Niente pioggia
A gonfie vele
la festa di San Giuliano
Tanta gente a Macerata
di Alessandra Pierini
Alla fine della festa di San Giuliano torna alla mente l’episodio di quel forestiero che, arrivato a Macerata la mattina del 31 agosto e ripartito la sera stessa, scriveva nei suoi diari di viaggio che non aveva mai visto una città tanto vivace, piena di gente e di gioia. In effetti anche oggi, come accade da secoli per la festa del patrono, la città si è radicalmente trasformata sotto un cielo finalmente limpido e tersoe alla luce del sole splendente, per tutta la giornata. Il traffico è stato rivoluzionato per creare un’isola pedonale a partire da Corso Cavour per continuare lungo le mura e infine in pieno centro storico. Un turista passato oggi in città, si sarà trovato di fronte l’alternarsi dei colori delle tende delle bancarelle che hanno venduto la loro merce lungo le vie della città: dal tradizionale fischietto che rappresenta quest’anno un Carabiniere al piatto realizzato dalla Pro loco di Macerata raffigurante Porta Convitto, dallo spazzolone per il pavimento agli inediti abiti per gli animali, dall’abbigliamento ai casalinghi, dagli animali agli ombrelli e libri, cd e dvd. La città è apparsa come un brulicare di gente dall’alto della torre civica di Piazza della Libertà, dove più di 600 persone sono salite nel corso delle visite guidate curate da Macerata Incoming. Molti i visitatori anche allo Sferisterio e a Palazzo Buonaccorsi, gioielli della storia della città e alla “Marguttiana” esposizione artistica all’interno degli Antichi Forni.
In questa lunga giornata la città ha infilato le vesti della metropoli e ha dato oggi sfoggio di tutte le sue potenzialità. Riappaiono come per magia volti di persone che per un anno intero non si sono mai incontrate e ovunque si chiacchiera e si racconta dell’anno passato, intanto una “colonia” di ambulanti si aggira tra la folla vendendo combinazioni di numeri da giocare al lotto. Sono tornati, come fanno da anni, ma quest’anno non c’è il simpatico canarino al quale era affidato il fondamentale compito di veicolare la fortuna “beccando i numeri giusti”. Qualcuno, infastidito li manda via, qualche altro cerca di capire il meccanismo del gioco e c’è anche chi preoccupato esclama “Oh no, grazie. Non mi piace giocare d’azzardo!” Anche lo stand della pro loco di Piediripa è stato preso di mira e molti sono accorsi per degustare la tradizionale papera.
In tutto questo, San Giuliano è rimasto un po’ nell’ombra finchè non è arrivato il suo momento. Dopo la messa delle 18, due ali di folla si sono fatte da parte e la processione ha percorso le vie della città. Portata a spalla da baldi uomini, statua lignea settecentesca raffigurante San Giuliano, normalmente conservata in Duomo, si è mostrata, per la sua unica occasione annuale, alla luce del sole. Oltre al Vescovo di Macerata, monsignor Giuliodori, erano presenti le massime autorità cittadine: Sindaco, Prefetto e commissario prefettizio. Le campane di tutta la città si sono sciolte nello stesso momento per celebrare il santo protettore della città

Per fortuna niente scherzi del meteo e si è arrivati sino al gran finale: i fuochi di artificio. Anche il traffico è diventato quello della metropoli e Viale Leopardi è stato invaso per tutta la sua lunghezza da persone e mezzi che ne hanno riempito ogni centimetro per godere la meraviglia dei giochi pirotecnici che continuano ad affascinare. E subito dopo l’ultimo colpo, tra i mezzi bloccati nel traffico si è levato il suono della sirena di un’ambulanza e qualcuno si è improvvisato Vigile Urbano risolvendo la situazione.
Così San Giuliano saluta tutti e, strano ma vero, neanche una goccia di pioggia…
Foto di Guido Picchio





San Giuliano è sempre San Giuliano, una grossa festa dell’intera città anche se ci sarebbero alcune cose che si potrebbero migliorare.
Inanzituttoin città ci sarebbe da creare un percorso anche lungo Corso Cairoli, secondariamente (anche se non è facile, vista la distanza) ci sarebbe da coinvolgere le frazioni, magari organizzando SOLO LI (e assolutamente NON in città) delle osterie, oppure degli spettacoli, oppure degli incontri, ecc.
Per trascinare i tanti che arrivano a Macerata magari si potrebbe differenziare, che sò a Pidiripa delle bancarelle specializzate nei libri, a Villa Potenza delle banarelle di artigianato, ecc…. Così inoltre ci sarebbe più “giro” e sarebbe più facile trovare posti auto a ridosso del centro.
L’aspetto negativo a mio avviso, che oramai da molti anni si riscontra a San Giuliano, è la ripetizione delle bancarelle.
Ogni 200-250 metri gli espositori si duplicano, e quindi i prodotti offerti sono pressochè simili, se non addirittura gli stessi.
C’è la bancarella dei canditi, poi quella degli strofinacci, poi quella dei coltelli, quella dei giocattoli, quella dell’artigianato africano, ecc. ecc……. E poi di nuovo quella dei canditi, quella degli strofinacci, quella dei coltelli, quella dei giocattoli…..