“Lu tradizionale acquazzò de Sagnulià”
Puntualmente il temporale inaugura la festa del patrono di Macerata
di Beatrice Cammertoni
Che il temporale sia veramente parte della tradizione di San Giuliano come lo sono gnocchi al sugo di papera e bancarelle? Se lo chiede un gruppo su Facebook (“Lu tradizionale acquazzò de Sagnulià”), con tantissimi iscritti, e se lo chiedono con maggiore preoccupazione gli ambulanti già sistemati nelle principali vie del centro città. Dopo qualche anno di edizioni fortunate e risparmiate da freddo e pioggia, questa volta ad inaugurare la festa è stato un forte temporale che non ha permesso ai venditori di esporre la merce prima che nel tardo pomeriggio. La fiera, che proseguirà fino ai fuochi d’artificio di domani sera, si è timidamente animata invece intorno alle 18, quando la passeggiata che comincia quest’anno in Corso Cavour, coinvolge le mura e prosegue nel centro storico si è a poco a poco riempita di visitatori. Nuova disposizione per le bancarelle e nuova viabilità per Macerata, che quest’anno si invade nuovamente della caratteristica atmosfera di festa per il patrono.
Carlo Trobbiani ha deciso di partecipare con la sua merce quest’anno proprio credendo nella visibilità e nelle opportunità che la posizione disponibile avrebbe potuto portare. “Non avevo una concessione, ho scelto di esporre qui i miei cappelli, la bigiotteria ed i foulard proprio perché era possibile scegliere Corso Cavour.” Si è invece trasferito da Via Gramsci Massimo di Matteo, a sua volta convinto delle maggiori possibilità della nuova disposizione: “Con l’occasione dei lavori ho deciso di stabilirmi qui e credo addirittura che avrò maggiore clientela. Mi dispiace solo che molti ambulanti abbiano deciso di andarsene a causa della pioggia. Anche esteticamente queste vie spoglie perdono l’impatto che avevo immaginato. Aspettiamo domani.”
L’irrinunciabilità del giro a San Giuliano sembra essere parte del patrimonio culturale del maceratese tipo ed è una caratteristica talmente innata che a farcelo notare sono gli stessi venditori. “Non appena ha smesso di piovere le strade hanno cominciato a riempirsi, qui a Macerata non spaventa il tempo: appena migliora gli abitanti rispondono subito”, ci dice Elio Tirabasso, ambulante di animali in questi giorni con la sua “Arca di Noè” ferma a due passi da Porta Convitto. “Il meteo condiziona moltissimo il nostro lavoro, per noi è normale rapportarci al caldo torrido e al freddo pungente e siamo abituati alla pioggia. Aspettiamo, come oggi, che ci siano le condizioni per esporre e cominciamo, conviene sempre rispetto all’andarsene come hanno fatto alcuni.”
Tra i primi espositori ad aver disposto la merce a temporale concluso c’è anche Paola Danda, a Macerata da Padova per il ventesimo San Giuliano con i suoi mobili di antiquariato e modernariato. “Abbiamo perso già quattro ore, ma comunque questa resta una fiera molto attesa per noi, abbiamo una buona clientela qui, nonostante i tempi di crisi.” Più stranieri, più cinesi, merci in generale diverse: “Questa festa è cambiata nel corso degli anni, come anche d’altronde sono cambiate tutte le fiere in giro per l’Italia.”
In Corso Garibaldi sono invece esposti i capi d’abbigliamento di Claudio Viozzi, di Monte San Giusto: “Quest’anno non siamo partiti nel migliore dei modi. Siamo arrivati con la pioggia ma speriamo nelle previsioni del meteo che sono state promettenti. Vengo a Macerata da moltissimi anni e se stasera non pioverà ci sarà più affluenza. Fa parte del nostro lavoro purtroppo!”
Altro volto storico della fiera di San Giuliano è Dino Garbi, che espone i suoi grembiuli e vestiti per signora a Macerata da sedici anni. “Erano quattro anni che non pioveva così. Partiamo con ritardo visto che abbiamo dovuto aspettare che smettesse di piovere.” L’anno prossimo scadranno le concessioni del Comune e la disposizione degli ambulanti cambierà radicalmente, anche se già con l’inclusione di Corso Cavour si sono rimescolate le carte: “Quando ho scelto di stabilirmi in questo punto delle mura, poco distante dai cancelli, non erano previsti quegli spazi, che pure sono molto visibili. Vedremo che succederà al termine di questi dieci anni previsti dal contratto.”











Pur nion essendo danneggiata dalla pioggia perchè costretta ancora in casa (mercoledì finalmente saprò se potrò mettere il naso e qualcos’altro fuori) mi sono domandata “Non sarà che San Giuliano ce l’ha con i Maceratesi perchè hanno spostato la sua festa in estate?”
Foto di Corso Cavour molto ruffiana, questa qui sopra. Ieri sera, nonostante la buona volontà dei maceratesi e il freddo intenso, la via sembrava un parcheggio di furgoni con due sparute bancarelle in prossimità del Bar King. Negozi quasi tutti chiusi. Vorrei poi capire che significava tutta quell’ordinanza dei vigili urbani per l’accesso delle auto in centro storico, visto che in centro non ci sono bancarelle né in Piazza della Libertà (dove ho facilmente contato due tende rosse chiuse, una tenda bianca con promozioni del territorio e dall’altro lato uno scheletro di tenda in attesa di destinazione), né per Corso della Repubblica, né in Via Gramsci, né in Via Tommaso Lauri, né in Piazza Vittorio Veneto. Poche (molte delle quali chiuse anche dopo che ha smesso di piovere) in Piazza Mazzini. Sarebbe questa la grande festa nel cuore della città? Per fortuna domani è mercoledì e c’è il mercato!