Giovane pakistano vaga sulla superstrada
Fermato dalla Polizia due volte
Camminava invadendo la carreggiata e mettendo in pericolo la sua vita
di Alessandra Pierini
Un pakistano di 22 anni, sprovvisto del regolare permesso di soggiorno, è stato fermato questa mattina intorno alle 11,30 dalla Polizia Stradale di Civitanova mentre camminava a piedi lungo la superstrada tenendo in mano un bastone. Il giovane, completamente vestito di bianco, era già stato fermato ieri sera e stava già allora camminando lungo la stessa strada in stato confusionale. Era stato condotto all’Ospedale di Macerata dove i sanitari hanno deciso di trattenerlo per la notte. Questa mattina il giovane non era più nella sua camera. E’ intervenuta nuovamente la Polizia Stradale di Civitanova che ha localizzato l’individuo di nuovo in superstrada, tra Corridonia e Morrovalle, nella corsia monti-mare, mentre camminava invadendo la carreggiata e mettendo seriamente in pericolo la sua vita e quella degli automobilisti che si sono trovati a schivarlo. Dopo un breve inseguimento, il pakistano è stato nuovamente fermato e condotto al Pronto Soccorso di Macerata dove è stato sottoposto ad una visita psichiatrica. Il giovane ha approfittato del bagno della sala di attesa per lavarsi, forse cercando una via di fuga e ha ripetuto più volte il termine “Hotel House”.
Al momento le forze dell’ordine e i sanitari stanno cercando di verificare se il giovane ha problemi psichici e soprattutto se ci sono familiari che possano prenderlo in custodia.

Ricapitolando…
senza permesso di soggiorno… in stato confusionale vaga a piedi (vietato) in superstrada… viene fermato dalla polizia che lo accompagna al P.S. dove viene fatto rimanere ma, oibò, scappa… ritrovato ancora in superstrada a piedi (vietato come poche ore prima) e senza permesso di soggiorno… la polizia lo preleva e lo riporta al P.S… come credenziale, il “vagabondo” da l’Hotel House…
Fortuna che ai veri criminali, ai terroristi che osano parcheggiare in maniera non conforme, la polizia riesce a tenere testa.
Credo di capire la relazione con i crimini (e criminali) in diminuzione nella nostra provincia.
Un’affermazione del genere mi costa molto, ma se le istituzioni continuano nella loro politica di miopia nei confronti della criminalità, temo che la loro assoluta mancanza di prestigio nelle terre in cui prospera la criminalità organizzata non farà che favorire sempre di più Cosa Nostra.
Ovviamente non è una conclusione mia, ma un concetto esposto (sic) da Giovanni Falcone.. e non so neanche se c’entri qualcosa con l’argomento. Un po di memoria non fa mai male.
Ciò, comunque, è solo una mia opinione
…fortuna che non sono tutti così insensibili e soprattutto fuori luogo… il razzismo dilaga, questa è la vera criminalità! V E R G O G N A ! ! !
Verissimo, lo ammetto, SONO RAZZISTA. Ed ammetto anche che la “razza” che non tollero è quella dei buonisti e perbenisti pronti a usare le “diversità” come panacea per ogni illegalità ma altresì polemici e polemizzanti verso le illegalità che li investono direttamente.
Se le leggi ci sono, si rispettano, indipendentemente se si è bianchi, neri, verdi, gialli, azzurri o viola, se si è cittadini o se si porta una divisa.
ciò, tuttavia, è solo una mia opinione
Il bianco nell’Islam sciita è il colore del lutto. Capace che questo ragazzo volesse ammazzarsi; è una situazione molto difficile e c’è da capire bene che cos’abbia questa persona, che prima di tutto è un 22enne che si trova a migliaia di km da casa ed il cui reato, al momento, è quello di essere pakistano…
non mette in pericolo solo se stesso, ma anche chi tranquillamente prosegue sulla propria carreggiata
Verissimo, ma se ha problemi psichici credo che il fatto di essere straniero passi in secondo piano: oppure un maceratese che fa così va bene?
@ Filippo
L’essere Pakistano, al momento, non è stato un reato ma una condanna; la condanna di essere “giustificato” dal buonismo che l’ha portato a ritornare ad essere un pericolo per se e per gli altri.
Credo che una persona che vaga in superstrada, a piedi ed in stato confusionale DEBBA essere trattenuta per accertamenti almeno nella struttura sanitaria. Se poi è un clandestino che conosce solo l’hotel house, credo che sia normale che debba essere fermato fino a che non sia quantomeno capace di comprendere chi sia e dove deve andare (che poi da clandestino ci sarebbe anche il foglio di via, quindi dovrebbe essere qantomeno capace di capire la situazione).
Se si considera che a me, per non aver un documento al seguito, in quel di Viareggio, mi hanno portato in commissariato fino a quando non hanno accertato la mia identità !
Se poi qualcuno si fosse schiantato trovandosi il vagabondo sulla strada (in quanto barcollava sulla careggiata, quindi in mezzo ad una strada dove le auto vanno a 90 Km/h) magari facendoci scappare il morto, non credo che ci sarebbe stato qualcuno pronto a dire “poverino, ma è straniero”… ma forse ci sarebbero stati ugualmente.
Ciò, tuttavia, è soltanto una mia opinione
Egregio sig. mamo le assicuro che il sottoscritto non è un buonista e tanto meno un comunista. Mi reputo un giusto… Secondo me è più grave andare in giro ubriachi di sabato sera che essere depressi. Le assicuro che le sei patenti ritirate dai carabinieri in quel di san severino erano tutte appartenenti ad autoctoni. Questi sono i veri criminali!
@Mamo:
Ma infatti, visto che è un pericolo per la sua incolumità e quella degli altri, e forse è anche affetto da problemi psichici, bisognava tenerlo sotto controllo. Ma per questo motivo, non per il fatto che sia pakistano. Io la legge l’ho sempre rispettata e sono tuttora convinto che essere stranieri e lontani migliaia di km da casa non sia un reato; non c’entra il buonismo, mi creda. Buonismo è forse quello mostrato da altri nei confronti di un italianissimo che, in preda ad un raptus, mette la moglie nel cassonetto. Buonismo forse è mettere poi quella persona, che ha bisogno di aiuto, non su un aereo con un foglio di via, ma in una struttura che è l’esempio di una sentenza, diciamo, a mio avviso non punitiva. Però ecco, uno è uno stimato italiano, l’altro uno sconosciuto pakistano…
….per la conaca, venerdi mattina camminava nella terza corsia della A14 in direzione sud più o meno all’altezza di porto recanati…pensa quanta strada ha fatto!!!!
@ Filippo
Infatti il problema è su due fronti: in primis la gestione, a mio avviso errata, della situazione tanto da rimettere in circolazione un individuo quntomeno in stato confusionale, il secondo fronte riguarda invece la documentazione a corredo dell’individuo.
L’essere stranieri a centinaia di chilometri da casa non è un reato, esserlo su territorio italiano senza aver espletato le necessarie procedure burocratiche si.
Ma è pur vero che “per i nemici le leggi si applicano, per gli amici si interpretano”; se ne desume che l’applicazione della legge viaggia su due incognite: chi deve amministrarle e chi deve applicarle. Cambiando questi due fattori si può stravolgere l’esito.
Per l’italiano che butta la moglie nel cassonetto, sono concorde con lei. Ma credo si allinei con l’esito delle sentenze italiane.
Ricorderei che un italiano di 19 anni per una canna è stato condannato a 15 anni in contumacia in grecia (che ha chiesto l’estradizione) mentre in italia, un jamaicano è stato assolto dall’accusa di “possesso ai fini di spaccio” per essere stato trovato con 65 grammi di marjuana in quanto “rientra nella cultura nativa l’uso comune della marjuana come elemento rilassante, uso quest’ultimo confermato anche dall’imputato”(sic).
Ciò, tuttavia, è solo una mia opinione
ma se tutti si sono scandalizzati per l’applicazione delle regole (vedi elezioni a Roma), perchè ora le regole non dovrebbero essere applicate?