Ricorso della Sangiustese
bocciato anche dal Coni
Si profila l’Eccellenza
Confermata l'esclusione dai Pro, l'ultima speranza è il Tar del Lazio
Era l’unica squadra della provincia di Macerata a disputare un campionato di calcio professionistico, ma da oggi si dovrà parlare al passato. Anche l’Alta Corte di Giustizia del Coni ha infatti respinto il ricorso della Sangiustese che resta dunque fuori dalla Seconda Divisione. L’ultimo grado di appello della giustizia sportiva ha accolto le indicazioni del Consiglio federale, ma la società rossoblù non si arrende e lunedì presenterà un ulteriore ricorso al Tar Lazio. Certo è che ora le speranze sono davvero ridotte al lumicino e per la Sangiustese c’è il rischio concreto di tornare in Eccellenza, considerando anche gli alti costi della serie D. L’avvocato Giancarlo Nascimbeni, legale della società rossoblù, parla di una decisione irragionevole: “L’udienza al Coni è stata caratterizzata da un dibattito molto tecnico, durato quasi due ore e l’esito è stato incerto. Purtroppo però questi sono organi di giustizia sportiva è ed è difficile che vadano ad annullare atti della Federazione”.
Secondo il legale più che la fideiussione inizialmente giudicata non idonea è stata la questione stadio a pesare sulla Sangiustese: “Credo sia così perché comunque la fideiussione, anche se in ritardo, è stata presentata. L’aspetto dello stadio diventa più punitivo ma la normativa è uscita solo il 25 maggio 2010 con delle correzioni apportate il 16 giugno. Una nuova norma che impedisce alle società di giocare in uno stadio fuori provincia, come fece la Sangiustese a Fermo nel primo anno di serie C. Il problema è che non c’è uno stadio a norma in tutta la provincia di Macerata , chi per un verso chi per un altro hanno delle difficoltà e nessun Comune farebbe lavori per altri. Qui non siamo a Milano o Roma, sono norme irragionevoli tenuto conto del comparto della Lega Pro che prevede città piccole. Chiedere al Comune di Monte San Giusto di sostenere spese ingenti per raddoppiare la potenza dell’impianto di illuminazione (quando quello attuale sarebbe più che suffficente) è veramente chiedere troppo. Ora speriamo che la giustizia ordinaria approfondisca la questione tenendo conto dell’irragionevolezza e dell’illogicità di queste norme. Il ricorso al Tar dovrebbe andare in decisione il 2 o il 3 agosto”.
E questa sarà l’ultima speranza per rivedere la Sangiustese tra i prof. Speranze che per ora sembrano ridotte all’osso. E poi il patron Antonio Pantanetti dopo i tanti sacrifici e i risultati raccolti in questi anni sarebbe disposto a ripartire dall’Eccellenza? Un interrogativo che al momento resta senza risposta.
