Lavoro: accordo fra le parti sociali
per l’affidamento di appalti
alle cooperative

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Garantire la tutela delle condizioni di lavoro nelle imprese cooperative che partecipano ad appalti pubblici oltre alla qualità e alla congruità dei bandi e dei servizi che vengono appaltati alle stesse cooperative. Sono i due principali obiettivi dell’atto di indirizzo sugli appalti pubblici a cui partecipano le aziende cooperative, che è stato approvato dall’Osservatorio provinciale permanente sulla cooperazione, presieduto dal direttore della Direzione provinciale del lavoro, Pierluigi Rausei, e composto anche dalle Direzioni provinciali di Inps e Inail, dalle rappresentanze provinciali di Cgil, Cisl e Uil, Legacoop, Confcooperative e Agci. L’atto individua, per la prima volta, gli elementi dei bandi di gara che garantiscono sia la tutela delle condizioni di lavoro nelle imprese cooperative che partecipano ad appalti, sia la congruità e la qualità dei bandi stessi oltre che dei servizi che vengono appaltati. Nei prossimi giorni, il documento, che viene sostenuto come “buona prassi” dalla Direzione generale del ministero del Lavoro, sarà inviato a tutti gli Enti che affidano appalti e alle imprese cooperative della provincia di Macerata. Istituito nel 2007, in ogni Direzione provinciale del lavoro, l’Osservatorio ha il compito di monitorare la situazione nel comparto cooperativo, dove operano anche le cosiddette “cooperative spurie”, cioè quelle che non rispettano le regole, e di orientare l’attività ispettiva. Si occupa anche di sostenere gli Enti pubblici che appaltano servizi, attraverso pareri sulla regolarità delle offerte presentate dalle cooperative, specie rispetto alle condizioni di lavoro, all’inquadramento contrattuale, ai costi della sicurezza.

Con il documento approvato, l’Osservatorio ha redatto una “check list” di principi e criteri di azione, applicabili al settore degli appalti pubblici di servizi e forniture a società cooperative, con l’obiettivo di tutelare, con maggiore incisività, i lavoratori garantendo anche una maggiore qualità nei servizi erogati. Viene privilegiato il “criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa” rispetto a quello del “massimo ribasso” valorizzando, quindi, l’elemento qualitativo dei progetti. Prevede l’esclusione delle offerte con percentuali di ribasso anomale, delle imprese gravemente inadempienti sul piano retribuivo, contributivo e assicurativo o che non rispettano le normative sulla sicurezza e la congruità tra costo contrattuale del lavoro e determinazione del corrispettivo oltre a richiedere una maggiore responsabilizzazione dell’Ente pubblico nell’affidamento dell’appalto.

Fondamentale sarà la stesura delle convenzioni e dei capitolati di appalto nei quali dovranno essere sanciti obblighi importanti per le imprese che si aggiudicheranno le gare, come il rispetto integrale del contratto collettivo di lavoro, l’applicazione delle norme sulla sicurezza e sull’inserimento lavorativo dei disabili, la ricollocazione dei lavoratori impiegati da parte delle imprese subentranti in caso di “cambio di appalto”. Gli Enti appaltanti dovranno adempiere puntualmente agli impegni economici assunti nei confronti delle imprese rispettando i termini di pagamento.

L’accordo rappresenta un esempio significativo di come aspetti importanti e problematici della nostra realtà possano essere affrontati confrontandosi e costruendo coesione sociale sul territorio, collaborando tra soggetti sociali e istituzionali e realizzando, come in questo caso, percorsi di partecipazione fondati sulla condivisione di regole comuni.


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