Blitz della Finanza a Matelica
in un bazar cinese
Sequestrati 220mila articoli
di Alessandra Pierini
Neanche Padre Pio si salva dalla contraffazione. C’erano infatti anche migliaia di portachiavi raffiguranti il volto del santo di Pietralcina tra i 220.000 articoli, in parte pericolosi, in parte contraffatti, in vendita al pubblico in un negozio di Matelica gestito da C.Z., 53 anni, residente a Bologna, commerciante di nazionalità cinese. Un enorme quantitativo di prodotti quello che è stato sequestrato dalle Fiamme Gialle di Macerata e che comprendeva giocattoli, cancelleria, bigiotteria, cosmetici, pile, calcolatrici, materiale elettrico ed elettromagnetico e casalinghi, molti dei quali sono risultati privi di requisiti tecnici previsti dalla normativa contenuta nel “codice al consumo” tra cui l’assenza della marcatura CE e di tutte le indicazioni relative alla composizione e all’eventuale scadenza.
L’intervento è stato effettuato mercoledì sera, in collaborazione con i funzionari della Camera di Commercio, nel corso di un’attività finalizzata alla prevenzione nel settore della tutela del mercato dei beni e servizi e del “made in Italy” e dei consumatori. L’operazione è stata descritta questa mattina nel corso di una conferenza stampa: «I prodotti in commercio in Italia – ha spiegato il Comandante della Guardia di Finanza di Macerata Paolo Papetti– devono avere certi requisiti che sono garanzia di sicurezza e qualità. Chi vuole venire a lavorare in Italia deve rispettare le regole del mercato italiano. Questo sequestro, aggiunto a quello di 44.000 pezzi di qualche giorno fa, vuole essere un segnale forte che dimostra l’attenzione dedicata al fenomeno. Ringrazio i nostri uomini che hanno fatto un ottimo lavoro e i funzionari della Camera di Commercio, il cui è apporto è stato fondamentale.»
Dello stesso avviso Roberto Volpini, vice presidente della Camera di Commercio: «Abbiamo trattato i temi del lavoro nero e della contraffazione in un recente convegno. L’Italia ha in Europa il primato per la contraffazione e questo fenomeno falsa il mercato perciò vediamo con favore l’attività della Guardia di Finanza alla quale siamo vicini. Due sequestri così importanti e a distanza di poco tempo dimostrano che il fenomeno è esteso e sta prendendo piede anche nei piccoli centri.»Ha diretto l’operazione il Comandante del Nucleo di Polizia Tributaria Gianluca Ferraro:«L’operazione è iniziata con il controllo della documentazione fiscale del commerciante che risultava irregolare, abbiamo allora richiesto etichette ed istruzioni in italiano che non ci sono state fornite o erano fittizie. Gli articoli non sono comunque stati prodotti in Italia e molti riportano un marchio CE falso che spesso in fase processuale, per evitare l’accusa di contraffazione, viene indicato come acronimo di “China Export”. Per quanto riguarda i portachiavi raffiguranti Padre Pio, abbiamo verificato che non c’erano profili di copyright sull’immagine ma comunque non hanno alcun tipo di marcatura o indicazione. C’erano poi cancelleria e materiale scolastico con il marchio Disney, anche questo contraffatto, e prodotti tessili di cui abbiamo inviato una campionatura in laboratorio per verificare il contenuto delle etichette.»
Il titolare dell’esercizio commerciale è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Camerino in relazione al sequestro dei prodotti contraffatti e segnalato per i provvedimenti di competenza alla Camera di Commercio in relazione alle violazioni di carattere amministrativo.
(Foto di Guido Picchio)








una goccia in un mare…………ma tanto nnon cambia niente.
voi italiani mi fate troppo ridere.. ve la prendete con gli stranieri mentre siete voi i primi che non rispettate le vostre leggi… aspetto con impazienza un blitz della finanza a casa di uno di quei ricconi che evadono il fisco ma che si approfittano comunque degli (scarsi) servizi che offre lo stato italiano.