Don Mario Buongarzoni,
60 anni da sacerdote

Figura storica a Macerata

- caricamento letture

Don-Mario043-230x300

C’è stato anche il cuore di Macerata nella tragedia di Erika ed Omar, i fidanzatini omicidi di Novi Ligure. Questo cuore è stata la Rosa d’oro, il simbolo della manifestazione che da 40 anni si celebra a Macerata, promossa da don Mario Buongarzoni. E’ stato proprio, qualche anno fa, il sacerdote maceratese a consegnare a Novi Ligure la Rosa d’oro, al padre di Erika, il vedovo della mamma e il padre del bambino uccisi in un raptus sanguinario che travolse la sensibilità di un Paese.

E qualche anno prima, nella chiesa di San Giorgio, di cui era allora parroco, fu Giovanna Piermanni, la moglie di Sergio, l’eroico maresciallo dei carabinieri di Civitanova Marche ucciso dalla Banda dei Catanesi alla stazione ferroviaria, ad avere la Rosa d’oro dalle mani di don Mario. La signora Giovanna, dopo la morte del marito, si era chiusa in un lutto senza confini (anche ora) e non aveva mai accettato alcun invito al di fuori dell’Arma. A San Giorgio, la vedova Piermanni andò, insieme con i figli.

Ecco alcuni degli episodi non certo irrilevanti nella vita di don Mario Buongarzoni che venerdì alla Sala Verde della Domus San Giuliano ha celebrato con tanti fedeli (e parenti, tra cui il responsabile dell’Utic di Mascerata) il suo 60° di sacerdozio. Con la presentazione della biografia del sacerdote (ordinato dal vescovo Cassalo) da parte del giornalista Maurizio Verdenelli, è poi intervenuto il vescovo mons. Claudio Giuliodori che ha analizzato ed elogiato il volume scritto dallo stesso don Mario per l’occasione: “La Furia del Vento non Spenga il Fuoco”. Inoltre è stato presentato al vescovo un inno composto dal cantante Maurizio in onore di Padre Matteo Ricci: Li Madou. Mons. Giuliodori nel suo intervento ha inoltre elogiato la figura dello scienziato portorecanatese (e don Mario è portorecanatese ad honorem) il grande prof. Enrico Medi, ‘figlio’ di Padre Pio. Da parte sua, Verdenelli ha ricordato un episodio personale: la testimonianza avuta da Tito Stagno, con cui Medi aveva condotto la cronaca del famoso allunaggio del ’67 con Ruggero Orlandoi da New York. “Medi –raccontò Stagno a Verdenelli- mi parlò della sua morte imminente con una calma impressionante dicendo che per l’occasione della diretta Tv per l’allunaggio dell’Apollo 15 lui, se ne dispiaceva tanto, non avrebbe potuto starci. Perché? Proprio perché quel giorno i medici a lui malato terminale gli avevano diagnosticato la morte di lì a pochi giorni…”

Testimonianze, tanto affetto, qualche lacrima da parte dei suoi fedeli che da 40 anni lo seguono a Lourdes per un prete che da 60 anni è parte della storia del capoluogo. Don Buongarzoni è stato parroco alla Pace dove è stato protagonista della costruzione della chiesa; a San Giorgio dove ha promosso il restauro del Santuario e la realizzazione della grande statua bronzea del Papa Buono ad opera dell’insigne scultore Sesto Americo Luchetti (con un grande dipinto di Elis Romagnoli). Dopo una breve stasi per motivi di salute, il sacerdote ha gestito la Parrocchia di Santa Maria del Monte ed è ora coadiutore a Santa Croce. E’ stato presidente della Commissione diocesana d’Arte Sacra. Per 23 anni insegnante di Religione, diplomato in Pittura all’Accademia BB.AA., a don Buongarzoni è stato conferito nel 2007 dalla Provincia il Premio ‘Mente creativa’. Il suo nome è pure legato a due manifestazioni quarantennali: oltre il Premio Rosa d’Oro per mamme meritevoli e la Festa della terza età. Ha vinto premi di poesie prestigiose in tutt’Italia ed è autore di numerosi libri (poesia, diari e racconti).


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X