Il Tar del Lazio conferma
l’esclusione della Sangiustese dai Pro
CALCIO - Possibili denunce per danni. Fuori anche Ancona e Figline
di Matteo Zallocco
Da oggi la Sangiustese è ufficialmente esclusa dal calcio professionistico, assieme ad Ancona e Figline. Anche la terza sezione del Tar del Lazio ha respinto il ricorso presentato dalla società calzaturiera per la riammissione nel campionato di Seconda Divisione Lega Pro. Pur riconoscendo, in linea di principio, la fondatezza delle argomentazioni esposte dal legale della Sangiustese, l’avvocato Giancarlo Nascimbeni, il Tar non ha annullato la bocciatura relativa all’iscrizione del campionato arrivata da tutti gli organi di giustizia sportiva a causa di una fideiussione inizialmente giudicata non idonea e dall’inadeguatezza dello stadio.
La discussione oggi pomeriggio è durata più di un’ora, sono state ripresentate le posizioni delle due due parti: da un lato la Figc che ha sottolineato la scadenza del termine perentorio per l’iscrizione e il mancato adeguamento del campo sportivo di Monte San Giusto; dall’altra l’avvocato Giancarlo Nascimbeni che ha ribattuto colpo su colpo sostenendo anche l’inadeguatezza di alcune norme e il professionismo esasperato portato avanti dai dirigenti federali.
L’esclusione dai rispettivi campionati di Ancona, Figline e Sangiustese era stata disposta il 16 luglio scorso dal Consiglio federale della Figc, dopo il parere della Covisoc e l’esame dei ricorsi proposti; il successivo 22 luglio, la Corte di giustizia sportiva del Coni confermò i provvedimenti decisi della federazione. La Sangiustese, però, a differenza dell’Ancona ha consegnato la fideiussione, anche se alcuni giorni dopo la data della scadenza. I giudici hanno respinto la richiesta della Sangiustese di sospendere il diniego della licenza per la stagione sportiva 2010/2011 con conseguente sua non ammissione al prossimo campionato di Seconda Divisione, sottolineando, tra l’altro, con riferimento alla mancata ammissione per «omessa osservanza dei criteri infrastrutturali», che la ricorrente «avrebbe potuto chiedere la deroga relativa all’ubicazione del suo impianto che non è invece stata chiesta»; da ciò, il ritenere non sussistenti «i presupposti previsti per l’accoglimento dell’istanza cautelare» di sospensione del provvedimento della federazione. La deroga in realtà era stata regolarmente consegnata, ma anche quei documenti sono stati contestati. In casa rossoblù la delusione è tanta. Si parla di possibili denunce per danni alla Lega oltre che alla persona incaricata di occuparsi della fideiussione. Solo oggi sarà resa nota la linea d’azione della società del patron Antonio Pantanetti che – secondo i ben informati – starebbe pensando di dimettersi per poi procedere alle vie legali. Difficile ora anche ipotizzare da quale categoria ripartirà la Sangiustese: si parla di serie D (sempre se si farà la domanda di ammissione) o di Eccellenza, ma la decisione spetta alla Figc. Di sicuro il danno economico per i rossoblù è assai rilevante considerando anche che tutti i giocatori da oggi saranno svincolati.
Nel respingere il ricorso dell’Ac Ancona, invece i giudici hanno considerato, tra l’altro, che «come risulta dallo stesso atto introduttivo del giudizio – ad oggi non risulta ancora depositata la fideiussione e neppure comprovato l’adempimento agli obblighi contributivi, con riferimento ai quali la ricorrente si limita ad affermare di avere in corso trattative con l’istituto previdenziale». Con riferimento al ricorso dell’Associazione sportiva calcio Figline, il Tar lo ha ritenuto ‘improcedibilè considerato tra l’altro che «la ricorrente – si legge nella sentenza – ha presentato solo all’odierna Camera di consiglio una bozza di fideiussione ma non bancaria», ritenendo «non accoglibile la richiesta di essere autorizzata a presentare una regolare fideiussione in sostituzione di quella dalla stessa ricorrente ritenuta non valida», giacchè «il giudice adito non è autorizzato a sanare con propri interventi irregolarità commesse dalla ricorrente».
