Palazzo Sforza la giunta si è riunita per mettere nero su bianco esigenze e richieste che verranno discusse a Roma durante la Conferenza dei Servizi. Lo scorso 8 novembre la Quadrilatero ha trasmesso il rendering del progetto, ma a differenza di quanto richiesto dal Comune l’immagine anziché proporre 3 diverse ipotesi mostra 3 punti di vista differenti dello stesso progetto, peraltro limitato ad un tratto di circa 200metri lineari su una lunghezza complessiva di 1000. Nessuna indicazione o specificazione è inoltre giunta dalla società relativa all’uso di materiali e tecnologie alternative né sono pervenuti i flussi di traffico richiesti. Sulla base di queste premesse l’amministrazione ha ritenuto opportuno, pur in assenza dei chiarimenti richiesti di esprimere un parere in merito alle caratteristiche costruttive dell’opera. <<il cavalcavia dovrà essere realizzato a 2 corsie anziché 4 come previsto nel progetto definitivo – si legge nella delibera – ferma restando la compatibilità di tale soluzione con i flussi di traffico rilevati peraltro richiesti e a tutt’oggi non pervenuti; il tracciato del cavalcavia nel tratto compreso tra il superamento della Ferrovia e l’innesto su via Aldo Moro dovrà svilupparsi in modo tale da garantire equidistanza dell’opera dall’edificato e mantenere inalterate le attuali distanze dal fosso Trabocco>>.
Una decisione che arriva all’indomani del convegno organizzato dall’associazione No al Cavalcavia che ha coinvolto numerosi esperti del settore ed i sindaci dei comuni limitrofi. Ivan Cicconi, esperto in pianificazione urbana ha ieri sera “demolito” la proposta della Quadrilatero, spostando l’attenzione sulla gestione complessiva dell’affare e sul sistema degli appalti in quanto secondo lo studioso le risorse per la realizzazione di tale opera non sono comunque sufficienti. Duro l’intervento del sindaco di Porto Sant’Elpidio Mario Andrenacci che si è espresso in maniera molto critica con le scelte del comune di Civitanova e sollecitando invece l’avvio di opere viarie di maggiore necessità come il ponte sul Chienti (che il Comune vuole però realizzare solo in caso di attraversamento ciclopedonale e non carrabile). <<Realizzare un ponte sul Chienti significherebbe creare un’alternativa alla statale 16 con un traffico insostenibile per il centro città>> – ha replicato oggi il sindaco che non era presente alla riunione di ieri. Non sono invece entrati nel merito del cavalcavia gli altri due primi cittadini, Alessandro Mezzanotte (Sant’Elpidio a Mare) e Stefano Cardinali (Montecosaro) che hanno invece puntato l’attenzione sulle infrastrutture che ricadono direttamente nel loro territorio, come il ponte su via Einaudi che collegherebbe Civitanova al territorio elpidiense e la piastra logistica tra Montecosaro e Civitanova Marche che è secondo Cardinali <<inutile e dannosa>>. Diventa ora un enigma sapere cosa emergerà lunedì dal consiglio comunale e se la maggioranza parteciperà dal momento che la delibera di giunta sembra sostituirsi ad un’eventuale discussione consiliare. All’ordine del giorno richiesto dall’opposizione infatti c’è un indirizzo di modifica del progetto, quale a questo punto è ancora un mistero, dal momento che la maggioranza comunque sembra non voler retrocedere di un passo rispetto al sì già deliberato.

UN CONSIGLIO, PERCHE NON FARE I CAVALCAVIA SOTTOTERRA PER POI SPUNTARE IN SUPERSTRADA?
…..Nessuna indicazione o specificazione è inoltre giunta dalla società relativa all’uso di materiali e tecnologie alternative né sono pervenuti i flussi di traffico richiesti. Sulla base di queste premesse l’amministrazione ha ritenuto opportuno, pur in assenza dei chiarimenti richiesti di esprimere un parere in merito alle caratteristiche costruttive dell’opera…
Non ci sono spiegazioni, non ci sono i chiarimenti richiesti e, presumibilmente, l’Amministrazione per esprimersi è ricorsa alla lettura delle carte o dei fondi del caffè…