Derivati: procedimento giudiziario
del Comune di Recanati
contro Unicredit
La sottoscrizione dei primi contratti risale al 2001
Si torna a parlare di derivati. Protagonista è la Giunta Comunale di Recanati che nella sua ultima riunione ha deliberato di promuovere un procedimento giudiziario civile contro l’UBM, banca del gruppo Unicredit, con la quale il Comune ha in essere i quattro contratti di finanza derivata ancora aperti, affidando l’incarico legale all’avvocato Riccardo Restuccia del foro di Roma.
“Ci si augura in questo modo – si legge nella nota del Comune – di arrivare a scrivere la parola fine su una vicenda, quella dei “derivati”, iniziata nel 2001 con la sottoscrizione dei primi contratti, proseguita nel 2004 con il rinnovo dei contratti su proposta della Banca, per arrivare al 2009 quando sono stati chiusi a condizioni vantaggiose per l’Ente Comune di Recanati due dei sei contratti esistenti.
Purtroppo negli ultimi mesi le trattative, sempre aperte con la UBM, hanno avuto una battuta d’arresto e, pertanto, anche su indicazione della Martingale Risk Italia SRL, società di consulenza finanziaria specializzata nel settore a cui è affidato il monitoraggio dei contratti, si è deciso di adire le vie legali per evitare di esporre il Comune a rischi di ulteriori perdite presenti e future.
Va rilevato infatti che il costo per l’estinzione anticipata dei contratti richiesto dalla Banca si aggira attualmente intorno ai 2 milioni di euro, mentre le cedole semestrali negative produrranno un onere a carico delle casse comunali che per il 2010 è stimato in circa 500 mila euro.
Resta inteso che nel corso della causa civile saranno prese in considerazione tutte le possibilità di transazione, qualora le condizioni siano considerate vantaggiose, e tale facoltà è già compresa nell’ampio mandato conferito all’avvocato Restuccia”.
“Ci siamo trovati a gestire questa situazione difficile subito dopo il nostro insediamento – ci dice il Sindaco di Recanati Francesco Fiordomo – abbiamo fatto una verifica attenta della procedura e della documentazione. I nostri tecnici e giuristi hanno valutato che ci sono i presupposti per invalidare la pratica. A questo punto non ci poniamo più come interlocutori ma come avversari e con questa delibera autorizziamo il nostro legale ad andare avanti.”

uno dei celebri casi in cui il privato frega il pubblico. non che sia giusto, non che siano giusti i metodi usati dal privato…..ma il “pubblico” non è un tantino negligente? o letteralmente ignorante in materia?
ecco perchè ritengo opportuno che in ogni amministrazione siano presenti soggetti dotati di una certa “track-list” privatistica, gente che si sia fatta esperienza anche in settori finanziari,amministrativi,contabili…
o forse a chi lavora bene nel privato nn interessa scendere a fare l'”uomo qualunque” nel settore pubblico