Simula un furto d’auto
per coprire un borseggio
Durante l’orario di apertura, in una attività commerciale di Civitanova si era registrato il furto di una borsa.
Un uomo, sulla trentina, impegna i commessi nella ricerca di alcuni articoli e, nel frattempo, si impossessa della borsa della proprietaria. Con gli addetti ancora immersi negli scaffali, si dilegua e fugge a bordo della sua auto.
Ma un dipendente vede la macchina partire a tutta velocità con l’uomo a bordo e annota la targa. Gli altri dipendenti realizzano subito che l’uomo appena uscito precipitosamente aveva commesso qualcosa di illecito e scoprono che mancava la borsa, peraltro griffata. All’interno molti soldi, ma anche il cellulare della vittima.
Si improvvisano investigatori e telefonano a quel numero. Risponde il ladro e i dipendenti gli dicono che lo hanno visto, hanno annotato la targa dell’auto e che deve riconsegnare tutto quanto prima. Il malvivente chiude la comunicazione e prova a far sparire le proprie tracce.
La vittima chiama il 112 della Compagnia di Civitanova e intervengono i carabinieri della stazione di Potenza Picena che ricevono la denuncia ed avviano le indagini. Ma nel pomeriggio, una donna si presenta in una caserma dell’Arma del maceratese. Denuncia il furto dell’auto del suo compagno. La macchina viene ritrovata a Civitanova dal locale radiomobile.
Ma ai Carabinieri di Potenza Picena la situazione non è chiara. Viene allestito un fascicolo fotografico e la derubata riconosce il ladro. Guarda caso, è anche il proprietario del veicolo. Scoprono che lui, col concorso della compagna, quando si era visto braccato, aveva simulato il furto e indotto la compagna a denunciare il furto del mezzo.
Si ipotizzano a suo carico i reati di furto aggravato e di simulazione di reato, in concorso con la donna. La borsa con parte della refurtiva sono state rinvenute. I militari di Potenza Picena hanno redatto un’informativa alla magistratura del capoluogo maceratese.