Rapisce e tenta di violentare
due ragazze: arrestato

Folle corsa in auto da Osimo a Civitanova. Salve grazie ad una fugace telefonata ai carabinieri
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Rapina, sequestra e tenta di violentare due donne, ma alla fine viene arrestato. E’ successo la notte scorsa a Porto Recanati.

Un italiano di 36 anni, completamente ubriaco, ha bloccato l’auto di una delle due ragazze, le ha costrette entrambe a seguirlo e si è lanciato una corsa a forte velocità in direzione di Civitanova Marche. Durante il tragitto ha anche tentato di abusare di loro. Le vittime sono riuscite a chiamare il 112 con il cellulare, e la fuga è stata seguita quasi in diretta dalla centrale operativa dell’Arma, che ha inviato alcune pattuglie al seguito del rapitore.

M.M., 36 enne abitante a Civitanova, cittadino italiano di origini argentine, non era nuovo a episodi di violenza sulle donne; stanotte aveva preso di mira due ragazze di Porto Recanati, una delle quali aveva già conosciuto qualche tempo fa, adescandole e trasformandosi in un pericoloso aguzzino. E’ stato arrestato con le pesanti accuse di rapina aggravata, sequestro di persona, lesioni personali, violenza sessuale, guida senza patente e in stato di alterazione da alcool.

Una breve telefonata giunta al centralino dell’Arma di Civitanova lasciava sentire distintamente le urla ed il terrore delle ragazze.  Da quella telefonata al comando di via Carnia che una delle due vittime era riuscita a fare furtivamente, l’operatore del 112 ha intuito si trattasse di una o più donne in difficoltà, sicuramente private della libertà ed impossibilitate a fare una chiamata di soccorso. Una telefonata confusa, con urla e pianti, attimi di terrore uditi in diretta dove si riusciva a comprendere che erano forse a bordo di un auto vicino all’altezza del distributore Q8, immaginando si potesse trattare di quello sulla statale 16 fra Porto Recanati e Porto Potenza. Venivano intanto indirizzate ed attivate le autoradio per le prime ricerche. Poi un’altra telefonata, sempre “rubata” dallo sguardo dell’aguzzino, che le localizzava a Porto Potenza a bordo di un preciso modello di auto. Intercettata proprio mentre era ancora attiva la comunicazione da due gazzelle della compagnia di Civitanova. Inseguito per poche centinaia di metri, i carabinieri sono riusciti a bloccarlo e fermarlo ponendo fine a quell’incubo durato 45 minuti circa. Da Osimo a Civitanova, aveva costretto le due donne a salire sulla loro auto, si era impossessato delle chiavi, correva follemente, rischiava di fare e causare incidenti frontali con mezzi pesanti, intanto le palpeggiava ripetutamente e le malmenava con schiaffi e pugni sul volto. Era invasato anche perché guidava sotto l’effetto di alcool, peraltro senza patente perché già ritiratagli per guida in stato di ebbrezza.
Le donne hanno riportato lesioni, dovute alle violenze fisiche e sessuali. Le due ragazze erano terrorizzate e nemmeno vederlo in manette riusciva a tranquillizzarle.
L’uomo è stato rinchiuso nella casa circondariale di Ancona a disposizione del magistrato di turno del capoluogo maceratese, dott. Andrea Belli.



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