Pizzi: “Via i profeti del male,
il mio SOF è uscito vincitore”

Il direttore artistico dello Sferisterio Opera Festival traccia il bilancio e ...taglia l'Aida

- caricamento letture
Pier-Luigi-Pizzi-1-200x300

Pier Luigi Pizzi

di Maurizio Verdenelli

Il maestro Pizzi non l’ha presa per nulla bene. Parliamo della ‘moda’ tanto invalsa tra la classe politica maceratese, di tutti i tempi, di ‘spiattellare’ tutto ciò che ‘in grande segretezza’ viene argomentato o deciso nelle varie sedi istituzionali. E’ capitato così anche all’interno del Cda dello Sferisterio: così è accaduto per il ‘progetto Aida’. Proposto dal direttore artistico del Sof e protetto da un condiviso e ‘garantito’ riserbo, il cartellone 2011 è finito sulle locandine dei quotidiani locali. “Mi sono sentito come un giocatore di carte che si vede bruciare il gioco e decide di gettare via le carte. Così, ho ‘bruciato’ Aida e per il prossimo anno ho previsto tutt’altro. Tra qualche giorno comunque lo annuncerò ufficialmente. Per il momento mantengo uno stretto riserbo”.

Così l’affollatissima platea, questa mattina, agli Antichi Forni è rimasta senza lumi e un po’ se n’è dispiaciuta, di questa tradizione infranta, Cinzia Maroni ‘cerimoniere’ (e non solo) degli Aperitivi culturali, ormai appuntamento fisso del Sof.

L’incontro finale “A conti fatti” con Pier Luigi Pizzi (standing ovation per lui) è stato davvero significativo. Riferendosi all’ultima dei “Lombardi”, il maestro ha parlato di ‘serata felice’ e di grande entusiasmo sia sul palco sia in platea. “Questa stagione è andata veramente bene: altrochè catastrofe come annunciava trionfante qualcuno. Voglio dire come Attila ‘Via i profeti del male’. Costoro non aiutano alcuno: né il teatro, né la cultura, né la città. Procurano unicamente disagio. Tante soddisfazioni sono venute anche dagli ‘esauriti’, dal pubblico che ha gradito il cartellone. Chi ha detto che un’Arena vive solo di Aida. Ho sentito dire da molti che non vanno più a Verona per questo e che preferiscono alla gettonatissima opera di Verdi, altre meno frequentate ma non per questo meno belle. Ad esempio, io considero i ‘Lombardi’ migliore del ‘Nabucco’”.

Ne ha per tutti, il maestro Pizzi che rivela anche un’attività di talent scout. “I cast sono andati benissimo e benissimo anche cantanti i cui nomi non significavano nulla fino a ieri. Facciamo audizioni, scopriamo belle voci e le imponiamo. Anche questo è il Sof di Macerata. Io voglio bene a questa città, la gente mi ama, mi ferma per strada. C’è consenso”.

Sullo Sferisterio. “Il Sof è anche altro, non solo Arena. Non sono d’accordo con chi dice che finora è andata così e che bisogna continuare sullo stesso tracciato. Ci sono altri luoghi dove fare cultura: l’auditorium, il teatro Lauro Rossi, il cinema Italia…Tutta la città deve vivere intorno al Sof. Tutto l’anno. Ed anche le istituzioni. L’Università, l’Accademia dove farò un master per gli studenti”.

E sul futuro. “Non circolano belle notizie. Ma io non ho tradito alcuno, ho mantenuto ciò che ho promesso. Sono stato nei budget, risicati. Potete contare sulla mia onestà”.

E a chi scrive poi rivela: “I conti della stagione in archivio tornano tutti. Perché giorno per giorno sono tornati e non poteva essere diversamente a…conti fatti, alla somma di tutto. C’è infatti un monitoraggio day by day sui numeri e nessuno sgarra”.

Su Musicultura. “Una manifestazione davvero interessnate. Ho amicizia e grande stima per Piero Cesanelli e pensiamo ad un legame ideale, cutlurale ed artistico tra Musicultura che va in scena a giugno e il Sof”.

Ed ancora: “Io continuerò a mettermi in gioco trovando nuove strade e pure rivelando protagonisti di assoluto rilievo, come Marco Mencoboni, scelto non solo perché maceratese. Grazie ancora a Massimo Gasparon per il lavoro al Lauro Rossi che con le opere fa scoprire pure la bellezza del luogo. La grande giornalista Natalia Aspesi mi ha espresso, ad esempio, tutto il proprio entusiasmo per questo teatro ‘bellissimo’”.

Ed ancora contro l’idea Sferistericentrica: “Perché non vogliamo gustarci queste serate meravigliose in questi luogi di cultura eccezionali? Perché vogliamo punirci?. Non vergogniamoci d’esprimere felicità.”

Poi i ringraziamenti. A cominciare dall’ex sindaco Giorgio Meschini, seduto pudicamente tra le ultime fila, continuando con l’attuale primo cittadino Romano Carancini e presidente del Cda (“un entusiasta neofita che è diventato quasi un fanatico del nostro mondo” e grandi abbracci), con il viceprefetto Tiziana Tombesi (assenti l’ex presidente della Provincia, Capponi), con lo staff di Mirus e tutti gli altri- tra questi l’assessore ai beni culturali, Stefania Monteverde. Un grazie particolare, in conclusione, al direttore organizzativo, Luciano Messi. Presentandolo ai tantissimi astanti, Pizzi non ha saputo a quel punto trattenere le lacrime. “Senza di lui il festival non sarebbe stato possibile” ha detto offrendo Messi ad uno standing ovation cui lui ha risposto a mani alzate. Per lui un futuro da sovrintendente, dopo Claudio Orazi? Chi vivrà naturalmente vedrà.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page
Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X