Clonavano carte di credito
in un agriturismo di Treia
All'oscuro di tutto i titolari della struttura
Era diventato una centrale per la clonazione di documenti e carte di credito emesse da banche della Florida, della Turchia e della Bulgaria. All’insaputa dei titolari un agriturismo di Treia era stato trasformato in base logistica per la falsificazione delle carte: in due locali della struttura c’erano pc, plastificatrici e stampanti.
Questo lo scenario svelato da un’indagine dei carabinieri di Jesi che hanno individuato il laboratorio e arrestato in fragranza di reato un rumeno di 23 anni, N. N., per possesso di un documento di identità falso. Sottoposto a fermo di polizia giudiziaria un connazionale di 28 anni, V. A., accusato di ricettazione (aveva un documento rubato a Parma).
L’operazione è scattata dopo la segnalazione di un commerciante di elettronica di Jesi. Il primo degli arrestati aveva tentato di acquistare nel suo negozio merce per 800 euro con una carta di credito estera. Ma non c’era riuscito. Accorsi sul posto, i carabinieri avevano intercettato il rumeno con un documento di identità spagnolo e quattro carte di credito di banche non italiane. In tasca N. N. aveva la chiave della stanza dell’agriturismo treiese, dove vivevano altri tre connazionali.
