Trasferimento dei lavoratori
della sede Telecom di Macerata:
ricevuti in Provincia i sindacati

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“La Provincia, nell’assicurare ogni azione utile a mantenere i livelli occupazionali sul proprio territorio, ritiene che Telecom Italia, quale azienda di  valenza nazionale, abbia l’obbligo di mantenere un comportamento socialmente responsabile e debba valorizzare tutte le proprie sedi attualmente operative dove sono presenti lavoratori proficuamente occupati”.  Lo ha detto il presidente Franco Capponi ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali e delle Rsu della sede Telecom di Sforzacosta, ricevuti in Provincia, ai quali ha fatto presente che per ribadire tale posizione scriverà alla stessa Telecom Italia e chiederà l’attenzione sull’intera problematica alle altre istituzioni, in primo luogo al Prefetto. “I servizi che la società offre – ha detto Capponi – vengono utilizzati anche dal territorio maceratese e non possono essere accettate penalizzazioni occupazionali di sorta”.

I rappresentanti delle maestranze della sede maceratese del servizio 187 e gestione commerciale hanno rappresentato al presidente Capponi  la situazione di precarietà dei posti di lavoro in quanto continua il tentativo delle società telefonica di trasferire i lavoratori nelle sede di Ancona o addirittura in altre sedi  fuori regione. L’occupazione è in pericolo in quanto dei 18 lavoratori amministrativi impiegati nella sede di Sforzacosta ben 15 sono donne e cinque con rapporto part-time. E’ chiaro che per tutte loro motivi familiari ed anche economici renderebbero impossibile accettare il trasferimento, con la conseguenza di perdere il posto di lavoro. La delocalizzazione del “187” risulterebbe quindi un tentativo di provocare il licenziamento di maestranze fino ad oggi occupate in tale servizio.

Tommaso Sanna per la Uil-Com, Lidia Fabrizi e Luigi Cordari per la Fistel Cisl, Sandro Pace e Angelo Tonti per la Slc-Cgil, insieme ai delegati della Rsu hanno illustrato al presidente delle Provincia anche l’accordo sindacale vigente sottoscritto il 21 luglio dello scorso anno in cui si prevedeva la verifica ulteriore da parte dell’azienda  di mantenere il centro di Sforzacosta attivando progettazioni finalizzate alla utilizzazione delocalizzata della forza lavoro (remotizzazione e/o telelavoro).

Il presidente della Provincia interverrà anche presso il presidente della Regione per raccomandare che, nell’attuale fase di implementazione della “banda larga” e degli altri servizi di telecomunicazione sul territorio, l’ente regionale tenga in assoluto conto la necessità di prevedere negli accordi con Telecom il mantenimento di tutti i servizi e i livelli occupazionali di tutte le sedi attualmente operative. “Questo – ha detto Capponi alle delegazione dei lavoratori Telecom – soprattutto a difesa dei lavoratori ‘più deboli’, quali sono in questo caso le donne, impossibilitate ad accettare per ovvie ragioni le decisioni aziendali di trasferimento ad altra sede lontana dalla famiglia”. Un eventuale comportamento di totale chiusura da parte di Telecom potrebbe comportare da parte della Provincia, che con le sue numerose sedi è oggi sul territorio provinciale uno dei maggiori clienti dell’azienda telefonica, una diversa valutazione circa l’utilizzo dei propri servizi di comunicazione.



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