Serena Ganci, da Palermo a Parigi
passando a Macerata
per la consacrazione
IL DOPO FESTIVAL - Ascolta la canzone vincitrice
di Matteo Zallocco
Con il vestito rosso bordò da fata fatto dal padre e le ali d’angelo tatuate sulla schiena, Serena Ganci ha spiccato il volo dallo Sferisterio. Palermitana di nascita ma trapiantata a Parigi da sette anni per gli studi musicali, la nuova regina di Musicultura viene accolta da un lungo applauso in sala stampa, subito dopo la chiusura del Festival: “E’ una gioia che non si può contenere, ho creduto sin dall’inizio a questo successo ma è davvero un’emozione unica, volevo abbracciare tutto lo Sferisterio”.
‘Addio’ è il titolo della sua canzone: “Un addio amoroso che mi ha ispirato”. Amante dei grandi classici (“anche di Gino Paoli, vederlo qui venerdì è stato molto bello”) Serena, 30 anni compiuti a dicembre, ascolta la musica jazz e dice di essersi innamorata di Macerata: “E’ una città fantastica, di cui avevo sentito parlare molto bene da mia sorella che ha studiato qui, ma stando a Parigi non avevo mai avuto modo di vederla. I maceratesi sono meravigliosi e stimolanti, domani vorrei subito mettermi a scrivere una canzone”. Ringraziamenti alle due musiciste che l’hanno affiancata in questa avventura e a un Festival che l’ha consacrata.
L’abbraccio più grande è quello di Piero Cesanelli, direttore artistico di Musicultura: “Siamo contenti di essere rappresentati per un anno da Serena Ganci, è l’immagine perfetta del nostro lavoro di 21 anni. Siamo anche felici per il premio della critica andato ad Andrea Epifani, rappresentante della prosecuzione della canzone d’autore doc”. Per Cesanelli c’è solo un rimpianto: “Vedere finalmente i Dik Dik ma poterli ascoltare solo per pochi minuti a causa della pioggia è stato tremendo. Purtroppo il meteo non ha mai sorriso a questa rassegna”.
Bilancio positivo dunque. “La Controra ci ha fatto vivere grandi momenti in questi pomeriggi e queste tre serate allo Sferisterio non hanno di certo disatteso le aspettative”.
Quindi Cesanelli ha ringraziato Franco Capponi che a sua volta ha salutato Musicultura: “Da domani non potrò indossare le vesti di presidente della Provincia ma sono contento di aver visto un Festival così ben riuscito, con otto finalisti bravissimi che rappresentano perfettamente la varietà musicale italiana”.
Anche Romano Carancini, sindaco di Macerata, si è detto entusiasta: “Anche quest’anno il livello è stato altissimo, un grazie agli organizzatori che ci hanno fatto vivere una settimana straordinaria. Credo di poter dire che ci sono tutte le condizioni per andare avanti. Bisognerà mettersi intorno a un tavolo per sperimentare anche qualcosa di nuovo e proseguire questa bellissima favola chiamata Musicultura”.
Il sindaco ha consegnato una medaglia di padre Matteo Ricci (“simbolo della nostra città e dell’amicizia”) a Piero Cesanelli e ai conduttori Carlotta Tedeschi, Maurizio Foderaro e Fabrizio Frizzi. Un Frizzi poetico nel trarre le conclusioni: “Sono state tre serate bagnate da lacrime ed emozioni, da grande appassionato di musica per me è stato bellissimo presentare questo Festival e il pubblico maceratese è straordinario, con loro abbiamo creato un clima di amicizia sin dall’inizio. Sono state otto canzoni bellissime, ma quella di Serena è stata dirompente. Grazie a Macerata per l’accoglienza, dopo l’esperienza dell’anno scorso è stato ancora più bello perché ormai sono uno di famiglia”.
Piero Cesanelli chiude il sipario di Musicultura anticipando il tema della prossima edizione: “La ragione alimenta il sentimento”. ” Ma è una frase di Gigi Marzullo?” commenta ironicamente qualcuno. Sono quasi le due di notte, Musicultura saluta “sottovoce” e già pensa alla 22esima edizione.
Foto di Guido Picchio
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httpv://www.youtube.com/watch?v=6g5y2MerJnU



