Una mostra sui missionari di Corridonia
che hanno seguito le orme di Matteo Ricci
Alla scoperta dell’opera di grandi missionari corridoniani che hanno seguito le orme di Padre Matteo Ricci. Si intitola “A servizio del Signore del Cielo in Cina e in Giappone” ed è la mostra che verrà inaugurata venerdì 27 agosto alle ore 21 nella chiesa di San Francesco e promossa dal Comune di Corridonia, dall’Associazione culturale L’Olmo, dall’Associazione Contesa della Margutta e dalla Parrocchia SS. Pietro, Paolo e Donato.
“A servizio del Signore del Cielo in Cina e in Giappone” è una mostra sulla figura di Padre Matteo Ricci, ma ampliata ed arricchita con la presentazione di importanti missionari di Corridonia che hanno svolto la loro opera di evangelizzazione in Cina e in Giappone. Si tratta di Padre Leone M. Liviabella, Padre Giuseppe Zamponi e Padre Nazzareno Rocchi, delle personalità molto poco conosciute nonostante abbiamo lasciato segni e testimonianze incredibili della loro opera di evangelizzazione tanto che il convegno e la mostra hanno destato l’interesse anche delle rappresentanze diplomatiche di Cina e Giappone e di molte personalità culturali a livello nazionale. La mostra è nata da una idea del Prof. Giorgio Quintili ed è stata possibile solo grazie al grande lavoro di ricerca documentale fatto dallo stesso e assistito, in fase di allestimento, da Sergio Quintili e Rodolfo Golota.
“Questa mostra – ha dichiarato all’Assessore alla Cultura Massimo Cesca – è stata volutamente inserita nel contesto de La Contesa della Margutta in quanto da un lato qualifica la rievocazione storica dandogli uno spessore culturale di assoluto rilievo e soprattutto permetterà di far conoscere personaggi storici molto conosciuti ed apprezzati all’estero e dimenticati dagli stessi corridoniani. Sono certo che la mostra saprà rispondere a questa esigenza di informazione e conoscenza e a far rivivere il messaggio evangelico attualissimo testimoniato dai nostri concittadini nella loro opera di evangelizzazione in nazioni con culture e tradizioni tanto diverse dalla nostra”.