La Costituzione repubblicana,
patto fondativo dello Stato italiano
Convegno nell'Aula Magna dell'Università
Il “patto sociale e giuridico” alla base della nostra Costituzione repubblicana; perché furono compiute determinate scelte; come esse si sono originate e chi ne sono stati gli artefici. Sono stati questi gli argomenti trattati nell’Aula Magna dell’Università di Macerata in occasione dell’ultimo dei convegni organizzati dalla Provincia di Macerata nell’ambito dell’iniziativa “25 aprile-2 giugno – Dalla Liberazione alla Repubblica”. Il programma, che ha avuto il patrocinio del Ministero dell’Istruzione e dei due atenei maceratesi, ha inteso costituire un’occasione celebrativa, ma soprattutto di riflessione di queste due tappe fondamentali dello Stato italiano. Di fronte ad un pubblico di giovani studenti delle scuole superiori di Macerata, si sono confrontati tre costituzionalisti in un dibattito moderato da Serena Sileoni. Il professor Tommaso Edoardo Frosini, dell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, si è soffermato sull’importanza di aver affidato al popolo italiano (e per la prima volta anche alle donne) la vera scelta costituente, ovvero la forma repubblicana piuttosto che quella monarchica. Questo, secondo il professor Frosini, fu il momento in cui la democrazia si manifestò in tutta la sua bellezza, sia in forma partecipata che rappresentativa. Il professor Erik Longo, dell’Università di Macerata, ha invece tracciato il profilo dei costituenti e dell’Assemblea costituente, valorizzando in particolare il significato positivo della parola “compromesso”, che consentì alle varie forze politiche di votare compatte la Costituzione. Il profesmansor Andrea Simoncini, già docente a Macerata ed ora titolare della cattedra di Diritto costituzionale all’Università di Firenze, ha invece illustrato una delle novità più essenziali della democrazia repubblicana, ovvero l’introduzione di un organo di garanzia anche nei confronti della maggioranza, quale è la Corte costituzionale. L’incontro è stato introdotto dal presidente del Consiglio provinciale, Umberto Marcucci e dal pro-rettore dell’Università di Macerata, Luigi Lacchè.
La registrazione audio video del convegno può essere vista sul sito dell’Università. E’ sufficiente collegarsi via internet all’indirizzo www.unimc.it/multimedia e poi consultare la pagina “eventi e manifestazioni” 2010. La registrazione è stata curata dal servizio multimediale dell’Ateneo maceratese.
Nelle foto: i professori Simoncini, Frosini, Longo con il presidente Marcucci, il prorettore Lacché e Serena Sileoni

E’ importante far conoscere ed apprezzare la nostra Costituzione alle giovani generazioni in un momento in cui viene messo in discussione il pilastro della nostra convivenza civile. L’atto fondativo della nostra Repubblica è da esempio non solo per i principi che stabilisce ma anche per il processo che ha portato alla sua approvazione: è stato uno dei rari momenti della nostra storia in cui i rappresentanti dei vari schieramenti si sono dimostrati illuminati e pronti a perdere una parte dei propri convincimenti per arrivare ad una sintesi comune. La chiave interpretativa della carta costituzionale è la tutela delle minoranze intese in qualunque accezione. Ciò va sottolineato in un’epoca in cui gli egoismi particolaristici e la paura del diverso portano i membri della società a rinchiudersi in se stessi.
Mi piace inoltre sottolineare l’aspetto innovativo dell’art. 3 che anticipa le moderne intuizioni in campo economico che hanno sostituito il concetto di utilità con quello di sviluppo della persona umana: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”.